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  1. 6 points
    Non ho letto i vari reply quindi scusa se ripeto qualcosa, ma in riferimento al post originale: il tuo amico starebbe bene nel pilone di un magazzino di surgelati, posso suggerirti qualcuno adatto allo scopo non penso sinceramente che la cosa influenzi la trasmissione delle vibrazioni (ci sono le viti passanti, la fisica non è che sta lì per sport eh) quanto l'eventuale stabilità, ma non per così poco PENSO ai tempi era prassi comune zepparle con del cartone. Moltissime vecchie strato una volta aperte avevano diversi spessori interni. C'è gente tipo Bonamassa che ha fatto una scuola del "non smontare le chitarre vecchie" per non andare a toccare quelle cose li. Come diceva il buon Ghirmo e come mi disse lo stesso Cruz, ai tempi venivano fuori con delle tolleranze di diversi mm, altro che quelle di adesso (che sono fatte molto meglio e suonano molto meglio di base, poi l'influsso di 50 anni di mojo nei legni e soprattutto la loja di chi le ha suonate, sono un'altra cosa). Io non mi starei a fare troppe seghe mentali e la venderei. E' contaminata, non ci puoi fare niente, ormai si è intaccata la tua percezione dello strumento e non la recupererai mai più. Però hai fatto un danno enorme, ne hai parlato. Ora è invendibile. BRUCIALA ad un dio pagano e non pensarci più.
  2. 6 points
    Scusate vi vorrei ricordare che siamo su un forum di gente che compra chitarre quindi sarebbe bene rimanere sul lato estetico della cosa, il come suona non è un elemento importante: qua viene fatto il gear in base ai colori delle scatole, nemmeno del pedale, come suoni la roba è abbastanza ininfluente.
  3. 6 points
    Io avevo mollato Poi mi hanno ritirato dentro e non hanno faticato a convincermi Ieri esordio dopo anni su un palco tipo primo maggio in una location inimmaginabile Avevo le dita di legno. Ero tesissimo. Però Max Paiella che gioca col nome del nostro gruppo presentandoci o che mi piglia per il culo quando mi si stacca il cavo (sic!) non ha prezzo. A 52 anni ne vale ancora la pena si
  4. 5 points
    Ultima arrivata...Telecaster american Special surf green
  5. 5 points
    Pur essendo l'argomento strettamente legato al gusto personale, mi ritengo un "esperto " dei tag: rev delay blues. Per me un buon riverbero è indispensabile in cameretta. Nessun eco settato in alcun modo può eguagliarlo.Non si discute. Poi dal vivo al solito cambia tutto. Puoi andare totalmente dry, fatti mettere qualcosa dal banco, o usare un discreto slap back che funziona bene nel mix. Cuore.
  6. 4 points
  7. 4 points
  8. 3 points
    Ho comprato la mia seconda HB acustica dopo averla vista la scorsa settimana sul sito di Thomann, uscita credo a febbraio e a quanto pare andate a ruba visto che ho acciuffato una delle ultime disponibili. Quindi ve ne parlo e vi allego un video. Avevo già preso un anno fa la gs mini che mi da ancora soddisfazione la porto in giro per le lezioni e la uso a casa sul divano adesso avevo bisogno di una elettrificata per le serate quando vado in acustico e per caso vedo tre modelli nuovi di cui una travel una drednought una orchestra e la mia mini jumbo. Appena arrivata noto che esteticamente è molto carina identica alle foto,l'accordo e noto che il basso e il cantino friggono,bisogna intervenire sul truss rod,fatto questo non c'è bisogno di fare altro, action perfetta,intonazione perfetta,manico e tastiera molto comodi. Il suono:mi ricorda la Tanglewood che usava il mio cantante anzi sembra una copia soprattutto esteticamente,il suono è bilanciato,scarno sui bassi ma credo sia una caratteristica non un difetto,credo sia orientata verso il blues,un po' sferragliante da suonare magari col bottleneck,anche se io ci suonero di tutto. Col cambio corde,Martin bronze 012/054 ,è rinata ovviamente, aspetterò qualche giorno per giudicare meglio. L'accordatore integrato è preciso e veloce, attaccata all'impianto sembra suonare bene, (ricordiamoci che che si tratta sempre di un piezo) ma mi risetvo di fare prova approfondite sul campo. Piccola nota stonata le meccaniche non proprio precise ma tengono benissimo l'accordatura. Costo: 99 euro la chitarra, in bundle con custodia imbottita 111 anziche 118.
  9. 3 points
    Io penso che il 70% del suono lo fa il manico. Se le viti sono ben serrate e il manico è stabile il gap è ininfluente. Se esteticamente poi i taglieri avvitati non ti piacciono per quel particolare ci sono sempre i comodini (e anche ben fiammati volendo).
  10. 3 points
    Esatto, una delle due parti non è piana, quella del manico. Appoggiato il tacco sulla superficie presumibilmente piatta di un tavolo mostra di non poggiare perfettamente, quindi in definitiva il problema è tutto lì Ognuno ha la sua, diciamo che le chitarre sono un po' il mio piccolo rifugio dal mondo quando torno a casa sfinito e frustrato da giornate raramente sostenibili a contatto quasi sempre con gente con cui non vorrei avere niente a che fare in condizioni normali...e se pure il rifugio dal mondo è un pelo incasinato allora si va in crisi😁
  11. 3 points
    oh io sono un po' agricolo eh? però se ti piace come suona vai tranquillo.
  12. 3 points
    Oh per la cronaca Fatta la controfase sulla tele Niente, era solo il suono che cercavo da 15 anni.
  13. 3 points
    Ho trovato dove indirizzare il mio eiaculato, prendetemi un biglietto in prima fila
  14. 3 points
    Un delay settato corto può non far rimpiangere un delay, ma son comunque gusti e utilizzi. Io essenzialmente non ho un buon rapporto con i reverberi perché mangiano attacco e la nota mi risulta sempre fuori fuoco.
  15. 3 points
    Live direi E906 tutta la vita, troppo comodo e decisamente ben suonante. Ti consiglio questo rispetto al 609 perché la possibilità di tagliare i bassi o gli alti in alcune situazioni può rivelarsi decisamente utile. Costo abbordabilissimo, specie sull’usato.
  16. 3 points
    All'inizio della mia "carriera" (facciamo finta di definirla così) musicale sono partito con quattro amici conosciuti a scuola l'ultimo anno di liceo e ci siamo fatti un gruppo di cover di roba stile metallica, iron maiden ecc ecc... ricordo con piacere quel periodo perchè più che suonare stavamo sempre insieme, pochissimi live (tra cui uno in cui suonammo master of puppets davanti ad una chiesa la notte di natale ) mangiate insieme e tante altre belle cose. Poi l'altro chitarrista partì per cui mi aggregai ad un altro gruppo il cui chitarrista era l'amico di quello del gruppo precedente, e li iniziammo a fare cover band iron maiden. Il cantante era abbastanza bravo, ma dato che tutti gli elementi a parte me erano dello stesso paese, tra screzi vari alla fine abbandonai la situazione. Dopo varie prove con altre formazioni alla fine conobbi nel 2007 il batterista e il cantante del futuro mio primo gruppo serio. Appena formata la band fecimo un'esibizione con 3 cover, poi dedicammo il resto del nostro tempo a fare tutti pezzi nostri. Il genere era un thrash metal farcito di groove e cose simpatiche. Suonammo praticamente ovunque nella nostra regione. Uscì così il primo ep autoprodotto, registrato con pochi spiccioli in stile bleach dei nirvana, ma quel primo demo sembrava avere la stessa emozione di quando vi fu il primo sbarco sulla luna. Piano piano affinammo il nostro sound e influenze, uscì il secondo ep sotto etichetta e li spingemmo davvero tanto coi live, ovviamente proporzionatamente alle nostre disponibilità di sbarbatelli senza na lira. Suonammo a Roma, a Pescara, Bologna e abbiamo fatto con soddisfazione una data in Slovacchia (ah per la precisione, in slovacchia pagano più che in italia ). Stavamo puntando a fare il primo full lenght, io comprai un arsenale di roba come potete vedere nella sezione gear, avevo composto tutti i pezzi insieme al cantante (io facevo i riff e lui gestiva le metriche), mi ero sparato tre pezzi strumentali composti di getto... ci misi 6 mesi per creare merda, e 3 mesi per stravolgere tutto e creare riff a mio non obiettivo parere molto belli. Decidemmo di registrare nello studio di un amico e di fare il mixing da Ettore Rigotti (conosciutissimo nell'ambiente metal italiano e non, sentitevi i Disarmonia Mundi). Solo che avvenne il delirio. Il cantante, persona molto egocentrica, decise di cambiare stile di cantato (si parla di growl, scream ecc) e non ci riuscì, poichè quando fu il suo turno di registrare la voce fece veramente schifo. Questo fatto lo fece allontanare all'improvviso tirandosi via il bassista. Per cui a oggi di quel gruppo rimane un cd premixato senza voce. Questa cosa mi segnò tantissimo. Decisi di vendere tutto tranne le chitarre e due pedali, di prendere un'acustica e di fare pezzi per caxxi miei. Da qui scaturì una voragine di pezzi di genere diametralmente opposto a quello che suonavo e ascoltavo prima (roba country, blues, pop) iniziai a provare a cantare da autodidatta, e il risultato è che ho una marea di pezzi miei, alcuni cantati, molti dei quali incompleti e registrati alla meno peggio. Avevo perso la voglia di suonare con altre persone, però mi mancava suonare dal vivo. Un giorno mi contattò il batterista del gruppo, che nel frattempo era entrato in una band che faceva alternative/stoner e mi chiese se volevo sostituire il chitarrista che era andato a lavorare a Milano (in una fabbrica di Vinili). Accettai e iniziammo a suonare live finalmente dopo 2 anni che ero fermo. Però pure qui i diverbi tra bassista e chitarrista cantante mi portarono di nuovo a suonare da solo a casa. Poco tempo dopo conobbi un ragazzo che insieme all'instancabile batterista con cui suonavo ormai da dieci anni in vari progetti, suonavano ska reggae. All'inizio li ascoltavo solo, facevo loro qualche foto durante i live e li accompagnavo in giro, ma quando il loro bassista si trasferi fuori regione per studiare al conservatorio diventai il loro bassista. Avventura un pò diversa dal solito però appagante, suonare uno strumento che non sia la chitarra mi ha dato la possibilità di vedere la musica sotto un altro punto di vista, soprattutto suonando un genere come lo ska reggae che a livello metrico non è propriamente dritto come il rock, con i suoi vari off e levare. Nel mentre ad un concerto parlai con un ragazzo di un gruppo con cui suonammo insieme ai tempi del mio gruppo storico, mi chiese se ero libero poichè lui aveva dei pezzi stoner rock in cantiere. Alla fine mi ritrovai con tre persone che conoscevo benissimo, il solito batterista, questo chitarrista, e un bassista di un gruppo che era anche un mio amico. Abbandonai il gruppo ska e ci dedicammo a pezzi totalmente inediti (come avevo sempre fatto negli ultimi 12 anni tranne quando suonai da bassista), registrammo un ep arrangiando per due chitarre i pezzi del chitarrista. Appena uscito l'ep, che non sentivo proprio mio perchè i pezzi mi erano stati praticamente parati davanti, ci siamo messi a comporre pezzi "democratici"... da questo punto di vista siamo una macchina da guerra perchè se il riff piace lo portiamo avanti altrimenti si cestina, poi su quello lavoriamo insieme. Fatto questo abbiamo registrato a settembre 2018 il primo full lenght di 8 brani, di cui uno totalmente mio in cui canto e suono l'acustica. Un cd che a settembre uscirà sotto etichetta e che spero ci porti a suonare al di fuori della calabria, terra da questo e da tanti punti di vista veramente difficile. E nel mentre abbiamo già 3 pezzi nuovi per un futuro album. Detto ciò, dopo questo chilometrico sfogo dico che suonare in una band, dal vivo, in studio, alle prove è ormai diventato la mia vita. Stare in cameretta è suonare non porta scazzi ma non porta nemmeno chissà quale emozione...per cui live tutta la vita!
  17. 3 points
    sì, purtroppo solo musicali non carnali (cioè la fame per entrambe, ma conoscenze solo musicali)
  18. 3 points
    Che poi quelli veramente bravi (non pro) hanno delle strumentazioni modeste, non frequentano mezzo forum, il boutique neanche sanno cosa sia e pure poco gliene frega perchè loro con la fender mex e la DSL ci fanno le loro 20 date all'anno. La chitarra figa, l'ampli col pedigree, il nuovo set di pickups esoterici ad ogni fine stagione e l'OD esclusivo introvabile ad ovest dl Giordano son robe che si compra quello che ha tempo da perderci dietro e paranoiarsi tanto che non si sa più se a girare sono le medie o i coglioni. Per inciso io sarei tra questi, con la differenza che poi sono pure taccagno e pur facendomi le paranoie poi non compro un cazzo lo stesso.
  19. 2 points
  20. 2 points
    OK dai forza, chi sa suonare meglio di questa pazzesca matematica-rocker artista americana? Inoltre suona anche violino e piano e disegna pure benino..certo i classiconi che preferiscono le shreddate gaynose di uomoni torso nudi dai capelli lisci e biondi con i fusò viola potrebbero storcere il naso come i bluesman dall'alilto di whiskey che hanno i tasti della loro chitarra finto-relic consumati all'altezza della penta di la minore...detto questo come sempre non è per tutti e alla lunga posso capire chepotrebbe anche rompere le palle con ste notine, però a me piace, bella tecnica, belle chitarre, suono math/post rock che a noi post-tutto ci piace..insomma un po di novità no eh?
  21. 2 points
    Anch'io di recente sono passato dal 57 Shure al Sennheiser E906. Di base, il primo è uno standard per qualunque ampli tipo Marshall, ma per tutto il resto il 906 è diventato il mio preferito: clean strepitosi, nettamente superiore al 57, bassi profondi e naturali, silenziosissimo, distorti belli e molto fedeli al suono dell'ampli nella stanza, pochissima direzionalità e quindi facilità di posizionamento, su un combo può essere tranquillamente usato appeso senza asta... un microfono davvero comodo e senza punti deboli. Dovessi registrare, li userei entrambi perché il 57 buca un po' meglio con le sue caratteristiche medioalte, sono due mic che si completano bene a vicenda, ma live usarne due sarebbe un eccessivo sbattimento.
  22. 2 points
    Ho iniziato a suonare tardi (a 18 anni). Due mesi dopo aver imparato i primi accordi ero già sul "palco". Un piccolo live nella palestra del mio liceo per la festa di fine anno. Situazione arrangiatissima, ma comunque rimane uno dei concerti con la più alta percentuale di figa e di alcol in cui abbia mai suonato. Da allora non ho mai messo mano alla chitarra senza che la cosa fosse (direttamente o indirettamente) funzionale a suonare dal vivo. Ovviamente, non facendolo di lavoro, ho avuto momenti più intensi (con 2-3 date a settimana) e momenti in cui sono stato fermo per diversi mesi. Ma non riesco a suonare senza il fine di uscire dal vivo. Diverse volte mi sono trasferito e ho cambiato città. Ogni volta la prima cosa che facevo era cercare una band in cui suonare, spesso ancor prima di aver trovato un posto stabile dove dormire. E' impegnativo: prove, spostamenti, studio a casa, investimenti ecc. E' dura: far ragionare più teste può essere terribilmente difficile, faticoso e frustrante, specialmente se si affronta un progetto di inediti. Trovare date è difficile e trovarle in posti dove valga la pena è un'impresa titanica, specie se (come faccio io) suoni inediti e/o cover non mainstream. Affronti tutta una serie di problemi e di frustrazione (istrionismo dei gestori dei locali, delle agenzie, mille cazzi insomma...) Può essere pure doloroso: mi è capitato più di una volta di dover cacciare dalle varie band degli amici con cui avevo un bel rapporto, ma che frenavano i progetti musicali. Via, è una grandissima rottura di coglioni. Però, quando sono sul palco, il batterista dà il 4 e inizia il concerto, si azzera tutto. E' ancora una delle cose che più emoziona e che più amo fare nella vita. Condivido pienamente questo pensiero:
  23. 2 points
    https://forum.fractalaudio.com/threads/announcing-the-fm3-amp-modeler-fx-processor.149900/ bene, chi mi vende l'AX8 a €500?
  24. 2 points
  25. 2 points
    si che poi questa cosa che non ci si merita gli strumenti fighi perchè non si è "abbastanza bravi" è anche un po' una cazzata gli strumenti non si suonano, si comprano e basta
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