Jump to content
Sign in to follow this  
Bananas

Dal gruppo alla cameretta pure se…

Recommended Posts

ogni tanto la voglia di suonare con altri mi torna. Più che altro per i birroni, le grigliate e la bisboccia. Dai, ti faccio ‘sto post inutile e pieno di cagate così tanto per fare. Lasciamo perdere tutte le considerazioni sociopolitiche che è cambiato il mondo, non c’è più le belle cose di una volta, c’è pieno di stronzi narcisi sotto l’arroganza il nulla: non mi frega più un cazzo, per me ‘sta gatta rincoglionita può strafogarcisi nel lardo con o senza lasciarci lo zampino…

Ero pischello ai tempi degli shredder e delle superstrat ma non me fregava, io volevo claptonare il blues e quel bel rockettino tuttologico diversamente etero alla vecchia. Poi Stevie e l’amore incondizionato hendriziano. Allora provavo a suonare in giro con altri rincoglioniti ma cercavo sempre la formazione con due chitarre e se capitava un pianista che almeno lui un po’ di musica la sapesse. Basso batteria ovvio, come fai senza? La banda con due chitarre secondo me è figa. Io preferivo suonare con uno più bravo di me, così potevo rubare il più possibile e gli facevo fare pure tutta la fatica di tirare giù i pezzi e le parti che poi me le imparava pure a me. Ma gli assoloni venti minuti a pezzo volevo farli lo stesso eh; se c’erano in giro pischelle mi sparavo anche le pose con relative facce da scemo. Mi piaceva quella sana competizione minchiona tra chitarristi, divertente e che comunque alzava continuamente il livello del suonaggio e diventava un po’ il sale del miglioramento progressivo. Per metter su un gruppo bisognava aver voglia di suonare tutti la stessa musica che era la cosa più difficile, e a un certo punto bisognava lasciare anche agli altri la possibilità di esprimersi, cosa altrettanto difficile perché quando arrivi dopo il lavoro cazzi e mica cazzi con la foga di sfogarti e godere, useresti gli altri a ‘mo di looper al tuo servizio e invece no, non funzionava così il godimento. Mi sono divertito parecchio, mai avute aspirazioni di andare a Woodstock o chissà dove. Tra l’altro ai tempi suonavo tanto e avevo la manina molto più sciolta di adesso, pure se non sono mai stato un musicista né ho mai avuto talento. Raccontatemi un po’ come funziona adesso col gruppo. Ma vi divertite?

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io ho accantonato la ricerca di gruppi, sia per impegni ma soprattutto perché non ho più voglia di mettermi a fare a cover e dintorni... quando ho voglia chiamo una mia amica batterista e ci mettiamo a jammare alone ed in equilibrio... avuti tanti gruppi, creati tanti gruppi e distrutti la maggior parte... un domani, in una realtà diversa della mia città, avrò un gruppo di solo inediti ed avrò il piacere di linkarvi album e Live nella sezione apposita. 

Vi rigiro la domanda: nella vostra città (quale) è pratico e rapido creare un gruppo o tante menate tra diffidenza, caste, ecc? 

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Sono più verso i 45 che i 40, il prossimo anno facciamo 20 anni dal primo concerto con il gruppo da svago (quello delle cover di Neil Young dei CCR dei Rolling e di Tom Petty, delle grigliate prima sballone e ora a correre dietro ai figli, ma sempre un po' sballone), ci facciamo ancora 5-6 concerti all'anno di quelli buoni, e tutti i mercoledì prove.

Sì ci divertiamo ancora tantissimo, con il bassista ed il batterista ci conosciamo dall'asilo, gli altri 2 incontrati da adolescente, sono la seconda famiglia ed i migliori amici. Siamo anche bravini a suonare. Abbiamo smesso di girare per soldi ed accettare date in posti che ci fanno cagare, scegliamo dove suonare, ne facciamo pochi, ma quei pochi ci divertiamo molto.

Poi ho l'altro gruppo dove facciamo musica originale, altra esperienza molto interessante e formativa.

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io avevo mollato 

Poi mi hanno ritirato dentro e non hanno faticato a convincermi

Ieri esordio dopo anni su un palco tipo primo maggio in una location inimmaginabile 

 Avevo le dita di legno. Ero tesissimo.

Però Max Paiella che gioca col nome del nostro gruppo presentandoci  o che mi piglia per il culo quando mi si stacca il cavo (sic!) non ha prezzo.

A 52 anni ne vale ancora la pena si

  • Like 6

Share this post


Link to post
Share on other sites

... io sono un vecchiodimerda e caparbiamente continuo a strimpellare con gli stessi amichetti da più o meno vent'anni (col bassista son più di 25)... tra tutti abbiamo avuto scazzi, litigi più o meno feroci, pause (col batterista non ci siamo parlati per un tre anni, poi è tornato) ma pure tanti bei momenti e concerti qua e la... alla fine siamo ancora tutti lì (tranne uno)... ormai concerti pochini, ma una volta alla settimana  - nonostante mogli, lavoro, figli e mal di schiena - cerchiamo di trovarci sempre, sala prove poi birrozzo... credo che non ci rinuncerei per nulla al mondo!

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

In pratica siete tutti con gruppi storici... avete avuto fame di nuove conoscenze nell'età più avanzata? 

Share this post


Link to post
Share on other sites
57 minuti fa, Pick dice:

In pratica siete tutti con gruppi storici... avete avuto fame di nuove conoscenze nell'età più avanzata? 

No alla fine è come con la moglie agli spizzichi in giro preferisco la solita buona minestra 😉

  • Haha 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io con il fatto che lavoro l'80% del tempo in cui non dormo ormai ho ridimensionato le mie aspettative suonerecce, da qui le mie considerazioni sul topic delle Macmull. La cosa divertente è che io nell'animo sarei tutt'ora un fan dell' Hard 'n Heavy settanta-ottantiano, ma è un genere che suonare da soli non ha senso (suonare certe robe con le basi mi fa schifo) e non mi diverte, quindi me la gioco facendo finta di suonare classic rock, il blues di cui non so niente, o improvvisandomi il Mark Knopfler degli scappati di casa prima della licenza elementare. Quindi forse mi sono pure musicalmente evoluto in questa maniera.

La verità è che ripescassi i miei vecchi compagni di liceo e mi domandassero di mettere su una cover band dei Blink 182, io sarei nudo già prima che finissero di chiedermelo.

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

non prendo più impegni con altri, musicalmente parlando.

se c'è da fare bisboccia arrivo dopo; sono stato ad un passo dal farlo diventare un lavoro(non la bisboccia ma suonare) ma non avevo abbastanza passione per continuare.

adesso sono un po' nauseato, durante gli ultimi concerti con l'ultima band, mi sentivo poco credibile e se c'era qualche grigliata in giro, o soltanto andare a bere con gli amici, davo buca in studio, sia per le prove che per le registrazioni.

lasciamo il posto ai giovini!!!!

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

eh, io tendevo a buttare l'ancora 😄

 

consiglio: se avete uno come me nella band, che per voi è un impegno, sostituitelo

  • Like 1

Share this post


Link to post
Share on other sites

Io che quest'anno ne faccio 45 suono ancora nei locali facciamo più o meno una data al mese e proviamo 1/2 volte al mese e mi piace sempre....facciano cover rock niente di che ma almeno si passa una serata tra amici si mangia si fa bisboccia e riesco a suonare gli ampli ad un volume decente ...e me ne scappo da moglie e figlia riassaporando la vita da single!!!

Siamo in 6 nella band ed andiamo piuttosto d'accordo per cui è piacevole ...e sta tutto in questo mi sono capitati spesso le star di turno e me ne sono sempre allontanato io suono esclusivamente per divertimento non ho mai pensato di fare diventare la mia passione un lavoro.

Suoniamo in locali medio piccoli e qualche volta facciamo qualche data all'aperto siamo anche bravini ma delle mie parti la musica suonata live con strumenti è in forte declino..sono rimasti un po di locali di nicchia ma che preferiscono i tributi o le cover band...ma io nessun problema a suonarli basta che mi piaccia il genere; non riesco invece a suonare musica che non mi piace una volta ho fatto una serata di liscio per sostituire un chitarrista ed era pure ben pagata ma non vedevo l'ora che finisse è stata una tortura...io di sicuro non potrei mai fare il turnista 

A suonare solo in cameretta invece dopo un po mi rompo le palle 

 

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

All'inizio della mia "carriera" (facciamo finta di definirla così) musicale sono partito con quattro amici conosciuti a scuola l'ultimo anno di liceo e ci siamo fatti un gruppo di cover di roba stile metallica, iron maiden ecc ecc... ricordo con piacere quel periodo perchè più che suonare stavamo sempre insieme, pochissimi live (tra cui uno in cui suonammo master of puppets davanti ad una chiesa la notte di natale :sorrisone:) mangiate insieme e tante altre belle cose. Poi l'altro chitarrista partì per cui mi aggregai ad un altro gruppo il cui chitarrista era l'amico di quello del gruppo precedente, e li iniziammo a fare cover band iron maiden. Il cantante era abbastanza bravo, ma dato che tutti gli elementi a parte me erano dello stesso paese, tra screzi vari alla fine abbandonai la situazione. Dopo varie prove con altre formazioni alla fine conobbi nel 2007 il batterista e il cantante del futuro mio primo gruppo serio. Appena formata la band fecimo un'esibizione con 3 cover, poi dedicammo il resto del nostro tempo a fare tutti pezzi nostri. Il genere era un thrash metal farcito di groove e cose simpatiche. Suonammo praticamente ovunque nella nostra regione. Uscì così il primo ep autoprodotto, registrato con pochi spiccioli in stile bleach dei nirvana, ma quel primo demo sembrava avere la stessa emozione di quando vi fu il primo sbarco sulla luna. Piano piano affinammo il nostro sound e influenze, uscì il secondo ep sotto etichetta e li spingemmo davvero tanto coi live, ovviamente proporzionatamente alle nostre disponibilità di sbarbatelli senza na lira. Suonammo a Roma, a Pescara, Bologna e abbiamo fatto con soddisfazione una data in Slovacchia (ah per la precisione, in slovacchia pagano più che in italia :sorrisone:). Stavamo puntando a fare il primo full lenght, io comprai un arsenale di roba come potete vedere nella sezione gear, avevo composto tutti i pezzi insieme al cantante (io facevo i riff e lui gestiva le metriche), mi ero sparato tre pezzi strumentali composti di getto... ci misi 6 mesi per creare merda, e 3 mesi per stravolgere tutto e creare riff a mio non obiettivo parere molto belli. Decidemmo di registrare nello studio di un amico e di fare il mixing da Ettore Rigotti (conosciutissimo nell'ambiente metal italiano e non, sentitevi i Disarmonia Mundi). Solo che avvenne il delirio. Il cantante, persona molto egocentrica, decise di cambiare stile di cantato (si parla di growl, scream ecc) e non ci riuscì, poichè quando fu il suo turno di registrare la voce fece veramente schifo. Questo fatto lo fece allontanare all'improvviso tirandosi via il bassista. Per cui a oggi di quel gruppo rimane un cd premixato senza voce. Questa cosa mi segnò tantissimo. Decisi di vendere tutto tranne le chitarre e due pedali, di prendere un'acustica e di fare pezzi per caxxi miei. Da qui scaturì una voragine di pezzi di genere diametralmente opposto a quello che suonavo e ascoltavo prima (roba country, blues, pop) iniziai a provare a cantare da autodidatta, e il risultato è che ho una marea di pezzi miei, alcuni cantati, molti dei quali incompleti e registrati alla meno peggio. Avevo perso la voglia di suonare con altre persone, però mi mancava suonare dal vivo. Un giorno mi contattò il batterista del gruppo, che nel frattempo era entrato in una band che faceva alternative/stoner e mi chiese se volevo sostituire il chitarrista che era andato a lavorare a Milano (in una fabbrica di Vinili). Accettai e iniziammo a suonare live finalmente dopo 2 anni che ero fermo. Però pure qui i diverbi tra bassista e chitarrista cantante mi portarono di nuovo a suonare da solo a casa. Poco tempo dopo conobbi un ragazzo che insieme all'instancabile batterista con cui suonavo ormai da dieci anni in vari progetti, suonavano ska reggae. All'inizio li ascoltavo solo, facevo loro qualche foto durante i live e li accompagnavo in giro, ma quando il loro bassista si trasferi fuori regione per studiare al conservatorio diventai il loro bassista. Avventura un pò diversa dal solito però appagante, suonare uno strumento che non sia la chitarra mi ha dato la possibilità di vedere la musica sotto un altro punto di vista, soprattutto suonando un genere come lo ska reggae che a livello metrico non è propriamente dritto come il rock, con i suoi vari off e levare. Nel mentre ad un concerto parlai con un ragazzo di un gruppo con cui suonammo insieme  ai tempi del mio gruppo storico, mi chiese se ero libero poichè lui aveva dei pezzi stoner rock in cantiere. Alla fine mi ritrovai con tre persone che conoscevo benissimo, il solito batterista, questo chitarrista, e un bassista di un gruppo che era anche un mio amico. Abbandonai il gruppo ska e ci dedicammo a pezzi totalmente inediti (come avevo sempre fatto negli ultimi 12 anni tranne quando suonai da bassista), registrammo un ep arrangiando per due chitarre i pezzi del chitarrista. Appena uscito l'ep, che non sentivo proprio mio perchè i pezzi mi erano stati praticamente parati davanti, ci siamo messi a comporre pezzi "democratici"... da questo punto di vista siamo una macchina da guerra perchè se il riff piace lo portiamo avanti altrimenti si cestina, poi su quello lavoriamo insieme. Fatto questo abbiamo registrato a settembre 2018 il primo full lenght di 8 brani, di cui uno totalmente mio in cui canto e suono l'acustica. Un cd che a settembre uscirà sotto etichetta e che spero ci porti a suonare al di fuori della calabria, terra da questo e da tanti punti di vista veramente difficile. E nel mentre abbiamo già 3 pezzi nuovi per un futuro album. Detto ciò, dopo questo chilometrico sfogo dico che suonare in una band, dal vivo, in studio, alle prove è ormai diventato la mia vita. Stare in cameretta è suonare non porta scazzi ma non porta nemmeno chissà quale emozione...per cui live tutta la vita!

  • Like 3

Share this post


Link to post
Share on other sites
9 minuti fa, Mlex dice:

All'inizio della mia "carriera" (facciamo finta di definirla così) musicale sono partito con quattro amici conosciuti a scuola l'ultimo anno di liceo e ci siamo fatti un gruppo di cover di roba stile metallica, iron maiden ecc ecc... ricordo con piacere quel periodo perchè più che suonare stavamo sempre insieme, pochissimi live (tra cui uno in cui suonammo master of puppets davanti ad una chiesa la notte di natale :sorrisone:) mangiate insieme e tante altre belle cose. Poi l'altro chitarrista partì per cui mi aggregai ad un altro gruppo il cui chitarrista era l'amico di quello del gruppo precedente, e li iniziammo a fare cover band iron maiden. Il cantante era abbastanza bravo, ma dato che tutti gli elementi a parte me erano dello stesso paese, tra screzi vari alla fine abbandonai la situazione. Dopo varie prove con altre formazioni alla fine conobbi nel 2007 il batterista e il cantante del futuro mio primo gruppo serio. Appena formata la band fecimo un'esibizione con 3 cover, poi dedicammo il resto del nostro tempo a fare tutti pezzi nostri. Il genere era un thrash metal farcito di groove e cose simpatiche. Suonammo praticamente ovunque nella nostra regione. Uscì così il primo ep autoprodotto, registrato con pochi spiccioli in stile bleach dei nirvana, ma quel primo demo sembrava avere la stessa emozione di quando vi fu il primo sbarco sulla luna. Piano piano affinammo il nostro sound e influenze, uscì il secondo ep sotto etichetta e li spingemmo davvero tanto coi live, ovviamente proporzionatamente alle nostre disponibilità di sbarbatelli senza na lira. Suonammo a Roma, a Pescara, Bologna e abbiamo fatto con soddisfazione una data in Slovacchia (ah per la precisione, in slovacchia pagano più che in italia :sorrisone:). Stavamo puntando a fare il primo full lenght, io comprai un arsenale di roba come potete vedere nella sezione gear, avevo composto tutti i pezzi insieme al cantante (io facevo i riff e lui gestiva le metriche), mi ero sparato tre pezzi strumentali composti di getto... ci misi 6 mesi per creare merda, e 3 mesi per stravolgere tutto e creare riff a mio non obiettivo parere. Decidemmo di registrare nello studio di un amico e di fare il mixing da Ettore Rigotti (conosciutissimo nell'ambiente metal italiano e non, sentitevi i Disarmonia Mundi). Solo che avvenne il delirio. Il cantante, persona molto egocentrica, decise di cambiare stile di cantato (si parla di growl, scream ecc) e non ci riuscì, poichè quando fu il suo turno di registrare la voce fece veramente schifo. Questo fatto lo fece allontanare all'improvviso tirandosi via il bassista. Per cui a oggi di quel gruppo rimane un cd premixato senza voce. Questa cosa mi segnò tantissimo. Decisi di vendere tutto tranne le chitarre e due pedali, di prendere un'acustica e di fare pezzi per caxxi miei. Da qui scaturì una voragine di pezzi di genere diametralmente opposto a quello che suonavo e ascoltavo prima (roba country, blues, pop) iniziai a provare a cantare da autodidatta, e il risultato è che ho una marea di pezzi miei, alcuni cantati, molti dei quali incompleti e registrati alla meno peggio. Avevo perso la voglia di suonare con altre persone, però mi mancava suonare dal vivo. Un giorno mi contattò il batterista del gruppo, che nel frattempo era entrato in una band che faceva alternative/stoner e mi chiese se volevo sostituire il chitarrista che era andato a lavorare a Milano (in una fabbrica di Vinili). Accettai e iniziammo a suonare live finalmente dopo 2 anni che ero fermo. Però pure qui i diverbi tra bassista e chitarrista cantante mi portarono di nuovo a suonare da solo a casa. Poco tempo dopo conobbi un ragazzo che insieme all'instancabile batterista con cui suonavo ormai da dieci anni in vari progetti, suonavano ska reggae. All'inizio li ascoltavo solo, facevo loro qualche foto durante i live e li accompagnavo in giro, ma quando il loro bassista si trasferi fuori regione per studiare al conservatorio diventai il loro bassista. Avventura un pò diversa dal solito però appagante, suonare uno strumento che non sia la chitarra mi ha dato la possibilità di vedere la musica sotto un altro punto di vista, soprattutto suonando un genere come lo ska reggae che a livello metrico non è propriamente dritto come il rock, con i suoi vari off e levare. Nel mentre ad un concerto parlai con un ragazzo di un gruppo con cui suonammo insieme  ai tempi del mio gruppo storico, mi chiese se ero libero poichè lui aveva dei pezzi stoner rock in cantiere. Alla fine mi ritrovai con tre persone che conoscevo benissimo, il solito batterista, questo chitarrista, e un bassista di un gruppo che era anche un mio amico. Abbandonai il gruppo ska e ci dedicammo a pezzi totalmente inediti (come avevo sempre fatto negli ultimi 12 anni tranne quando suonai da bassista), registrammo un ep arrangiando per due chitarre i pezzi del chitarrista. Appena uscito l'ep, che non sentivo proprio mio perchè i pezzi mi erano stati praticamente parati davanti, ci siamo messi a comporre pezzi "democratici"... da questo punto di vista siamo una macchina da guerra perchè se il riff piace lo portiamo avanti altrimenti si cestina, poi su quello lavoriamo insieme. Fatto questo abbiamo registrato a settembre 2018 il primo full lenght di 8 brani, di cui uno totalmente mio in cui canto e suono l'acustica. Un cd che a settembre uscirà sotto etichetta e che spero ci porti a suonare al di fuori della calabria, terra da questo e da tanti punti di vista veramente difficile. E nel mentre abbiamo già 3 pezzi nuovi per un futuro album. Detto ciò, dopo questo chilometrico sfogo dico che suonare in una band, dal vivo, in studio, alle prove è ormai diventato la mia vita. Stare in cameretta è suonare non porta scazzi ma non porta nemmeno chissà quale emozione...per cui live tutta la vita!

Porca mona hai na carriera più lunga tu di Piero Pelù

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Zado praticamente si! ahahahha senza contare che in precedenza, quando avevo 11 anni mi sono iscritto a scuola di musica per imparare la chitarra. Tutto ciò grazie a mio cugino, più grande di me di 8 anni, che proprio a 18 anni si prese la sua prima elettrica, una stratocaster american standard del 94. E il mio idolo musicale a 11 anni era Kurt Cobain. Solo che a scuola di musica mi fecero prendere la chitarra classica per imparare, i vari metodi per gli arpeggi e solfeggio a morire. Solo che mi piaceva più il solfeggio che la classica, per quanto belle potessero essere le musiche che mi facevano studiare. Così ci passai 5 lunghi anni fin quando in 2 superiore presi la chitarra elettrica. Il mio maestro dell'epoca mi fece studiare le scale, ma io abbandonai perchè mi ero seccato dei vari metodi da conservatorio. Così mi studiai da solo (senza alcune fonti esterne) le pentatoniche, e ancora oggi solo quelle ho come repertorio solistico! ahahahahha

 

@Pick grazie! :smile:

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

Ho iniziato a suonare tardi (a 18 anni). Due mesi dopo aver imparato i primi accordi ero già sul "palco". Un piccolo live nella palestra del mio liceo per la festa di fine anno. Situazione arrangiatissima, ma comunque rimane uno dei concerti con la più alta percentuale di figa e di alcol in cui abbia mai suonato.

 

Da allora non ho mai messo mano alla chitarra senza che la cosa fosse (direttamente o indirettamente) funzionale a suonare dal vivo.

Ovviamente, non facendolo di lavoro, ho avuto momenti più intensi (con 2-3 date a settimana) e momenti in cui sono stato fermo per diversi mesi.

Ma non riesco a suonare senza il fine di uscire dal vivo.

 

Diverse volte mi sono trasferito e ho cambiato città. Ogni volta la prima cosa che facevo era cercare una band in cui suonare, spesso ancor prima di aver trovato un posto stabile dove dormire.

 

E' impegnativo: prove, spostamenti, studio a casa, investimenti ecc.

E' dura: far ragionare più teste può essere terribilmente difficile, faticoso e frustrante, specialmente se si affronta un progetto di inediti.

Trovare date è difficile e trovarle in posti dove valga la pena è un'impresa titanica, specie se (come faccio io) suoni inediti e/o cover non mainstream.

Affronti tutta una serie di problemi e di frustrazione (istrionismo dei gestori dei locali, delle agenzie, mille cazzi insomma...)

Può essere pure doloroso: mi è capitato più di una volta di dover cacciare dalle varie band degli amici con cui avevo un bel rapporto, ma che frenavano i progetti musicali.

 

Via, è una grandissima rottura di coglioni.

Però, quando sono sul palco, il batterista dà il 4 e inizia il concerto, si azzera tutto. E' ancora una delle cose che più emoziona e che più amo fare nella vita.


Condivido pienamente questo pensiero:

 

Il 28/4/2019 at 13:38, Mlex dice:

Stare in cameretta è suonare non porta scazzi ma non porta nemmeno chissà quale emozione...per cui live tutta la vita!

 

 

  • Like 2

Share this post


Link to post
Share on other sites

@Event Horizon diciamo che condividiamo parecchie cose, tranne il fatto che io mi sia spostato di città... E' vero che è impegnativo ed è dura per i motivi da te citati, però non mi è mai capitato fare live assiduamente e questo è stato da una parte una fortuna e dall'altra una sfortuna. Devo dire inoltre che il mio approccio coi live è cambiato drasticamente negli ultimi 2 anni. Prima col gruppo metal avevo sempre il cagotto prima di suonare, l'ansia era evidente. Suonare per un gruppo non mio (vedasi nel post precedente il gruppo ska reggae) mi ha fatto affrontare la cosa alla menefottoaltamente, per cui nel progetto stoner devo dire che oltre la voglia di suonare e di sfasciare le chitarre a fine concerto (la voglia, ma non lo faccio mai per davvero per fortuna:sorrisone: ) me lo godo di più, si beve un pò prima di suonare, si scherza e si suona con trasporto... cose che raramente mi erano capitate prima!

Share this post


Link to post
Share on other sites

Create an account or sign in to comment

You need to be a member in order to leave a comment

Create an account

Sign up for a new account in our community. It's easy!

Register a new account

Sign in

Already have an account? Sign in here.

Sign In Now
Sign in to follow this  

×