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Louisguitar

Iovinella guitars?

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Sergio @mnk è un grandissimo 

 

💖

 

 

 

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11 minuti fa, Davide79 dice:

 

Zadoooooo... Non dire castronerie. Non te lo ricordi ma hai scritto due marche che hai letto qui, MNK e BRBS. Memoria di ferro eh😂🤦‍♂️

 

Giuro, quando l'ho scritto pensavo a mortal kombat

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5 hours ago, Gluca said:

 

Non credo che sia voluto, perché con la decal gli viene dritto 😄

 

 

A me il nome e logo non dispiace. Mi fa piacere che ci siano così tante nuove aziende italiane. Poi chi è bravo si farà strada.

 

ClYaFotUYAAp61_.jpg

 

anche questa scritta è storta, perché non segue la linea della palettava bene tutto, na l'estetica e i dettagli per prima cosa!!!!

 

 

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5 hours ago, Gluca said:

 

Non credo che sia voluto, perché con la decal gli viene dritto 😄

 

 

A me il nome e logo non dispiace. Mi fa piacere che ci siano così tante nuove aziende italiane. Poi chi è bravo si farà strada.

 

ClYaFotUYAAp61_.jpg

 

anche questa scritta è storta, perché non segue la linea della palettava bene tutto, na l'estetica e i dettagli per prima cosa!!!!

 

 

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5 hours ago, Gluca said:

 

Non credo che sia voluto, perché con la decal gli viene dritto 😄

 

 

A me il nome e logo non dispiace. Mi fa piacere che ci siano così tante nuove aziende italiane. Poi chi è bravo si farà strada.

 

ClYaFotUYAAp61_.jpg

 

anche questa scritta è storta, perché non segue la linea della palettava bene tutto, na l'estetica e i dettagli per prima cosa!!!!

 

 

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3 ore fa, testataecassa dice:

aiuto, cosa è successo che mi ha messo tre volte il messaggio?

È un effetto tra i più vecchi, si chiama delay 😂

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Che l'artigiano italiano medio non goda di grande reputazione su RC, non è la novità del giorno.

Però c'è da dire che l'artigiano italiano medio, ci mette molto del suo per farsi odiare. Tra nomi improbabili, sigle che sembrano un codice fiscale, siti web in inglese fatti con Google Translator, politiche di marketing suicide.

 

Mi trovo d'accordo con Davide, non è mica obbligatorio mettere il proprio cognome sugli strumenti. Ad esempio un liutaio delle mie parti, Corrado Carpinteri, piuttosto che mettere Carpinteri sulla paletta, scrive(va) CQ o CQuadro.

Peccato che da un paio di anni è stato contagiato pure lui dalla sindrome italica, quindi le sue ultime creazioni riportano il cognome per intero :rolleyes:

 

12778928_1131808990203330_24424236400958

 

 

 

1891352_936338626417035_7703988305940280

 

10580662_802166116500954_430087527144618

 

 

64411047_2605466279504253_58377612013160

 

76636718_2930563850327826_25349185602794

 

64501491_2603350193049195_81997169446396

 

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19 minuti fa, PinkFlesh dice:

Che l'artigiano italiano medio non goda di grande reputazione su RC, non è la novità del giorno.

Però c'è da dire che l'artigiano italiano medio, ci mette molto del suo per farsi odiare. Tra nomi improbabili, sigle che sembrano un codice fiscale, siti web in inglese fatti con Google Translator, politiche di marketing suicide.

 

Mi trovo d'accordo con Davide, non è mica obbligatorio mettere il proprio cognome sugli strumenti. Ad esempio un liutaio delle mie parti, Corrado Carpinteri, piuttosto che mettere Carpinteri sulla paletta, scrive(va) CQ o CQuadro.

Peccato che da un paio di anni è stato contagiato pure lui dalla sindrome italica, quindi le sue ultime creazioni riportano il cognome per intero :rolleyes:

 

12778928_1131808990203330_24424236400958

 

 

 

1891352_936338626417035_7703988305940280

 

10580662_802166116500954_430087527144618

 

 

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Firma elegante però in questo caso 👍🏼

 

E la paletta bicolore tipo Ringo ha una bella linea.

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Personalmente, trovo molto più raffinata la scritta Carpinteri. 

Comunque, è vero che non è obbligatorio mettere il proprio cognome sugli strumenti, ma è  anche vero che molti di noi sono pieni di parafanghi o marescialli, a casa, e non si pongono il problema del nome, invece se ti chiami Iovinella, cavolo, quello si che è sconveniente, è essenziale farlo subito presente! 😃

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37 minuti fa, guitarGlory dice:

Però c'è da dire che l'artigiano italiano medio, ci mette molto del suo per farsi odiare. Tra nomi improbabili, sigle che sembrano un codice fiscale, siti web in inglese fatti con Google Translator, politiche di marketing suicide.

In realtà il nome è solo parte dell'equazione, o meglio, non è la causa ma un sintomo: la malsopportazione per l'artigianato musicale italiano ha per molti radici più profonde e meno superficiali (seppur tutt'altro che scientifiche) di un semplice nome brutto dato al brand, tanto che il comportamento di alcuni ha portato antipatia verso la categoria intera prendendo dentro anche lavoratori che non lo meritavano (e non lo meritano tutt'ora) .

Lo aveva scritto una volta Mirko qui sul forum, la tipologia di marketing del costruttore italiano medio é spesso quella del "io sono meglio, gli altri sono mediocri" , "io ho il segreto del suono, del mojo", "se mi muovi delle critiche allora non hai capito niente, non sto sbagliando io", e mi permetto di aggiungere "io sono un artista, le tue necessità vengono dopo i miei comodi". 

 

Ovviamente ci sono millanta costruttori nostrani che non seguono questo profilo, e la diffusione del web marketing negli anni (con conseguente confronto diretto e immediato di informazioni, fonti e terzi) ha molto calmierato la cosa, ma la tendenza molto italiana sarebbe sempre un po' quella del "zitto ciccio che Michelangelo qui sta creando". 

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il problema degli artigiani italiani è che non sanno creare hype

 

se devo pagare premium dolla$ per un brand, deve essere di froceria sopraffina, altrimenti continuo a comprare i comodini delle marche solite

 

quindi non è questione di chiamarti iovinella o mangiamerda, ma di catturarmi

 

quindi ad esempio:

 

non mi mettere le decal storte in due foto su due, altrimenti invece che barzotto me lo fai venire moscio

 

fammi un sito decente, non una pagina facebook, perché io quel posto non lo frequento

 

fammi delle demo come si deve, intendo con gente che fa demo, non che sta lì a fare le smorfie e mostrare quanto è bravo a fare lick fusion con suoni demmerda

 

paga qualche endorser così posso sentire i tuoi strumenti in un concerto vero

 

creati una presenza digitale decente, frequenta i forum facendoti conoscere, specie quelli dove la gente spende i big dolla$

 

decidi cosa vuoi fare nella vita: o fai il liutaio/produttore/costruttore o fai il riparatore moddatore. tutti e due non funziona molto bene

 

non occuparti direttamente del marketing, ma prenditi un social media manager. uno bravo, che ci capisca del suo lavoro. e anche del tuo

 

 

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7 ore fa, testataecassa dice:

il problema degli artigiani italiani è che non sanno creare hype

 

se devo pagare premium dolla$ per un brand, deve essere di froceria sopraffina, altrimenti continuo a comprare i comodini delle marche solite

 

quindi non è questione di chiamarti iovinella o mangiamerda, ma di catturarmi

 

quindi ad esempio:

 

non mi mettere le decal storte in due foto su due, altrimenti invece che barzotto me lo fai venire moscio

 

fammi un sito decente, non una pagina facebook, perché io quel posto non lo frequento

 

fammi delle demo come si deve, intendo con gente che fa demo, non che sta lì a fare le smorfie e mostrare quanto è bravo a fare lick fusion con suoni demmerda

 

paga qualche endorser così posso sentire i tuoi strumenti in un concerto vero

 

creati una presenza digitale decente, frequenta i forum facendoti conoscere, specie quelli dove la gente spende i big dolla$

 

decidi cosa vuoi fare nella vita: o fai il liutaio/produttore/costruttore o fai il riparatore moddatore. tutti e due non funziona molto bene

 

non occuparti direttamente del marketing, ma prenditi un social media manager. uno bravo, che ci capisca del suo lavoro. e anche del tuo

 

 

 

Amen

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10 hours ago, testataecassa said:

il problema degli artigiani italiani è che non sanno creare hype

 

se devo pagare premium dolla$ per un brand, deve essere di froceria sopraffina, altrimenti continuo a comprare i comodini delle marche solite

 

quindi non è questione di chiamarti iovinella o mangiamerda, ma di catturarmi

 

quindi ad esempio:

 

non mi mettere le decal storte in due foto su due, altrimenti invece che barzotto me lo fai venire moscio

 

fammi un sito decente, non una pagina facebook, perché io quel posto non lo frequento

 

fammi delle demo come si deve, intendo con gente che fa demo, non che sta lì a fare le smorfie e mostrare quanto è bravo a fare lick fusion con suoni demmerda

 

paga qualche endorser così posso sentire i tuoi strumenti in un concerto vero

 

creati una presenza digitale decente, frequenta i forum facendoti conoscere, specie quelli dove la gente spende i big dolla$

 

decidi cosa vuoi fare nella vita: o fai il liutaio/produttore/costruttore o fai il riparatore moddatore. tutti e due non funziona molto bene

 

non occuparti direttamente del marketing, ma prenditi un social media manager. uno bravo, che ci capisca del suo lavoro. e anche del tuo

 

 

 

Io preferisco la firma piuttosto che il logo, sugli esempi che hai postato.

 

Per il resto sono d'accordo su tutto tranne che è molto difficile riuscire a fare solo il costruttore e rifiutare riparazioni, set-up, ecc.. Uno deve avere avere già le spalle larghe, ovvero laboratorio (non il garage di casa) di proprietà, macchinari buoni già pagati. Per lo stesso motivo per pagare un social manager, e fare le fiere più importanti, necessita investimenti.

 

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13 ore fa, guitarGlory dice:

 

Firma elegante però in questo caso 👍🏼

 

E la paletta bicolore tipo Ringo ha una bella linea.

 

Ah, ma quindi il problema non è il cognome improbabile, ma il font!

Se usi il font giusto puoi scrivere sulla paletta anche Sparacini o, che so, Cazzabubbolo 🤣

 

 

12 ore fa, AlbertoDP dice:

Personalmente, trovo molto più raffinata la scritta Carpinteri. 

Comunque, è vero che non è obbligatorio mettere il proprio cognome sugli strumenti, ma è  anche vero che molti di noi sono pieni di parafanghi o marescialli, a casa, e non si pongono il problema del nome, invece se ti chiami Iovinella, cavolo, quello si che è sconveniente, è essenziale farlo subito presente! 😃

 

Scusa Alberto, ma non capisco la polemica. Soprattutto se parte da uno dei pochi che non usa il suo cognome. Dreamsong Pickups, se non ricordo male, quindi what's the problem?

Io non ho idea di quale possa essere la percezione di un marchio in Svezia o in USA, ma in Italia, nomi come Iovinella, Cotta, Burini, Rufini, hanno meno appeal rispetto a Fender, Gibson, Marshall, Gretsch, Hagstrom, Duesenberg. Non mi sembra una scelta azzeccatissima, specie se il tuo grosso dei tuoi clienti si trova in Italia. Magari un newyorkese si mette a ridere pensando a Leo Parafango e Jim Maresciallo, non saprei. Che poi non è nemmeno vero che gli italiani usano il loro cognome a tutti i costi. Nabla, Dophix, Costalab, non lo hanno fatto.

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12 ore fa, Zado dice:

In realtà il nome è solo parte dell'equazione, o meglio, non è la causa ma un sintomo: la malsopportazione per l'artigianato musicale italiano ha per molti radici più profonde e meno superficiali (seppur tutt'altro che scientifiche) di un semplice nome brutto dato al brand, tanto che il comportamento di alcuni ha portato antipatia verso la categoria intera prendendo dentro anche lavoratori che non lo meritavano (e non lo meritano tutt'ora) .

Lo aveva scritto una volta Mirko qui sul forum, la tipologia di marketing del costruttore italiano medio é spesso quella del "io sono meglio, gli altri sono mediocri" , "io ho il segreto del suono, del mojo", "se mi muovi delle critiche allora non hai capito niente, non sto sbagliando io", e mi permetto di aggiungere "io sono un artista, le tue necessità vengono dopo i miei comodi". 

 

Ovviamente ci sono millanta costruttori nostrani che non seguono questo profilo, e la diffusione del web marketing negli anni (con conseguente confronto diretto e immediato di informazioni, fonti e terzi) ha molto calmierato la cosa, ma la tendenza molto italiana sarebbe sempre un po' quella del "zitto ciccio che Michelangelo qui sta creando". 

 

Ma quello credo chiunque. Quante aziende straniere campano con "Vieni da me che io conosco il segreto ultimo del tone?" e con "Dammi 100-200-300$ e la tua chitarra suonerà come mai ha suonato in vita sua?"

Quando un produttore ti propone un fuzz a 800€, non c'è sotto la spocchia del "Io sono meglio, gli altri sono mediocri"? D'altronde il prezzo ingiustificatamente alto serve proprio a dare l'idea di un prodotto di altissimo valore, anche se poi magari sotto non c'è nulla. Apple campa da 20 anni in questo modo. Non ci vedo nulla di scandaloso.

Che poi, parliamoci chiaro, noi stiamo qui a far gossip sui nomi, i loghi e quant'altro solo perchè vogliamo occupare mezz'ora libera, ma quando un prodotto suona, suona. Al di là del nome e del logo scelto. L'Echosex2LTD potrebbe pure avere bebè con un pannolino stampato di sopra, sarebbe comunque il mio delay preferito.

 

Un altro liutaio delle mie parti, pure lui ha deciso di dare il suo cognome alle sue chitarre. Eppure sono finite tra le mani di Braido.

https://www.youtube.com/watch?v=hrv3XdGOiRA

 

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58 minuti fa, PinkFlesh dice:

 

Ah, ma quindi il problema non è il cognome improbabile, ma il font!

Se usi il font giusto puoi scrivere sulla paletta anche Sparacini o, che so, Cazzabubbolo 🤣

 

 

 

Scusa Alberto, ma non capisco la polemica. Soprattutto se parte da uno dei pochi che non usa il suo cognome. Dreamsong Pickups, se non ricordo male, quindi what's the problem?

Io non ho idea di quale possa essere la percezione di un marchio in Svezia o in USA, ma in Italia, nomi come Iovinella, Cotta, Burini, Rufini, hanno meno appeal rispetto a Fender, Gibson, Marshall, Gretsch, Hagstrom, Duesenberg. Non mi sembra una scelta azzeccatissima, specie se il tuo grosso dei tuoi clienti si trova in Italia. Magari un newyorkese si mette a ridere pensando a Leo Parafango e Jim Maresciallo, non saprei. Che poi non è nemmeno vero che gli italiani usano il loro cognome a tutti i costi. Nabla, Dophix, Costalab, non lo hanno fatto.

No, va be’, la mia non è una levata di scudi a difesa dell’artigianato italiano, spero che sia chiaro. Sono consapevole dei limiti esposti sopra (di marketing, di lingua, ecc…), in parte li condivido e non escludo di rientrare in alcuni di essi anche io. Non è questo il punto. E’ che trovo sciocco e provinciale farsi attrarre da nomi e cognomi “esotici” e stranieri e, al contrario, farsi condizionare in negativo da quelli italiani. Tutto qua.
A meno che qualcuno non mi dimostri che è colpa del cognome Iovinella se la decal non è perfettamente dritta nella paletta, ma mi pare che Carpinteri smentisca subito questa ipotesi… 😉
 

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34 minuti fa, PinkFlesh dice:

 

Ma quello credo chiunque. Quante aziende straniere campano con "Vieni da me che io conosco il segreto ultimo del tone?" e con "Dammi 100-200-300$ e la tua chitarra suonerà come mai ha suonato in vita sua?"

 

 

 

 

 

A iosa 😊

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2 hours ago, PinkFlesh said:

 

Ma quello credo chiunque. Quante aziende straniere campano con "Vieni da me che io conosco il segreto ultimo del tone?" e con "Dammi 100-200-300$ e la tua chitarra suonerà come mai ha suonato in vita sua?"

Quando un produttore ti propone un fuzz a 800€, non c'è sotto la spocchia del "Io sono meglio, gli altri sono mediocri"? D'altronde il prezzo ingiustificatamente alto serve proprio a dare l'idea di un prodotto di altissimo valore, anche se poi magari sotto non c'è nulla. Apple campa da 20 anni in questo modo. Non ci vedo nulla di scandaloso.

Che poi, parliamoci chiaro, noi stiamo qui a far gossip sui nomi, i loghi e quant'altro solo perchè vogliamo occupare mezz'ora libera, ma quando un prodotto suona, suona. Al di là del nome e del logo scelto. L'Echosex2LTD potrebbe pure avere bebè con un pannolino stampato di sopra, sarebbe comunque il mio delay preferito.

 

Un altro liutaio delle mie parti, pure lui ha deciso di dare il suo cognome alle sue chitarre. Eppure sono finite tra le mani di Braido.

https://www.youtube.com/watch?v=hrv3XdGOiRA

 

è interessante incorporare un cavatappi nella paletta, può sempre venire comdo

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Cosi, per ridere, Handyman. Mi fa morire dal ridere, mi sa tanto di un uomo molto bravo a farsela a mano. Giusto per rimanere in tema di legno e seghe.

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E invece le vinetto? Nome orripilante , paletta indifferente, logo trascurabile , però .....

Forse  storia e pedigree del costruttore possono essere fondamentali nel definire sexy o meno uno strumento , almeno ai più (me incluso per carità ) 

 

Giusto o sbagliato non so dirlo, a voi 

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