Inviato Luglio 5 Lug 5 comment_627291 Non ho fatto video, che tanto troverete in rete. ho preferito calarmi nel contesto dell’uscita fine anni 80 e godermelo nudo e crudo, un ritorno all’adolescenza.Questi live seguono il 40 esimo anniversario dell’uscita del secondo album, 17 re, che fa parte della trilogia del potere, con desaparecido e Litfiba 3, caratterizzati soprattutto da influenze new/dark wave, hard rock e mediterranee, e accumunati da testi contro il totalitarismo e di denuncia (neppure il papa venne risparmiato, col celebre caso dell’uscita sul balcone con pinochet, dittatore cileno, dal quale venne fuori Santiago e l’orgia tra dittatura e religione)Scendiamo nel dettaglio. live dalla potenza devastante. Formazione originale completa tranne che per la batteria, dove troviamo Luca Martelli (di nome e di fatto!). Propio la sezione ritmica, completata dallo storico Mareaaciallo Maroccolo, trascina l’intero live, fatto di energia pura per un ritorno alle origini senza mai cadere nell’abbandono al commerciale che seguirà in taluni altri lavori. 17RE viene eseguito quasi per intero, inclusa la mia preferita Apapaia, affidando al bis una selezione (perfetta) di pezzi presi ovviamente dalla trilogia del potere. Su tutti eroi nel vento, tex, cangaceiro, la già citata Santiago.Oltre due ore di musica in cui l’intento era non fare prigionieri. Tra un pezzo e l’altro, Veloci critiche al governo, alla caccia, a trump, inno alla fratellanza e… all’Italia, interventi di varia natura antifascio com’è naturale aspettarsi da Piero, che non ha sbagliato una mossa, gran comunicatore, tranne che nei confronti di ghigo, il cui gelo è sotto gli occhi di tutti ma a noi che ci frega, l’importante è stato assistere a un live con un senso preciso, rievocare forse il loro miglior album, non aggiungere nulla di esterno, essere fedeli anche agli arrangiamenti ma con un impatto enorme.Superiore alle aspettative Segnala
Inviato Luglio 5 Lug 5 comment_627296 Mai avrei creduto fosse possibile ma dopo averli visti al primo maggio ti credo! Segnala
Inviato Luglio 6 Lug 6 comment_627310 Il 05/07/2026 at 10:44, toplop dice:Mai avrei creduto fosse possibile ma dopo averli visti al primo maggio ti credo!Raffus ma tra Ghigo e Piero on credo sia come i primi tempi ci saranno dissapori e/o ancora vecchi rancori ...riesci solo a dirmi in cosa non si è risparmiato Piero? nel senso si vedeva/notava un certo attrito trai i 2 ? Grazie solo curiosità sò che scendo a livello gossip in modaltà massaia ma mi ha sempre incuriosito questa loro "guerra". Segnala
Inviato Luglio 6 Lug 6 comment_627311 Grazie del post, perché almeno potrò dire di aver letto di un loro concerto 2026. Infatti stavo meditando di vederli a Roma a metà luglio, in quanto si incastrava bene con gli impegni di lavoro (anzi, ci volevo aggiungere pure Johnny Marr), però mi hanno stravolto quella settimana e quindi mi sa che...niente da fare. Pazienza, mi accontento del tuo post. :))"Apapaia" è anche il mio brano preferito. Sono nato bassista quindi puoi immaginare quanto sia innamorato di Maroccolo (degli altri membri dei Litfiba poco mi interessa, lo ammetto, Aiazzi a parte) e del suo stile originalissimo. Studiarmi il basso dell'album 17 Re da adolescente per me è stato come un vero ciclo di lezioni e, insieme, una vera pacchia. Maroccolo suona tanto, mette lo zampino ovunque e da produttore il basso te lo fa sentire bene e bello presente, fino al tripudio di "Ballata", dove fa addirittura l'assolo. Una roba rivoluzionaria in Italia. Io penso che in quegli anni Renzulli lo abbia odiato, perché il basso di Maroccolo era talmente determinante nel dettare ritmo, stile e spazi dei brani, che alla chitarra di Renzulli non rimaneva che riempire i vuoti lasciati da basso-batteria-tastiere. Mentre da El Diablo in poi Renzulli avrà potuto sfogare tutta la frustrazione accumulata mettendo finalmente la chitarra in primo piano. Fino alla vendetta finale e più crudele: "Sogno ribelle". Per me "Sogno ribelle" è un album che non esiste. Il riarrangiamento dei quei brani mitici del passato a mio avviso è stato il peggiore degli oltraggi. Farò finta che quell'album non sia mai uscito.Ma torniamo al presente. Questo tour secondo me è stata un'ottima idea: intanto perché Maroccolo non ha mai portato rancore (e invece di motivi per esserlo ne avrebbe avuti, eccome), e poi perché finora tutti sono riusciti a mettere da parte le loro diversità di vedute per celebrare un album che evidentemente ha ancora un senso oggi. Segnala
Inviato Luglio 6 Lug 6 Autore comment_627312 21 minuti fa, Jester2025 dice:Grazie del post, perché almeno potrò dire di aver letto di un loro concerto 2026. Infatti stavo meditando di vederli a Roma a metà luglio, in quanto si incastrava bene con gli impegni di lavoro (anzi, ci volevo aggiungere pure Johnny Marr), però mi hanno stravolto quella settimana e quindi mi sa che...niente da fare. Pazienza, mi accontento del tuo post. :))"Apapaia" è anche il mio brano preferito. Sono nato bassista quindi puoi immaginare quanto sia innamorato di Maroccolo (degli altri membri dei Litfiba poco mi interessa, lo ammetto, Aiazzi a parte) e del suo stile originalissimo. Studiarmi il basso dell'album 17 Re da adolescente per me è stato come un vero ciclo di lezioni e, insieme, una vera pacchia. Maroccolo suona tanto, mette lo zampino ovunque e da produttore il basso te lo fa sentire bene e bello presente, fino al tripudio di "Ballata", dove fa addirittura l'assolo. Una roba rivoluzionaria in Italia.Io penso che in quegli anni Renzulli lo abbia odiato, perché il basso di Maroccolo era talmente determinante nel dettare ritmo, stile e spazi dei brani, che alla chitarra di Renzulli non rimaneva che riempire i vuoti lasciati da basso-batteria-tastiere. Mentre da El Diablo in poi Renzulli avrà potuto sfogare tutta la frustrazione accumulata mettendo finalmente la chitarra in primo piano.Fino alla vendetta finale e più crudele: "Sogno ribelle". Per me "Sogno ribelle" è un album che non esiste. Il riarrangiamento dei quei brani mitici del passato a mio avviso è stato il peggiore degli oltraggi. Farò finta che quell'album non sia mai uscito.Ma torniamo al presente. Questo tour secondo me è stata un'ottima idea: intanto perché Maroccolo non ha mai portato rancore (e invece di motivi per esserlo ne avrebbe avuti, eccome), e poi perché finora tutti sono riusciti a mettere da parte le loro diversità di vedute per celebrare un album che evidentemente ha ancora un senso oggi. cHanno colto l'occasione per pubblicare il brano 17re, fermo da 40 anni perché allora giudicato non all'altezza, invece merita soprattutto il testo. Bellissima analisi la tua, una lettura convincente delle dinamiche. Maroccolo ma anche Aiazzi veramente alto livello, la svolta più rock degli album successivi e meno new wave sarà stata di Ghigo, mentre la deriva pop, a chi vogliamo attribuirla? Piero?23 minuti fa, Gibsobsessed dice:Raffus ma tra Ghigo e Piero on credo sia come i primi tempi ci saranno dissapori e/o ancora vecchi rancori ...riesci solo a dirmi in cosa non si è risparmiato Piero? nel senso si vedeva/notava un certo attrito trai i 2 ?Grazie solo curiosità sò che scendo a livello gossip in modaltà massaia ma mi ha sempre incuriosito questa loro "guerra".Si ignorano, come in certi matrimoni.Mai si sono avvicinati se non per l'inchino finale, mai Piero (l'unico dotato di parola al mic) si è rivolto a lui, se non quando accade l'ovvia presentazione della band e, indirettamente, quando si è rivolto a un fan di Ghigo rassicurandolo sul fatto che il Renzulli non si sarebbe mosso da lì per tutto il live. Invece più e più volte si è rivolto al Maroccolo, chiamandolo maresciallo. comunque alla fin fine non è un grosso problema, se poi il risultato è questo... tanta roba Segnala
Inviato Luglio 6 Lug 6 comment_627326 6 ore fa, Raffus dice:Maroccolo ma anche Aiazzi veramente alto livello, la svolta più rock degli album successivi e meno new wave sarà stata di Ghigo, mentre la deriva pop, a chi vogliamo attribuirla? Piero?Io in fondo capisco tutti e tre. Ghigo è cresciuto con i riferimenti "classici" della chitarra elettrica rock, quindi è chiaro che nei brani vuol suonare quella, a modo suo, coi suoi limiti, ma comunque con quei riferimenti. Pelù in fondo in fondo è un rocker anche lui, per attitudine, convinzioni politiche e stile. Ma è un frontman e deve cercare le occasioni per sopravvivere musicalmente in un contesto non facile come quello italiano, quindi la melodia è sempre un punto di riferimento imprescindibile se non si vuole essere dimenticati da un pubblico che vive di musica iperleggera e ipermelodica. Maroccolo dei tre è l'artista, un artista a tutto tondo, per cui non è adattabile ai contesti. O suona quello che rientra nella sua visione artistica o piuttosto sta a casa, a costo di essere dimenticato. Magari può provare anche lui a piegare il mondo alla sua visione (avete mai ascoltato il suo doppio album ACAU? Lì cerca di portare a sé una marea di cantanti più o meno noti) ma sempre rimanendo sé stesso, ossia uno che è il contrario dell'essere commerciali e adattabili. Per forza di cose è quello che stimo di più, l'irriducibile. Capisco tutti e tre, ma la mia stima personale è solo per Maroccolo perché è l'unico dei tre capace di complessità musicale. Segnala
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