Inviato Giovedì alle 07:335 gg comment_628437 "Mentre la febbre del blues contagia Londra e tutti si mettono a scimmiottare Eric Clapton, io continuo a suonarlo come lo sento, ignorando la mentalità ottusa che si diffonde come un'epidemia tra i chitarristi londinesi. Oltre al jazz, sono attratto da altri sound più esoterici. Con un gesto efficacemente pubblicizzato, Eric Clapton lascia gli Yardbirds ed entra nei Bluesbreakers di John Mayall. Anche Mayall è ospite fisso al Flamingo, spesso condividiamo gli all-nighters con lui. In quanto chitarristi delle band, Eric e io ci scambiamo cenni del capo, come cavalieri medievali. Clapton trasmette una profonda seriosità che incarna esattamente il blues come alcuni di noi lo intendono: che il bluesman più autentico sia lui è un fatto assodato. E tuttavia, a sostenere quella sua espressione seducente e intensa, c'è una tecnica sopraffina. Associando al volume alto un poetico phrasing blueseggiante, Eric si ritaglia una fetta di ammiratori: senza alcun dubbio, la star del gruppo di John Mayall è lui. Le canzoni non sono che una piattaforma dalla quale spicca il volo, travolgendo il locale con i suoi assoli. Quanto meno tra i bianchi londinesi, Eric è il primo a suonare così alto e distorto, a fare degli assoli il nucleo dei concerti, a trasformare la chitarra in uno strumento imprevedibile. Grosso modo nei giorni in cui condividiamo il palco del Flamingo, compro una Gibson nuova in un negozio di Charing Cross Road. Quando la vede - è una '59 Les Paul sunburst - Eric mi chiede dove l'ho presa. Candidamente io gli rispondo, aggiungendo che ne hanno un'altra in vendita per 80 sterline. Queste chitarre non hanno ancora un mercato, perciò non mi passa per la testa di tornare di corsa al negozio ad acquistare la seconda. E così l'altra Gibson va a Eric, che finirà per cambiare definitivamente il sound della chitarra rock".Andy Summers Segnala
Inviato Sabato alle 09:043 gg Autore comment_628497 A parte il breve stralcio che ho inserito (con pochi tagli) nel commento precedente, che racconta da dove sbucò la Les Paul 59 di Clapton, l'autobiografia di Andy Summers è il racconto principalmente di una lunghissima gavetta, interminabile al punto che lui stesso stava per mollare facendo un ultimo tentativo con quelli che poi diventarono celebri come i Police.Pensavo che Summers fosse molto più giovane della generazione dei pioneri (Hendrix, Clapton ecc.) invece ha semplicemente dovuto sbattersi un decennio di più rispetto ai suoi famosi coetanei. Mentre loro riscossero enorme successo e un posto in prima fila nella storia già nella seconda metà degli anni sessanta, Summers si infilava in esperienze varie senza mai ricavarne qualcosa di stabile e definitivo.Ecco, gran parte del libro parla di questo. Non manca ovviamente una parte dedicata ai Police e ciò che è seguito dopo, ma la parte clou per quanto mi riguarda è la gavetta, con tanti aneddoti della sua gioventù musicale (tra cui una jam con Jimi Hendrix...). Segnala
Inviato Sabato alle 11:373 gg comment_628499 Grazie per aver condiviso. Bellissimo racconto!Sembra però che molto si regga sugli aneddoti di Eric e Jimi e del contesto più che sulla sua parte nella storia (che è comunque notevole…) Segnala
Inviato Sabato alle 14:503 gg Autore comment_628502 3 ore fa, Raffus dice:Grazie per aver condiviso. Bellissimo racconto!Sembra però che molto si regga sugli aneddoti di Eric e Jimi e del contesto più che sulla sua parte nella storia (che è comunque notevole…)Grazie! Si fa tanta critica verso i social e si decantano le virtù dei forum, ma se poi gli utenti non si sforzano di partecipare, i forum semplicemente muoiono. Vanno alimentati. Questo è quello che provo a fare: infilare input.A livello di numero di pagine, no. Veramente c'è tanta tanta roba su tutte le band di cui ha fatto parte, fra cui delle parentesi addirittura con gli Animals e i Soft Machine. C'è tanto sulla sua personale concezione della musica. Però ovviamente io all'inizio sono rimasto affascinato dal fatto che fosse un coetaneo di quei grandissimi e che quindi li abbia frequentati quando erano giovanissimi, raccontandone brevemente la grandezza ma anche la sua diversità, che infatti lo ha portato a cercare di non essere un clone. Segnala
Inviato Sabato alle 20:073 gg comment_628503 Sì ma lo dico sempre, tu e Bananas spiccate per qualità dei contenuti, seppur diversissimi e animate questo posto assopito che è il fantasma di ciò che è stato (stile 5 maggio) Segnala
Inviato Domenica alle 06:092 gg Autore comment_628504 9 ore fa, Raffus dice:Sì ma lo dico sempre, tu e Bananas spiccate per qualità dei contenuti, seppur diversissimi e animate questo posto assopito che è il fantasma di ciò che è stato (stile 5 maggio)Grazie. In realtà i contenuti possono essere più o meno buoni, su quelli non garantisco nulla, ma di sicuro ci metto un po' di impegno. Che poi basta un commentino ogni tanto, mica serve chissà cosa. Non riuscirò mai a capire perché tanti si iscrivono e poi non scrivono un cazzo, manco mezza riga a settimana. Poi magari vanno in giro a lamentarsi che i forum scompaiono e che tutti stanno sui social a commentare la qualunque. Segnala
Inviato Ieri alle 16:091 g comment_628529 Ciao, avevo preso questo libro penso 10 anni fa, ricordo di averlo iniziato un paio di volte ma non sono riuscito ad andare oltre le prime 30 pagine. Forse l'ho iniziato nel momento sbagliato della mia vita, ricordo fosse scritto in maniera "pesante" o poco scorrevole. Credo riproverò a prenderlo in mano in questi giorni perchè i tuoi consigli @Jester2025 si sono sempre dimostrati di gran qualità. Segnala
Inviato Ieri alle 19:521 g Autore comment_628535 3 ore fa, Damiano dice:Ciao, avevo preso questo libro penso 10 anni fa, ricordo di averlo iniziato un paio di volte ma non sono riuscito ad andare oltre le prime 30 pagine. Forse l'ho iniziato nel momento sbagliato della mia vita, ricordo fosse scritto in maniera "pesante" o poco scorrevole. Credo riproverò a prenderlo in mano in questi giorni perchè i tuoi consigli @Jester2025 si sono sempre dimostrati di gran qualità.A me è piaciuto ma non so se lo consiglierei. Tra i libri letti ne ho trovati di più coinvolgenti ma anche di meno interessanti. Ad esempio il libro di Lukather è un vero spasso a confronto, ma ahimé non l'hanno mai tradotto in italiano. Quello di Don Felder, con tutta la rabbia nei confronti di Henley e Frey che lo motivava, è scoppiettante (anche questo mai tradotto). Di sicuro avrei voluto leggere di più sul periodo Police, ma evidentemente Summers ha deciso di raccontare soprattutto la parte meno nota, ovvero il suo lunghissimo percorso precedente. Se non te la sei sentita di proseguire, lascerei perdere. O magari riprendilo quando ti sentirai più ispirato. Segnala
Inviato 15 ore fa15 ore comment_628546 11 ore fa, Jester2025 dice:A me è piaciuto ma non so se lo consiglierei...troppo tardi, ormai l'ho ordinato.... Segnala
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