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Bananas

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Tutti i contenuti di Bananas

  1. Manco io ho SR sul combetto. La sezione sporca con il Tim ultimo è prima delle modulazioni, mentre il vibe è in testa prima del fuzz germanio che è subito dopo. Vabè prima ancora c'è il wha e ancora prima le mie inutili manacce. Questa combinazione mi è uscita dopo varie prove prima quello poi questo, no andava meglio com'era, però questo mettillo qui e quell'altro là... Il Tim lo metto in fondo perchè di suo non mi dice quasi nulla, come Od puro non mi pare niente di che, mentre come scolpitore dell'amp e toglitore e mettitore delle frequenze che mancano o abbondano al Ts, funzica piuttosto bene mi sembra. Come abbellitore appunto. Devo dire però che un suono che può sembrare bello a me, non è affatto detto che sia tale davvero. E non è questione di gusti ma di esperienza e conoscenza del gear: sui suoni sporchi mi sento ancora decisamente un neofita. Pure se suonicchio da tanto, è da poco che mi sembra di cominciare a capirci qualcosa. Edito: frequentando il forum qui, mi sembra di aver capito che un klone pare imprescindibile pure per andare in bagno. Da li mi nasce l'idea di stravolgere l'attuale setup che pur mi funziona. Stesso dicasi per il Jan Ray che alla fine mi parrebbe un Tim col mojo ("mojo", cazzo l'ho scritto ancora) o il Deuce.
  2. Approfitto della vostra infinita gentilezza molto maschiale, per chiedervi pure dove piazzate in catena i suddetti scatoli. Chessò il Klone a fine catena per buttarci dentro il resto, oppure prima? Stesso dicasi per il gianraimondo. Al momento mi regolo così: Tim a fine catena sporca come abbellitore transessuale di tutto quanto viene prima. Tipo Ts, dist e fuzz. Bel pulitino equalizzato sul combetto come piace a me con sfriccicarino adeguatamente sugoso da Tim, sottraggo solo le eccedenze in alto e in basso ed ecco il suonino di base su cui fare il resto. Dove canno? p.s. approfitto qui per complimentare gli interventi nella sezione amp di cotanto forum. C'è della gente dentro che scrive cose interessantissime e che mi stanno aiutando ad allargare parecchio i miei orizzonti. Minchia a volte mi ci perdo via a leggere senza una meta precisa...
  3. Beh chiaro, i pedali io li scelgo solo in base all'estetica. Del resto son mica un pischello di primo pelo.
  4. Cazzo pure il titano però... Volevo anche chiedervi, ci sono differenze nel saund tra l'Arc Klone gold v2 e gli altri Arc Klone sempre v2? No perchè la versione Gold con le manopolozze color trasù de ciuc non è che puoi lasciargliela lì.
  5. Figa l'algoritmo! occhei vado allora (meno male va'). Ecco. Perchè? Ma tu ormai sei giggitale, cosa te ne fai del gianni raimondo? Dammelo ammè. Comunque grazie a tutti. Il mio portafoglio confidava in un vostro ampio sgonfiaggio del gas, invece adesso me paro un pallone tanto m'avete gonfiato.
  6. Si beh sono uno di quei minchioni che il Jan Ray lo accatterebbe anche. L'ho provato neh. Mi garba parecchio anche l'Arc Klone. In questo periodo mi piacciono i suoni un po' alla Matt Shofield... Conosco bene il Tim quindi non starei lì a ragionare sul fatto che il Jan Ray è lo stesso pedale ecco. La domanda è: secondo voi puo' aver senso accattarseli tutti e due per magari sperimentare delle belle boostate uno dentro l'altro e viceversa, oppure sono tutto sommato alternativi perchè simili come "mojo" (mojo? ma vadavialcù), nel senso che pare che lo stesso Shofield abbia ejettato il Klon dalla board in favore del Jan ray tanto per cambiare un po'? Devo ammettere che l'Arc Klone mi ingrifa a missile.
  7. Ah ah ah, sì. Comunque non mi riferivo a un generico nazionalismo scoreggione, pure se non disdegnerei un minimo di quell'orgoglio di cittadinanza che per esempio hanno gli americani. Indipendentemente dall'orientamento politico. Piuttosto mi riferivo alla passione, alla cura, alla qualità, alla serietà, quando non addirittura amore, rispetto alla propria attività. E non di meno all'intelligenza e correttezza nella gestione del rapporto con la clientela. Esempietto: anni fa mi son beccato un'incultata in un noto negozio super chic super boutique su un prodotto dal costo importante. Mi hanno visto appassionato ma neofita e inesperto, in delirio da gas ma educato, rispettoso e per nulla rompicoglioni, e invece di aiutarmi a crescere e coltivare la mia passione, hanno preferito rifilarmi un pacco. Peccato, avrei potuto rimanere un loro cliente nel corso degli anni e invece, per quanto mi riguarda, possono attaccarsi al tram per non dire al cazzo, con rispetto parlando. Tra i bravi produttori di cui dicevo ci siete certamente anche voi. Non ho mai posseduto nulla di vostro e non vi conosco, ma mi sembra che l'approccio possa essere quello giusto. Tra l'altro, dalle foto, la "Brivido" non mi sembra brutta o troppo tamarra. A naso direi invece che è tamarra al punto giusto con quel tocco di stile italiano che probabilmente sarà piuttosto apprezzato negli States.
  8. Dai, sta venendo fuori una bella discussioncina. Ovviamente il mio post di apertura pareva un filo provocatorio, pure se un po' è così, giusto per solleticare la partecipatio. Di base pure io accatto quello che mi garba, quando le finanze me lo permettono. Se volete si potrebbero anche mettere sample o videi per discuterci intorno. Questo è un forum per iniziati paura, mi sono iscritto per approfondire la mia conoscenza infatti, dove il livello di competenza pare davvero alto. E dove ho scoperto un sacco di robba sopraffina di cui non sospettavo neppure l'esistenza, frequentandolo in sola lettura. Siccome a volte il prodotto italiano può essere sottovalutato se non spesso sconosciuto, mi pareva utile blaterarne adeguatamente.
  9. un topic ha aggiunto Bananas in 105Mhz: Radiocronaca
    Musica americana, gear meregano del kansas city proprio. Fino adesso ho ragionato così. Vabé poi ho sempre mal sopportato la nostra filosofia di fondo ampiamente diffusa: mi arrubo la cinquanta Euro subito e scappo col malloppo che son furbo solo io. E quando non ti arrubo sono talmente arrogante e pieno di spocchia che, davvero, no grazie. Lasciamo perdere anche quella faccenda là di dire una cosa e poi farla pure paro paro a come l’avevo detta. Son cose che di base, per cultura, non ci appartengono. No way. Eppure, con più di una punta di orgoglio patriottico, sono molto contento di constatare il crescente successo internazionale di alcuni bravi produttori nostrani, che provano a tenere alta la bandiera. Per esempio l’Echosex a naso lo comprerei. Per il momento di robba italiana possiedo solo il cono del mio combetto. Vi proporrei invece, se volete, di postare qua il vostro gear Made in Italy a mo’ di summa, con motivazioni, impressioni, gas, come e perché. Chissà che non venga fuori qualcosa di interessante.
  10. Sì per forza, dev'essere tutto nel nuovo switch. Amen.
  11. Vero che nei demi degli OD non andrebbero usati reverb e delay o altri effetti, ma poi in genere finisco per usarli con reverb e delay always on (reverb intorno a 3 per ambientare, delay slap corto appena appena un pelo per dare un ciccio di profondità in più), insomma tendenzialmente mi ascolto anche quelli così mi faccio un'idea ecco. Ma siccome, come vi sarete accorti dai miei post, sono un cialtrone devastante, in questo periodo sono vittima del seguente mood: Basta vendo tutta la pedaleria. Ma perchè? Cosa non ti funziona? Niente, anzi sono molto contento e soddisfatto di tutto il setup e ancor di più dei suonini che ci tiro fuori. Per le mie necessità sto proprio a posto. E allora? Neanche io mi so spiegare come. Magari mi passa e sto fermo come sto che sarebbe la cosa giusta. Però il marvel mi dà sugo, come il giovanni raimondo, Il deuce, il pettygiovanni, l'ultravaib, ecc. ecc. ecc.
  12. Riesumo. Gas. Ma veramente sto pedalozzo può suonare anche così, o è il tipo che è un manico visto che fa dei demi un po' alla Misty Moments del Vilo, tipo quello dell'Ultra Vibe?
  13. Per quello chiedevo se qualcuno l'ha provato. Un altro paio di demo:
  14. Qualcuno ha avuto modo di provare la nuova versione del vibe Drybell? Mi pare costosetto e non griderei al miracolo dai sample, però formato e feature sono interessanti. Ma come suona veramente? Nel senso, dà veramente sugo? Uhm, comunque il vibe che preferisco come suono tra quelli provati rimane lo Sweet Sound Ultra (attualmente grattugio un onesto Deja senza lode e senza infamia):
  15. Bisogna dire che provando coni diversi senza fare niente altro, questo combetto cambia parecchio carattere: a ciascuno il suo. Ora, per me il mojo rimane chiaramente nella maniglia simil pelle maròn mentre l'headroom è nella graticola sempre maròn, e il vibe è tutto nel logo Fender anch'esso maròn. Ma se non fossi un cialtrone, probabilmente suggerirei di accattarsi usato in buone condizione un Bj normale stock in Tolex nero intorno ai 350 neuri. Valuterei poi per prima cosa quelle poche mod tipo filter cap e tone stack, per poi sperimentare un cono che soddisfi il gusto personale. Io proverei volentieri gli Eminence Texas Heat e Swang Thang ma soprattutto il WGS ET-65, che dai sample mi garba parecchissimo. Mentre il Jensen finirei per tenerlo comunque a porata di mano perchè ha alcune peculiarità che pure mi garbano. In sostanza direi che il BJ come combetto più che furbo per sfruculiare tutti giorni poca spesa tanta resa, ha decisamente il suo bel perchè. In un mondo più equo e giusto ci affiancherei senz'altro una culandreria point to point super boutique american, a cui affiancarne ovviamente una più british.
  16. Sì ma non è che poi mi perdo le campanelle? Ci tengo alle mie campanelle. In effetti sarei anche in vena di esperimenti. Pure se per le mie esigenze del momento mi soddisfa abbastanza com'è.
  17. Boh, secondo me solo cono e rivestimento esterno. Ti confido però che il mojo è tutto nella maniglia simil pelle maròn.
  18. Dimenticavo, in soggiorno fa la sua porca figura.
  19. Rece Blues Junior Lacquered Tweed Forse classe A/B (me ne batto il culo) ma certamente con tante campanelle dentro in 15 watti. Tempo fa mi sono accattato il suddetto proto-minchiotto. Spinto da profondissime motivazioni sul filo di un misticismo autarchico che sono le seguenti: 1. La finitura Lacquered Tweed è una figata con la sua bella maniglia simil pelle maròn e la graticola altrettanto maròn. In più davanti c’è proprio anche scritto “Fender”. 2. Mi serviva il master control per grattare basso e sereno a casina. 3. Ma ‘sto cono Jensen reissue tipo con le campanelle pseudovintage dentro? Boh, intanto me lo accatto, poi vediamo. 4. Non è che avevo proprio i milioni in saccoccia da spantegare al vento. Contro: 1. Costa troppo per quel che è. Circa 600 neuri nuovo. È uscito da poco (prima si chiamava NOS Tweed). Quando sarà sui mercatini non va pagato usato più di 400 se stock e in buone condizioni (le eventuali mod sensate andrebbero pagate a parte). 2. Va verificato l’assemblaggio generale a volte troppo sbrigativo, in particolare la coppia di serraggio della viteria. Pro: 1. Il Tweed, maniglia e graticola maròn. 2. La combinatio volume/master è tutto ciò che mi serve per star contento in casa ma volendo anche in piccoli gig pestoni moderati. Potenza comunque ce n’è d’avanzo. 3. Le campanelle pronunciate che se non ti garbano è meglio di no. A me mi garbano. 4. Ci esci simil SRV in un nano secondo. Ma pure Rory, Clapton, e spippolando un microzic con pedaleria, pure il Jimi grittato. Se lo chiudi jazzeggia con dignità. 5. Con volume su e master giù draiva proprio benino direi. Facendo il contrario, bei puliti ma molto caratteristici. Ecco non è un Carr Rumbler, per dire. 6. Il riverbero a molla, bellino dai, chimeoso/swelloso quanto basta per farmi contento. 7. Se ti piace quel tipo di timbro, suona benino subito, senza impazzire coi nottolini in millemila combinesciòns che poi c’ho subito mal di testa. 8. Sì c’è il tastino Fat che ha il suo bel perché. Ma io uso i pedali quindi fregomene. 9. Sfrigola e sfriccica. Gritta benino dai. Il cono Jensen C12N reissue sul Bj: Dire che suona stellare come i Jensen dei Sixties sarebbe una minchiata. Però a mio gusto suona bene, mi piace, il carattere di fondo è quello. Per chi vuole tutto subito e non ama spippolare l’Eq sull’amp, sui pedali, e non usa volume e toni sulla chitarra, non va bene. Vero, a prima botta potrebbe sembrare duretto in alto se spinto generosamente con gli od, ma se spippoli un pochino – ho detto un pochino non un pocone – ci tiri fuori, sempre a mio gusto, dei gran bei suonini per niente duri. Belli vintaggiosi setosi invece, con attacchino pronto e preciso, sempre di fondo vellutoso eppure squackeggiante punchoso. Esce bene nel mix. Le campanelle non le togli: meglio così. Pedalanza: L’uso più corretto sarebbe chitarra, lui – il BJLT – e stop: goduria casalinga onesta, a volumi possibili per il vicinato, garantita e subito. Il suo pedale perfetto a mio parere è il Tim V2 et similia a fine catena sporca. Oddio, più che perfetto, senza esagerare, direi un fratello per questo combetto senza troppe pretese ma che ci sta decisamente dentro. Il Tim non tanto come OD, piuttosto come complemento dell’amp o secondo canale appunto, in cui buttar dentro magari un tube screamer, riverbero a 3 con l’aggiunta di un delay corto giusto per ambientare; non ti ferma più nessuno. Te lo scrivo dove vuoi. Vai trà. Bene i vibe veri analog. Bene i simil Leslie digitali. Quasi urlo i fuzz al germanio a cannone, ma ottimi anche se ritenuti in modalità boost o drive a inizio catena da buttare poi nel Tim; pure da soli ci stanno però. Volendo, un filo tirati per i capelli, ci possono stare pure i Rat ma bisogna spippolare altrimenti slabbrano fango e possono essere duretti in alto sì, ma tu butta tutto dentro nel Tim e stai a posto. Muff non so, non ce l’ho. A naso non ce lo vedrei. Figo col wha. Chissà un Jan Ray o un Arc Klone. Overall: Non vi dirò che è il meglio amp disponibile sul pianeta per sculander chic super boutique in prospettiva gay pride perché non è vero. A dispetto delle finali EL84, suona proprio Fender comunque. Credibile, sugabile, e, rimanendo in ambito Fender american sound, discretamente governabile e duttile, nel senso che si possono ottenere a casina e a volumi contenuti ma suonabili, sia classiche sonorità simil tweed che blackface. Sia pulite che sporche, in entrambi i casi, onestamente, più che convincenti in relazione alla sua fascia di prezzo. Robba buona dunque per blues, country e rockettazza medium to abbastanza hard no metal. Stop. Mangia bene Strato, Tele e 335. Non saprei Les Paul: mai provato. Pesa un cazzo, è piccolo, è bello da vedere. C’ha il master. Che non è un Carr Rumbler né un Tweed handwired del càstom sciòp o un Super Reverb del ‘65 l’ho già detto? Mod: Se trovassi qualche buon’anima magari qui su Radiochitaz che volesse aiutarmi nel raggio di 100km da Milano, di elettronica sono vagamente infarinato ma se attaccassi il saldatore il pianeta avrebbe i minuti contati, mi piacerebbe sperimentare roba tipo le Billm (http://billmaudio.com/wp/): condensatori sicuro, forse tone stack, magari trasformatore de potenza, bias regolabile sì e forse presence control, o qualsiasi cosa che venisse in mente a qualcuno che ne sa per sul serio. Poi vediamo insieme pecunia compresa, e quando l’avessimo definitivamente sputtanato, ci facciamo una birra. Minchia quanti videi ho messo?
  20. Ah può essere benissimo: quel poco di anedottica sugli Shadows che conosco l'ho appresa dal tipo. Posso solo dire che nel suo parco giochi ha una foto a mo' di poster con lui, Marvin e la '59.
  21. ragaz non entro nella diatriba legni/pu, vintage vs moderno o analogico vs digitale. Non sarei peraltro in grado e non era quello il senso della mia lenzuolata. In realtà per me si è trattato solo di allaragre le mie conoscenze per pura e semplice passione. Naturalmente anche la componente affettiva e culturale gioca il suo ruolo. Tuttavia una cosa per quanto idiota mi par giusto dirla: prima di fare confronti definitivi, bisognerebbe avere avuto la possibilità di sentire dal vivo, con calma, uno strumento vintage dell'epoca in ottime condizioni generali, con un corretto set up corde/ponte/manico compreso che ha pure lui la sua bella importanza, collegato ad un amplificatore dell'epoca anch'esso in ottime condizioni generali. Ti ci aggiungerei anche suonato decentemente, quindi non da me. Ecco, siccome quella botta di culo lì l'ho avuta, mi è sembrato giusto condividerla con altri appassionati. Tutto qua. Di sicuro se io fossi un chitarrista professionista e non un cialtrone quale sono, andrei di strumenti moderni di qualità ben assettati e di roba tipo Fractal, per ovvi motivi di praticità/varietà in ogni contesto. Tra l'altro visto il velocissimo e impressionante progresso tecnologico in campo musicale, tra due anni probabilmente uscirà uno scatolotto con realtivo cavetto da infilarsi direttamente nel gnao, che oltre al suono esatto di Hendrix, ti darà pure la sua tecnica e il suo feeling. Basterà poi collegare il tutto allo smartphone. Mentre dal canto mio, probabilmente continuerò a grattare la mia robaccia sulle mie Strato con relativa ferraglia analogica. Non per questo dirò che il digitale è uno schifo, semplicemente perchè non è vero.
  22. Ah beh,di certo il tipo non è un pistola. Pure se negli anni in cui metteva insieme i suoi ferri non pensava al business ma era spinto da pura passione, visto che andava decisamente controcorrente. Da quanto mi ricordo i personaggi son quei tre lì, e come dicevo ero concentrato su Fender. Non ricordo molto altro. Poi vabbè, la contemplazione e conseguente condivisione della bellezza, in genere non sembra proprio al centro delle preoccupazioni nel mondo nuovo contemporaneo. Cosa gli vuoi dire invece al nostro stimato e comune amico Zlatan, lo sa perfettamente pure lui che se va al Guggenheim e si fotte una picassata poi non la rivende a nessuno.
  23. Concordo a missile proprio. Senza andare chissà dove, basta prendere un Blues Junior super cheap tipo il mio e provare a cambiare tre o quattro coni diversi decenti. Solo cambiando un cono, cambia tutto.
  24. Intanto grazie a tutti per l'apprezzamento: coi post a lenzuolata si rischia sempre una fulgida trapanata di zebedei. Col collezionista invece non ci vediamo da un pezzo, mentre col mio amico siamo appunto parecchio amici quindi la moglie, che è un'amica pure lei, non la provolo no. Mi è comunque tornata voglia di fare un salto a contemplerare tanto ben di Dio perchè ultimamente mi è anche tornata la voglia di suonare che mi è altalenante. Oddio suonare, sbluesrockeggiare ignorantemente ad minchiam più che altro... Foto al momento non ne ho, e comunque non le posterei senza il permesso del tipo. La prima volta che avrò occasione di vederlo magari glielo chiederò. Le Les Paul non le ho provate: bellissime comunque. Un paio appartenute alle stesso Les Paul, bellissime anche le 335 in su e in giù, le Gretsch, compresa una delle White Falcon di Elvis, le Gibson acustiche come le Martin. Tutte con le loro belle certificazioni storiche. Considerate però che il tipo si accattava molte delle sue chitarre nel periodo in cui esplosero i vari Van Halen, Vai, Satriani e via dicendo. Cioè nel periodo del punto più basso della produzione Fender. Le Strato le schifavano tutti, era un periodo in cui si guardava avanti e non indietro come oggi, chitarristicamente parlando. Era esploso anche il Pop con sequencer e mega stack di tastieroni. E infatti molte delle sue chitarre le ha pagate poco rispetto ai valori attuali. Per quanto riguarda il suono, la mia impressione è che la lunghissima stagionatura dei legni di qualità, determini quella magnifica risonanza generale che arriva bella bella nei pick up, e da lì all'amplificatore. Non sono più riuscito a sentire dal vivo "quell'effetto pianoforte", quella ricchezza amonica, di cui dicevo nel postone. Rozzamente, basta fare un Mi a vuoto in prima posizione, senza effetti, pulito ed equalizzato flat e a volume umano, per sentire quando dura il suono. A parte la rotondità vellutata, su quegli strumenti vintage non finiva più. Ho anche l'impressione, ma magari sbaglio, che negli srumenti moderni di produzione industriale facciano molto wiring e pick up. Pure se la differenza tra una tastiera in palissandro e una in acero ovviamente si sente. Tuttavia sulle Fender di oggi, anche super cheap, mi piace valutare che l'accoppiata corpo/manico sia riuscita quindi ben risonante anche da spente. I pick up si possono sempre cambiare, i legni duri che non vibrano no. Infine c'è il contributo dell'amplificatore spesso sottovalutato, ma che invece ho imparato a considerare uno strumento al pari della chitarra. Insomma, le variabili sono davvero molte. Infine considerate che non sono un vero espertologo plurititolato ma un semplice appassionato, dunque potrei anche aver deltto delle gran minchiate.
  25. Ecco, i post tipo questo sono uno dei motivi per cui ho deciso alla fine di loggarmi su Radiochitarra. Ovviamente il collezionista, di chitarre, non di mogli, ha la moglie gnocca sì. Come pure il mio amico.

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