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Il primo incontro con i Pink Floyd

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Inviato

Ieri stavo riguardando Pulse e mi è venuto in mente di chiedervi:

Vi andrebbe di raccontare il vostro primo incontro con la musica dei Pink Floyd? Quando li avete ascoltati per la primissima volta? Sono stati subito una rivelazione o ci avete messo tempo ad apprezzarli/odiarli? Chi, come, quando, dove ve li ha fatti conoscere? 

Inviato

Il mio vicino di casa, di qualche anno più grande, mi passava tutti i dischi; c'erano già i cd. Ricordo di aver ascoltato molto The Wall, a 12-13 anni.

Poi mai più ripresi 😄

 

Inviato

Mansarda del mio amico Andrea....all incirca 1994.

Aveva dei dischi dello Zio e un vecchio giradischi di cui nn ricordo la marca. Spulciando tra i dischi trovammo questo disco nero, con il prisma, tra l altro originale del 1974. La mia domanda incuriosito da tale fattura estetica del disco fu la seguente (in dialetto calabrese): andrè ma chini cazz su chissi? (Andrea, chi sono questi)

 

Non sapendolo neanche lui, mettemmo il disco sul piatto. Ricordo perfettamente quel battito...come fosse ieri....quelle risate, il rumore del registratore di cassa, gli orologi....e poi Breathe....

Ci guardammo sconvolti. Da allora una malattia. Subito dopo scoprimmo The Wall, poi fu un tornare indietro fino alle origini. Ricordo che mettevamo il disco e ci mettevamo seduti sul tetto (si accedeva facilmente) a fumare le prime sigarette. Avevo 14 anni e questo è uno dei momenti che non dimenticherò mai nella mia vita.

Inviato

Un mio cugino, the wall anno 1983, non è che li abbia molto cagati, anche se alcuni pezzi mi piacevano. Successivamente, altro cugino, non quello di prima, mi fece ascoltare A delicate sound of thunder, anno 1990 circa, li cominciò l'amore, sbocciato definitivamente quando iniziai a suonare la chitarra nel 1995.

Inviato

A casa di mio zio ascoltavo tutti i suoi dischi. Dark side of the moon mi turbò.

Era uscito da sette anni, io ne avevo 13.

Da allora lo ascoltai per vent'anni almeno due volte al giorno. Poi passai a una volta al giorno. Intanto approfondivo la discografia. Diventai un fan innamorato. Alla prima reunion del 87 (?)mi piazzai sotto palco allo stadio Flaminio dalle 9 del mattino. Poi andai a Venezia.

Ripeto sempre che (per me) l'ultimo album fu Animals. I due successivi furono praticamente due capolavori di waters. 

Poi il nulla.

Inviato

Fine anni 80 avrò avuto 12-13 anni, in montagna dove avevamo la casa, un signore viene al campetto e ci chiede di invitare il figlio a giocare con noi al pallone, vado io dico! arrivo e lo trovo al poggiolo che suona il basso, Money, vado su e gli chiedo cos'è e lui mi risponde i Pink Floyd.... e poi mi mette su prima the dark side e poi the wall.
La partitella è andata nel dimenticatoio.
Qualche anno dopo a Natale mi son fatto regalare un videoregistratore per registrare il concerto di Waters di Berlino!

Inviato dal mio SM-A536B utilizzando Tapatalk

Inviato

Primo maggio 1980 festa dei lavoratori, avevo sei anni appena compiuti.

Gli altoparlanti durante la festa passavano musica di varia natura, tra queste spicca una canzone con un coro di bambini che non sembravano felici. A sei anni i bambini che cantano sono felici per definizione quindi quella dissonanza mi colpì parecchio.

Qualche mese dopo in TV a Superclassifica Show torna quella canzone, questa volta con un video truculento di quei bambini che finiscono nel tritacarne. E' amore a prima vista, ma sono ancora troppo piccolo per capire, dovrò aspettare il 1987 per un secondo approccio con A Momentary Lapse of Reason e poi Delicate Sound of Thunder grazie al quale conosco i brani più vecchi e da lì inizio ad ascoltare tutta la discografia. Da lì in avanti è un delirio. Soltanto la scorsa settimana ho acquistato altre due copie di Wish You Were Here tra cui una pazzesca che appena arriva metto qui

Inviato
  • Autore

A me i Pink Floyd sono arrivati grazie a mio fratello, o meglio ai suoi amici che gli passavano le cose.

Primo approccio: Atom Heart Mother.

Capirai... per me che ero tabula praticamente rasa... Mi fu fatto capire che avrei dovuto apprezzare perché era arte musicale tra la più elevata. E io acconsentii dando la mia approvazione, ma in realtà non ci capii niente. 

Fu invece una VHS di The Wall a iniziarmi al mondo dei Pink Floyd. Mi affascinarono i traumi, i turbamenti, le fissazioni di Roger Waters e soprattutto il fatto che ad essi corrispondesse ottima musica! In particolare mi prese l'accoppiata Another brick in the wall parte I (parte 1, non parte 2!) e The happiest days of our lives. La chitarra col delay, persino il basso col delay dopo il suono dell'elicottero mi facevano venire i brividi fino alle caviglie.

Da lì arrivò The dark side of the moon e fu il trionfo. A dare il colpo di grazia, il concerto a Venezia, trasmesso in tv e che fece un grandissimo clamore. 

E infine: facendo zapping col telecomando incappo in un canale locale che trasmetteva il Live at Pompei! Stavano inquadrando solo la Strato nera di Gilmour col palettone. Brividi. Ho pensato: è quel tale, come si chiama, Hendrix? Poi inquadrano l'arena vuota e la band: i Pink Floyd. E così ho scoperto pure il live a Pompei. 
E che gli vuoi a una band che ha questo curriculum... per un giovane è il top. 

 

La fortuna è stata che sono nato in una generazione che aveva in casa uno stereo, e anche TV che mediamente avevano un audio decente. Oggi se non hai una soundbar o l'home 

 

La fortuna è stata che sono nato in una generazione che aveva in casa uno stereo, e anche TV che mediamente avevano un audio decente (oggi se non hai una soundbar o l'home theater l'audio della TV a schermo piatto è raccapricciante: le frequenze basse sono inesistenti e io ne ero fortemente attratto pur senza esserne consapevole). 

Ed ecco anche e soprattutto l'importanza di avere un qualcosa di fisico da passarsi da ragazzi, una cassetta, un disco, un cd, una Vhs, un dvd. Oggi che cavolo si possono passare i ragazzi. Andiamo avanti un altro po' con la smaterializzazione e non avranno da passarsi manco un libro. I danni che gli adulti della mia generazione hanno fatto agli inconsapevoli giovani sono inestimabili. 

Inviato

Per me per i Floyd e subito dopo per il Panza, è stato come per Hendriz, SRV, Clepto, il jazz e tutta la roba bella classic: ero dentro nella roba pischella di moda nel mio tempo e consumavo la musica come processo sociologico e non artistico, come credo accada ancora oggi per le nuove generazioni, poi mi arrivavano sprazzi di bellezza dei matusa, in particolare dal periodo d'oro dei Sixties, sicché mi capitava per caso di sentire Jimi, piuttosto che Pompei o roba del Delta e ricordo perfettamente che mi scattava il porcapadella chi è questo qui? Che roba è? Che musica figa! Come si fa a farla? E l'anima senza buchi mi partiva via... Sicché partiva lo shift da Wild Boys a Dark Side.

Inviato

Non ricordo esattamente dove e quando, ma fu Atom Heart Mother.

Poi The Wall, doppio LP dello zio musicista.

Ma vi ricordate quando la musica era un fatto identitario? Quando, alle prime presentazioni, si chiedeva subito "che musica ascolti"?

Inviato
  • Autore
18 minuti fa, hieronimusb dice:

 

Ma vi ricordate quando la musica era un fatto identitario? Quando, alle prime presentazioni, si chiedeva subito "che musica ascolti"?

 

Era un fatto identitario perché la musica aveva un peso sociale non secondario. Aveva una sua centralità. E tutto questo perché degli imprenditori hanno creato un modello commerciale di successo, andando a cercare potenziali artisti che si esibivano nei locali tramite dei loro impiegati (i talent scout), per metterli sotto contratto, farli incidere, vendere i loro prodotti artistici e ricavarne un profitto. 

Un modello di business talmente virtuoso (aveva anche dei difetti, ma i pregi a mio parere li superavano di gran lunga, visto quello di cui abbiamo goduto) che ci ha dato un'età dell'oro di alcuni decenni, con musica di altissimo livello e, grazie alla qualità intrinseca venduta in ogni angolo del mondo sviluppato e tanta promozione, ne è perfino derivato un grande indotto in termini di merchandising e strumenti musicali (pensiamo quanti tipi di pedali, di chitarre, di amplificatori ecc. sono stati ideati in quei decenni). 

Come scrivevo altrove, tutti i grandi nomi della musica che abbiamo conosciuto e che si sono ricavati un posto nella nostra vita avevano una caratteristica comune: i loro dischi erano in vendita incisi su un supporto fisico (che fosse un 45 giri, un LP, una cassetta o un cd o un dvd). Tutti avevano questa caratteristica comune. Che oggi è venuta a mancare. 

Non è un caso che la musica ha iniziato a perdere centralità sociale proprio quando i supporti sono diventati l'ultimo dei modi per accedere alla loro musica. È subentrata la fruizione gratuita o a basso costo.
Non ci saranno mai più grandi musicisti e grandi band - e quindi la musica non sarà mai più un fatto identitario diffuso - finché non sarà di nuovo conveniente investire su di loro per ricavarne un profitto tramite la vendita di qualcosa.

 

Inviato

Mio papà metteva su i dischi come Santana, Led Zeepelin, Chicago, Dylan, poi roba italiana, tra questi dischi aveva anche Whish You Were Here e forse the Final Cut dei Pink Floyd..poi cassettine ecc, insomma una volta la musica si alscoltava in casa, soprattutto i sabati e le domeniche mattina.

Quindi non c'è stato un vero e proprio inizio.

Quando da grande poi ho ripreso in mano la cosa in maniera autonoma era come se già l'avessi dentro.

L'album della ri-scoperata per me è stato Dark Side Of The Moon, comunque.

Inviato
19 minuti fa, hieronimusb dice:

Ma vi ricordate quando la musica era un fatto identitario? Quando, alle prime presentazioni, si chiedeva subito "che musica ascolti"?

Si però a me quella roba lì è sempre stata sul cazzo. 

Sarà che io sono sempre stato abituato a sentire di tutto anche nei periodi più metallari, dove mi compravo Metal Shock mi dicevo sempre...come cazzo si fa ad essere metallari e basta? Quanta altra musica figa ti stai perdendo?

Ecco, quella roba lì per me era come avere un paraocchi gigante, ma ho avuto la fortuna di capirlo fin da subito.

Inviato
12 minuti fa, Ric dice:

Si però a me quella roba lì è sempre stata sul cazzo. 

Sarà che io sono sempre stato abituato a sentire di tutto anche nei periodi più metallari, dove mi compravo Metal Shock mi dicevo sempre...come cazzo si fa ad essere metallari e basta? Quanta altra musica figa ti stai perdendo?

Ecco, quella roba lì per me era come avere un paraocchi gigante, ma ho avuto la fortuna di capirlo fin da subito.

Non so se tu, adolescente, eri così aperto da ascoltare le cose più varie sin da subito - difficile crederlo, se non altro per motivi logistici e di facilità di fruizione della musica al tempo (ma magari tuo padre aveva negozio di dischi) -, io e molti altri crescevamo progressivamente, con il passaparola e la cassettina fatta girare, e allora c'era il periodo metal, poi il rock, poi il progressive e alla fine si ascoltava tutto sì.

Conoscevi una ragazza, e se ascoltava Massimo Di Cataldo (chi era costui?) sospettavi che non era interessante, se ascoltava Siouxsie sì. Non dico fosse giusto, dico che andava così e sono fatti sociologicamente rilevanti mi pare, non so se qualcuno ci abbia mai scritto qualcosa.

Inviato
23 minuti fa, Jester2025 dice:

 

Era un fatto identitario perché la musica aveva un peso sociale non secondario. Aveva una sua centralità. E tutto questo perché degli imprenditori hanno creato un modello commerciale di successo, andando a cercare potenziali artisti che si esibivano nei locali tramite dei loro impiegati (i talent scout), per metterli sotto contratto, farli incidere, vendere i loro prodotti artistici e ricavarne un profitto. 

Un modello di business talmente virtuoso (aveva anche dei difetti, ma i pregi a mio parere li superavano di gran lunga, visto quello di cui abbiamo goduto) che ci ha dato un'età dell'oro di alcuni decenni, con musica di altissimo livello e, grazie alla qualità intrinseca venduta in ogni angolo del mondo sviluppato e tanta promozione, ne è perfino derivato un grande indotto in termini di merchandising e strumenti musicali (pensiamo quanti tipi di pedali, di chitarre, di amplificatori ecc. sono stati ideati in quei decenni). 

Come scrivevo altrove, tutti i grandi nomi della musica che abbiamo conosciuto e che si sono ricavati un posto nella nostra vita avevano una caratteristica comune: i loro dischi erano in vendita incisi su un supporto fisico (che fosse un 45 giri, un LP, una cassetta o un cd o un dvd). Tutti avevano questa caratteristica comune. Che oggi è venuta a mancare. 

Non è un caso che la musica ha iniziato a perdere centralità sociale proprio quando i supporti sono diventati l'ultimo dei modi per accedere alla loro musica. È subentrata la fruizione gratuita o a basso costo.
Non ci saranno mai più grandi musicisti e grandi band - e quindi la musica non sarà mai più un fatto identitario diffuso - finché non sarà di nuovo conveniente investire su di loro per ricavarne un profitto tramite la vendita di qualcosa.

 

La tua un'analisi alla McLuhan, il medium (il supporto fisico) è il messaggio, da rifletterci.

Inviato
  • Autore
8 minuti fa, hieronimusb dice:

La tua un'analisi alla McLuhan, il medium (il supporto fisico) è il messaggio, da rifletterci.

 

Non però il medium fine a se stesso, ma il medium come unico modo per accedere alla musica realizzata e come strumento di business che produce, a cascata, effetti artistici e sociali potentissimi e rilevantissimi. Lo paghi e, pagando, permetti la continuazione del business e dell'arte.

 

Il medium che puoi scambiare, passare, prestare, vendere. Leggi tutti i racconti e vedi come tutti nascono dal passaggio da qualcuno a qualcun altro di un oggetto che contiene arte e che è il risultato di un lavoro lavorone fatto a monte, anche in termini di promozione finale.

Inviato
22 minuti fa, hieronimusb dice:

Non so se tu, adolescente, eri così aperto da ascoltare le cose più varie sin da subito - difficile crederlo, se non altro per motivi logistici e di facilità di fruizione della musica al tempo (ma magari tuo padre aveva negozio di dischi) -, io e molti altri crescevamo progressivamente, con il passaparola e la cassettina fatta girare, e allora c'era il periodo metal, poi il rock, poi il progressive e alla fine si ascoltava tutto sì.

Conoscevi una ragazza, e se ascoltava Massimo Di Cataldo (chi era costui?) sospettavi che non era interessante, se ascoltava Siouxsie sì. Non dico fosse giusto, dico che andava così e sono fatti sociologicamente rilevanti mi pare, non so se qualcuno ci abbia mai scritto qualcosa.

No macchè negozio di dischi..magari! Però ad esempio mio fratello maggiore si ascotlava i Doors, Bob Marley ecc, avevo amici talebani del punk / hardcore, poi amici che mi passavano cassette di heavy metal e powere metal, poi un mio compagno di basket mi passo Roots dei Sepultura appena uscito, una rivelazione..da li tutto il filone nu metal a catinelle, poi i gruppi con cui suonavo..poi le lezioni di pianoforte, poi mio nonno appassionato di classica e jazz, bho per me è sempre stata di fondamentale importanza e me ne abbeveravo il più possibile da qualsiasi fonte.

Ah ecco nella ditta dove lavorava mio papà avevano fatto a partire dagli anni 90 una discoteca dove si potevano noleggiare cd, non ti dico quanti ne avevamo presi..bho siamo sempre stati onnivori da quel punto di vista.

Inviato
32 minuti fa, hieronimusb dice:

Non so se tu, adolescente, eri così aperto da ascoltare le cose più varie sin da subito - difficile crederlo, se non altro per motivi logistici e di facilità di fruizione della musica al tempo (ma magari tuo padre aveva negozio di dischi) -, io e molti altri crescevamo progressivamente, con il passaparola e la cassettina fatta girare, e allora c'era il periodo metal, poi il rock, poi il progressive e alla fine si ascoltava tutto sì.

 

Io si, e mi ritengo fortunato. Mio papà è sempre stato appassionato di musica, e quando ha comprato il lettore cd tutte le settimane portava a casa un album nuovo.

Avevo il figlio dei vicini, di qualche anno più grande di me, che aveva già una collezione musicale, ed in quel periodo c'era il Grande Rock in edicola, che abbiamo completato.

https://www.discogs.com/label/647410-Il-Grande-Rock-De-Agostini  

 

Inviato

 A me stavano su perchè quando hanno fatto il concerto a Venezia (avevo 10 anni) avevo sentito i telegiornali che dicevano che la città era stata danneggiata. Io ero appena stato lì in gita e ho pensato fossero una band di sovversivi. Calcolate che all'epoca io amavo l'arte e ascoltavo solo musica classica, perchè studiavo pianoforte. Poi crescendo mi sono detto che era ora di togliere questa etichetta e ho preso Dark Side Of The Moon in cassetta. Da lì sono impazzito ed è partita un'epopea folle dove ho deciso di suonare la chitarra elettrica emulando Gilmour. Poi sono guarito e adesso ascolto solo Pino Daniele

Inviato

Durante la mia pischelleria,

22 minuti fa, marrissey dice:

e ho preso Dark Side Of The Moon in cassetta.

 

Uh, la musicassetta! Quante ne ho fatte e scambiate con gli amici e dedicate alle pischelle che mi piacevano. Altro aspetto importante da un punto di vista sociologico. La musicassetta richiedeva il suo tempo, il suo impegno, a differenza delle playlist odierne che si girano in un secondo. Costringevano a fermarsi sulla relazione umana: amicizia o ammore in potenza che fosse. Si pensava a chi la dedicavi fantasticando in caso di ammore, o cementando amicizia e lo stesso valeva per chi le riceveva e ascoltava pensandoti. Da un punto di vista musicale, il mio insegnante di pentafonica fu un sedicenne che suonava già come EVH e mi passava cassette da ascoltare: tappava come non ci fosse un domani sulla sua Steve Vai fluorescente, ma nelle cassette mi mollava di tutto: dal blues in su e in giù, dicendomi: impara bene il blues che è la base di tutto anche se poi non lo suonava. Prossima volta vediamo i sedicesimi precisi, diceva, mentre io già pensavo: che sbatti no i sedicesimi no, non posso arrotolare la penta a sentiment di budella e basta? Da allora sono più meno ancora fermo lì... Lui invece nei concertini che faceva in giro con la band di brufolosi, spadellava i soli del Panza sui brani dei pinfloi con notevole maestria.

Inviato

E' triste per chi ha vissuto quegli anni assistere all'impoverimento di valori e di contenuti che è divenuto il fenomeno musicale. Da quello che posso dedurre, essendoci passato, un primo spartiacque è stato il fenomeno "Videomusic", che ha assoggettato (anche) al giudizio degli occhi quello che prima era giudicato tramite il solo ascolto.

Videomusic ha necessariamente e gradualmente portato a scegliere eroi musicali gradevoli agli occhi, il che non è necessariamente stato un male, almeno in un primo momento.

Rammento concerti dei Duran Duran dove si, c'era il frontman belloccio che se le pappava tutte lui, ma con dei musicisti di supporto (Warren Cuccurullo, Steve Ferrone, & C.) che suonavano da paura.

Nel panorama italiano e non solo c'era spazio per i virtuosismi di Corrado Rustici, ecc..

Questa gente e questi suoni erano ai vertici delle Hit, osannati da ragazzi, le stesse Hit dove oggi troviamo Tony Effe ed Annalisa.

Era la metà degli anni '80. In ogni tour vi era il momento di gloria del batterista o del chitarrista di turno, nel quale esibiva la sua tecnica sopraffina, osannato da tutti gli spettatori. Oggi quello spazio semplicemente non esiste più, perché non interessa più alla massa dei ragazzi.

Alla massa dei ragazzi e delle ragazze non importa assolutamente il virtuosismo che possa esprimere lo strumentista di una band, che comunque è un professionista indubbiamente capace e preparato.

Ho volutamente paragonato concerti ed idoli inerenti il genere pop, ma sarebbero tantissimi gli esempi.

La stessa inerzia che si riceve tentando di inculcare ad un adolescente di oggi una qualsivoglia infarinatura musicale: semplicemente non lo attrae perché gli idoli contemporanei non suonano strumenti, addirittura spesso manco cantano. Non è figo oggi suonare la chitarra, la batteria, ecc., né imparare a farlo.

Lo youtuber di oggi guadagna facile senza saper suonare nulla, è lui il 'figo' del momento.

Quello da imitare...

 

 

 

Inviato
  • Autore
34 minuti fa, hieronimusb dice:

Sotto i 30 anni suona ancora qualcuno? 🤔

 

I figli delle mie colleghe (ragazzi under 20) sono molto legati alla musica: chi suona (batteria, chitarra), chi balla, chi fa musical. 

È che gli mancano completamente riferimenti musicali di un certo livello, perché la musica rock fai-da-te (quella senza promozione delle major, senza diffusione per radio, tv, riviste, cd ecc.) non conta niente, rimarrà eterno underground. Avrebbe il potenziale per diventare tutto ciò che abbiamo conosciuto noi, ma rimane abbandonata come una pianta non annaffiata. Quindi i ragazzi suonano le stramberie che passano su YouTube per gli adolescenti. 

Inviato

1979, anni 11, ero dal dentista e la radio in leggero sottofondo passava "another brick in the wall"

Ne restai affascinato, tanto che volli assolutamente acquistare il disco.

THE WALL fu il primo vinile acquistato con i miei soldini.

Consumai quel disco immaginandomi la storia nella mia testa e il bello fu che quando usci´il film, con stupore, era al 90% come me lo ero immaginato, figo no?

Altra cosa assurda era che modificai a tal punto la mia calligrafia da renderla uguale a quella dei testi scritti nel disco, cosa che ancora oggi ho. 

THE WALL rientra ancora oggi nella lista dei 5 album fondamentali della mia vita e se addirittura dovessi portarne solo uno sulla fatidica isola deserta sarebbe proprio questo (alla faccia del metallaro che sono!!!!).

Purtroppo non ho amato cosi´profondamente altri lavori dei Pink Floyd a parte l´ammirazione oggettiva per Dark Side... ma nulla al pari del "muro". 

 

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