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Samuel.FreeBird

Schecter Traditional SSS 3 Tone Sunburst - Swamp Ash

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Buongiorno a tutti,

vorrei iniziare a dare il mio contributo a questa community parlandovi di questa chitarra acquistata circa un anno fa.

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La prima cosa che si nota dalla configurazione dei pickups di questo strumento è che non è adatto a Jovanotti…. Chiedo venia per la battuta… mi è scappata. :whistle: 

La chitarra è realizzata nel custom shop amaricano della Schecter in California (Sun Valley).

La struttura dello strumento è bolt-on con il corpo in frassino (swamp ash), il manico in acero e la tastiera in palissandro indiano.

La scala è tipica delle strato e similari 25,5” con 22 tasti Jescar Premium (6100). Il capotasto in grafite.

La forma del manico è una classica C, molto comoda per le mie mani, con la finitura satinata.

La larghezza della tastiera al capotasto è di circa 4,3 cm mentre al 12 tasto è di circa 5 cm, il radius è 14”.

Le meccaniche sono Schecter Autobloccanti in linea con finitura cromata.

I pickups sono tre single coil Schecter Monster Tone che sono riproposizioni, attraverso il reverse engineering degli originali, dei pickups dell’epoca delle “Dream Machine”.

Il selettore è a 5 posizioni nella classica configurazione strato ed è dotata di un potenziometro Push/Pull per il tono ed un normale potenziometro per il volume. Il Push/Pull permette di splittare i Monster Tone ottenendo un suono più aperto e squillante rispetto alla corposità offerta di default.

Il ponte è uno Schecter Vintage Tremolo a due pivot con 6 sellette indipendenti e la finitura cromata come le meccaniche.

 
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Imbracciando lo strumento ci si rende immediatamente conto dell’ottima fattura. 

La comodità del manico ed il peso non impegnativo (3,46 kg) danno immediatamente la sensazione di avere il controllo.

Mi sono subito sentito a mio agio cosa che per me è fondamentale nella scelta di uno strumento, oltre ovviamente al suono che nel caso specifico è dato dalle 10 possibilità che offre l’elettronica dello strumento.

La chitarra, secondo me, da il meglio di sé nei puliti e nei crunch anche un po’ spinti senza eccedere troppo con il gain perché, anche se i pickups permettono di spingere un po’ di più rispetto a dei tradizionali single coil, sicuramente l’high gain non è il suo territorio.

Ho fatto dei sample molto lineari in cui sono passato attraverso tutte e 10 le possibilità sonore della chitarra cercando di dare più spazio possibile al suono stesso.

Dalla chitarra sono entrato in una DI passiva della Radial e attraverso il Thru della DI sono entrato in un Brunetti MC2. Dal brunetti sono entrato in un Rivera Rock Crusher (non la versione recording) e da li, attraverso l’uscita bilanciata,  sono entrato direttamente nella scheda audio RME FireFace 400. Come DAW ho utilizzato Logic Pro X e come “cassa” ho usato una simulazione della 2x12 Brunetti contenuta nel PlugIn TH3 della Overloud. Le simulazioni dei microfoni sono un Sm57 ed un AKG 414.

Ho utilizzato solo il canale Clean del Brunetti con i bassi e gli alti a metà ed i medi poco meno della metà. Per il crunch leggero mi sono avvalso di un mini TS9 della Ibanez e per il pezzo di lead ho usato un Bogner Burnley quello senza parquet sopra. 

Come effetti di modulazione ho usato un poco di riverbero del MC2 e nel pezzo Lead un po' di delay...

 

Primo Esempio Clean con pickups non splittati:

 

Secondo Esempio Clean con pickups splittati:

 

Terzo Esempio Crunch con pickups non splittati:

 

Quarto Esempio Crunch con pickups splittati:

 

Ultimo esempio Lead con pickups non splittati, una pseudo cover di un sample di Jan Cyrka.

 

Spero di esservi stato utile e di non avervi tediato troppo.

 

Ciao

 

Massimiliano

 

Come anticipato aggiungo un paio di sample realizzati con emulazioni di Marshall della Universal Audio.

La prima è un' emulazione di un Bluesbreaker del 1962, un ampli con un carattere molto "forte". I microfoni utilizzati per le riprese sono uno Shure SM57 ed un Sennheiser M380.
Il sample è realizzato con i pickups splittati e lo switch nella posizione 4 (considerando come prima posizione quella che interessa il pickup al manico) Il volume della chitarra è a metà circa e ho utilizzato un misto plettro dita...



La seconda è un'emulazione di un Plexi Super Lead del 1959. I microfoni utilizzati per le riprese sono uno Shure SM57 ed un Sennheiser E609. E' una parte di Lead con i pickups non splittati su una base acquistata da JamTrackCentral.com ...
 

 

Riciao e grazie



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Bei suoni, forse lontani dai canoni di preferenza di un classico amante del suono strato d'annata, ma sicuramente tutti usabili..diciamo che più che una chitarra da appassionato/collezionista è uno strumento da turnista.

 

L'avrei sentita volentieri su un Marshallone, non sono amante dell MC2 Brunetti :lol:

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Sarà la registrazione professionale (ps: non ci ho capito nulla della descrizione che hai fatto, ma sono totalmente ignorante in materia :sorrisone:) ma a me sono piaciuti molto i sample. 

I pickups pare che suonino bene in entrambi i modi e a me generalmente la roba moderna non piace. 

 

Molto interessante comunque!!  ;)

 

 

Grazie. Effettivamente è una "moderna" un po' atipica...  ;)

 

 

Bei suoni, forse lontani dai canoni di preferenza di un classico amante del suono strato d'annata, ma sicuramente tutti usabili..diciamo che più che una chitarra da appassionato/collezionista è uno strumento da turnista.

 

L'avrei sentita volentieri su un Marshallone, non sono amante dell MC2 Brunetti :lol:

 

 

Purtroppo tra gli ampli veri non ho un Marshall, ma se ti accontenti di un'emulazione di un Bluesbreaker del 1962 o di una Plexi Lead del 1959  (emulazioni dignitose della Universal Audio) magari posto due notine con queste. :smile:

 

 

Veramente bei suoni, bella anche la mano. Complimenti per la recensione, veramente interessante ;)

 

 

Grazie... 

 

Massimiliano

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bello il brunetti mc2, ne conservo un ottimo ricordo

 

Belle macchina veramente soprattutto nei puliti. Il mio MC2 purtroppo ha avuto un incidente di "percorso" ed ora si è trasformato in una testata...  :smile:

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Bei suoni e bella chitarra! Io ho usato per diverso tempo il Brunetti Mc 2, a mio gusto il canale crunch era il migliore, mentre il led non lo sopportavo proprio ed anche sui puliti non mi faceva impazzire! Per quanto riguarda la chitarra, ci avrei visto bene una tastiera in acero su un body in swamp ash, in ogni caso il sound è bello e la chitarra pure, direi sicuramente più versatile di una classica strato, ma al tempo stesso anche un po' lontana da quella caratteristica timbrica.

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Bei suoni e bella chitarra! Io ho usato per diverso tempo il Brunetti Mc 2, a mio gusto il canale crunch era il migliore, mentre il led non lo sopportavo proprio ed anche sui puliti non mi faceva impazzire! Per quanto riguarda la chitarra, ci avrei visto bene una tastiera in acero su un body in swamp ash, in ogni caso il sound è bello e la chitarra pure, direi sicuramente più versatile di una classica strato, ma al tempo stesso anche un po' lontana da quella caratteristica timbrica.

Ciao,

Uno dei motivi che mi avevano spinto a provarla era stato proprio l'abbinamento Palissandro-Frassino perchè l'unica chitarra che possedevo fino a quel momento con il corpo in swamp ash era una PRS con la tastiera in acero...

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Qualitativamente parlando come si posiziona rispetto alla PRS?

A livello di costruzione non ha nulla da invidiare alla prs in questione (SAS Swamp Ash Studio) che tra l'altro come fascia di prezzo è simile.

 

Ciao

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Si, sono convinto anch' io che la qualità sia analoga, non a caso in altri mercati hanno un ottimo seguito (ma vale ad esempio anche per Heritage o Melancon, Grosh, tanto per fare qualche esempio), qui siamo più tradizionalisti e forse anche di vedute più ristrette!

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A livello di costruzione non ha nulla da invidiare alla prs in questione (SAS Swamp Ash Studio) che tra l'altro come fascia di prezzo è simile

 

Ciao

Oh ti ringrazio, ti ho chiesto in quanto ho poca esperienza con le PRS :sorrisone:

 

 

Si, sono convinto anch' io che la qualità sia analoga, non a caso in altri mercati hanno un ottimo seguito (ma vale ad esempio anche per Heritage o Melancon, Grosh, tanto per fare qualche esempio), qui siamo più tradizionalisti e forse anche di vedute più ristrette!

 

Il problema con Schecter è anche la naturale associazione del marchio con chitarre di un certo tipo e con la scena metal moderna, che ne limita l'appetibilità "a pelle" verso i cultori di suoni più classici...

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Il problema con Schecter è anche la naturale associazione del marchio con chitarre di un certo tipo e con la scena metal moderna, che ne limita l'appetibilità "a pelle" verso i cultori di suoni più classici...

 

Non posso che condividere...

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Come mi aspettavo questi samples mi piacciono molto di più, complimentoni per la mano in particolare

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