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Mlex

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  1. io ho un clone del jhs andy timmons... ora fanno la versione con il boost in un pedale di dimensioni del boss... secondo me è un gran bel pedale, a volte estremo (lo uso per farci hard rock/stoner) e l'eq lavora molto bene!
  2. Per un periodo quando ero accordato in SI usavo le D'addario baritone LIGHT 013/062.... ecco, quelle erano corde per veri uomini!
  3. Da dire che io i pearl jam li ho ascoltati per la prima volta seriamente tipo 3 anni fa, quando ne avevo 29. Ecco, direi che un pò tutti avete ragione, magari quel disco senza vedder alla voce sarebbe stato un disco ottimo ma non superlativo... Quello che mi piace di Ten, anche se molto acerbo e incastrato perfettamente in quegli anni, è come loro propongono il loro genere nel grunge (che alla fine non è un genere musicale ma un movimento, ricordiamolo). Di quel movimento musicale guardacaso i più influenti sono stati PJ, Alice in Chains e Nirvana, sebbene questi ultimi abbiano quasi oscurato gli altri (e qui tocchiamo un tasto a me caro, dato che sono cresciuto coi Nirvana e reputo Kurt Cobain un genio della semplicità). I pezzi dei Pj con la voce di Vedder sono qualcosa di unico, anche negli album a seguire di cui ci sono delle vere perle che devono rimanere nell'antologia della storia della musica. Se invece prendete Eddie Vedder da solo, beh paradossalmente li stiamo su altri livelli. Sentitevi tutto il cd di Into the Wild, c'è un qualcosa di mistico che lui da in quei pezzi, molto viaggianti e sognanti. E devo ricordare che nel 2017 avrei potuto vederlo a Firenze se solo quella cretina della mia ex non mi avesse convinto ad andare a vedere i System of a Down al posto suo.... ma questi sono altri discorsi....
  4. Mlex

    Tacco

    @tacco ho letto che hai preso la gurus 5015... io vorrei prendere un ampli pulito che suoni benissimo coi pedali e che sia leggero, poche regolazioni e facilmente trasportabile... me lo consigli? ne ha di volume?
  5. una via di mezzo ma di qualità è la audient che pare abbia i migliori pre per suonare direttamente con chitarra e scheda audio... quella intermedia sta sui 350 euro ma ne ho sentito parlare bene ed effettivamente era quella a cui volevo puntare dato che come te, ho una tascam us 122 del paleolitico!
  6. Mlex

    Riverbero o delay?

    io dico riverbero.... quando suono a casa (cosa molto rara ultimamente) il delay lo accendo solo per sperimentare un pochino con le ribattute ma niente di che... il rev invece ultimamente sto provando a tenerlo acceso anche alle prove, giusto anche solo un filo dall'ampli. Per il genere che devo fare io cambia proprio la percezione delle chitarre... e ti aiuta a non sentirti sempre troppo diretto!
  7. @Event Horizon diciamo che condividiamo parecchie cose, tranne il fatto che io mi sia spostato di città... E' vero che è impegnativo ed è dura per i motivi da te citati, però non mi è mai capitato fare live assiduamente e questo è stato da una parte una fortuna e dall'altra una sfortuna. Devo dire inoltre che il mio approccio coi live è cambiato drasticamente negli ultimi 2 anni. Prima col gruppo metal avevo sempre il cagotto prima di suonare, l'ansia era evidente. Suonare per un gruppo non mio (vedasi nel post precedente il gruppo ska reggae) mi ha fatto affrontare la cosa alla menefottoaltamente, per cui nel progetto stoner devo dire che oltre la voglia di suonare e di sfasciare le chitarre a fine concerto (la voglia, ma non lo faccio mai per davvero per fortuna ) me lo godo di più, si beve un pò prima di suonare, si scherza e si suona con trasporto... cose che raramente mi erano capitate prima!
  8. @Zado praticamente si! ahahahha senza contare che in precedenza, quando avevo 11 anni mi sono iscritto a scuola di musica per imparare la chitarra. Tutto ciò grazie a mio cugino, più grande di me di 8 anni, che proprio a 18 anni si prese la sua prima elettrica, una stratocaster american standard del 94. E il mio idolo musicale a 11 anni era Kurt Cobain. Solo che a scuola di musica mi fecero prendere la chitarra classica per imparare, i vari metodi per gli arpeggi e solfeggio a morire. Solo che mi piaceva più il solfeggio che la classica, per quanto belle potessero essere le musiche che mi facevano studiare. Così ci passai 5 lunghi anni fin quando in 2 superiore presi la chitarra elettrica. Il mio maestro dell'epoca mi fece studiare le scale, ma io abbandonai perchè mi ero seccato dei vari metodi da conservatorio. Così mi studiai da solo (senza alcune fonti esterne) le pentatoniche, e ancora oggi solo quelle ho come repertorio solistico! ahahahahha @Pick grazie!
  9. All'inizio della mia "carriera" (facciamo finta di definirla così) musicale sono partito con quattro amici conosciuti a scuola l'ultimo anno di liceo e ci siamo fatti un gruppo di cover di roba stile metallica, iron maiden ecc ecc... ricordo con piacere quel periodo perchè più che suonare stavamo sempre insieme, pochissimi live (tra cui uno in cui suonammo master of puppets davanti ad una chiesa la notte di natale ) mangiate insieme e tante altre belle cose. Poi l'altro chitarrista partì per cui mi aggregai ad un altro gruppo il cui chitarrista era l'amico di quello del gruppo precedente, e li iniziammo a fare cover band iron maiden. Il cantante era abbastanza bravo, ma dato che tutti gli elementi a parte me erano dello stesso paese, tra screzi vari alla fine abbandonai la situazione. Dopo varie prove con altre formazioni alla fine conobbi nel 2007 il batterista e il cantante del futuro mio primo gruppo serio. Appena formata la band fecimo un'esibizione con 3 cover, poi dedicammo il resto del nostro tempo a fare tutti pezzi nostri. Il genere era un thrash metal farcito di groove e cose simpatiche. Suonammo praticamente ovunque nella nostra regione. Uscì così il primo ep autoprodotto, registrato con pochi spiccioli in stile bleach dei nirvana, ma quel primo demo sembrava avere la stessa emozione di quando vi fu il primo sbarco sulla luna. Piano piano affinammo il nostro sound e influenze, uscì il secondo ep sotto etichetta e li spingemmo davvero tanto coi live, ovviamente proporzionatamente alle nostre disponibilità di sbarbatelli senza na lira. Suonammo a Roma, a Pescara, Bologna e abbiamo fatto con soddisfazione una data in Slovacchia (ah per la precisione, in slovacchia pagano più che in italia ). Stavamo puntando a fare il primo full lenght, io comprai un arsenale di roba come potete vedere nella sezione gear, avevo composto tutti i pezzi insieme al cantante (io facevo i riff e lui gestiva le metriche), mi ero sparato tre pezzi strumentali composti di getto... ci misi 6 mesi per creare merda, e 3 mesi per stravolgere tutto e creare riff a mio non obiettivo parere molto belli. Decidemmo di registrare nello studio di un amico e di fare il mixing da Ettore Rigotti (conosciutissimo nell'ambiente metal italiano e non, sentitevi i Disarmonia Mundi). Solo che avvenne il delirio. Il cantante, persona molto egocentrica, decise di cambiare stile di cantato (si parla di growl, scream ecc) e non ci riuscì, poichè quando fu il suo turno di registrare la voce fece veramente schifo. Questo fatto lo fece allontanare all'improvviso tirandosi via il bassista. Per cui a oggi di quel gruppo rimane un cd premixato senza voce. Questa cosa mi segnò tantissimo. Decisi di vendere tutto tranne le chitarre e due pedali, di prendere un'acustica e di fare pezzi per caxxi miei. Da qui scaturì una voragine di pezzi di genere diametralmente opposto a quello che suonavo e ascoltavo prima (roba country, blues, pop) iniziai a provare a cantare da autodidatta, e il risultato è che ho una marea di pezzi miei, alcuni cantati, molti dei quali incompleti e registrati alla meno peggio. Avevo perso la voglia di suonare con altre persone, però mi mancava suonare dal vivo. Un giorno mi contattò il batterista del gruppo, che nel frattempo era entrato in una band che faceva alternative/stoner e mi chiese se volevo sostituire il chitarrista che era andato a lavorare a Milano (in una fabbrica di Vinili). Accettai e iniziammo a suonare live finalmente dopo 2 anni che ero fermo. Però pure qui i diverbi tra bassista e chitarrista cantante mi portarono di nuovo a suonare da solo a casa. Poco tempo dopo conobbi un ragazzo che insieme all'instancabile batterista con cui suonavo ormai da dieci anni in vari progetti, suonavano ska reggae. All'inizio li ascoltavo solo, facevo loro qualche foto durante i live e li accompagnavo in giro, ma quando il loro bassista si trasferi fuori regione per studiare al conservatorio diventai il loro bassista. Avventura un pò diversa dal solito però appagante, suonare uno strumento che non sia la chitarra mi ha dato la possibilità di vedere la musica sotto un altro punto di vista, soprattutto suonando un genere come lo ska reggae che a livello metrico non è propriamente dritto come il rock, con i suoi vari off e levare. Nel mentre ad un concerto parlai con un ragazzo di un gruppo con cui suonammo insieme ai tempi del mio gruppo storico, mi chiese se ero libero poichè lui aveva dei pezzi stoner rock in cantiere. Alla fine mi ritrovai con tre persone che conoscevo benissimo, il solito batterista, questo chitarrista, e un bassista di un gruppo che era anche un mio amico. Abbandonai il gruppo ska e ci dedicammo a pezzi totalmente inediti (come avevo sempre fatto negli ultimi 12 anni tranne quando suonai da bassista), registrammo un ep arrangiando per due chitarre i pezzi del chitarrista. Appena uscito l'ep, che non sentivo proprio mio perchè i pezzi mi erano stati praticamente parati davanti, ci siamo messi a comporre pezzi "democratici"... da questo punto di vista siamo una macchina da guerra perchè se il riff piace lo portiamo avanti altrimenti si cestina, poi su quello lavoriamo insieme. Fatto questo abbiamo registrato a settembre 2018 il primo full lenght di 8 brani, di cui uno totalmente mio in cui canto e suono l'acustica. Un cd che a settembre uscirà sotto etichetta e che spero ci porti a suonare al di fuori della calabria, terra da questo e da tanti punti di vista veramente difficile. E nel mentre abbiamo già 3 pezzi nuovi per un futuro album. Detto ciò, dopo questo chilometrico sfogo dico che suonare in una band, dal vivo, in studio, alle prove è ormai diventato la mia vita. Stare in cameretta è suonare non porta scazzi ma non porta nemmeno chissà quale emozione...per cui live tutta la vita!
  10. Il consiglio è di disporre anche fisicamente i pedali in base alle esigenze... ad esempio il il delay con il tap l'ho messo subito sopra, così come i pedali che pigio di più in modo tale che non sono troppo lontani dal looper!
  11. Figurati! 😄 Guarda l'unico difetto pesante che attribuisco a quel looper a parte un buffer non proprio ultra trasparente (ma molto accettabile) è proprio il fatto che ha solo 4 pulsanti per il cambio patch e se voglio cambiare patch su un altro bank devo premere 2 pulsanti comunque. Comunque stavo vedendo il moen gec9, ecco quello sembra altrettanto valido con la sua seconda versione, anche perchè ha un loop in più, puoi usare i primi 6 loop davanti l'ampli e gli altri nel s/r, non ha il midi ma ha lo switch per l'ampli con jack trs, ha l'input separato per l'accordatore con il relativo tasto mute... insomma na bella bestiolina....
  12. Leggendo meglio potresti semplicemente accorpare i vari od in 2 o in un solo loop. A quanto ho capito in base al suono che vuoi cambi od, così potresti farlo più facilmente ed avere nel loop anche il rev e il boost.
  13. Ciao, anche io avevo il tuo stesso problema, non tanto per i pedali, quanto per le patch, perchè 4 patch istantanee mi sembravano poche. Così ho tenuto alcuni loop accesi e i pedali spenti in modo tale che posso avere oltre le 4 possibilità. Ad esempio: Patch 1: solo il clone jhs andy timmons attivo, ma con la possibilità di avere lo specular reverb e l'octaver da attivare. Con questo colpo ho 3 o 4 suoni diversi in base al brano che devo suonare. Patch 2: clone jhs con il dod rubberneck attivi. Questa patch la uso spesso in situazioni in cui voglio creare un pò più di pienezza. Ho comunque la possibilità di mettere l'octaver e inserire un od al posto del jhs (momentaneamente uso un fat sandwitch che dovrò sostituire). Patch 3: dedicata ai soli, per cui oltre il jhs e il rubberneck c'è il creme brulee che funge da semiclean boost alzando il volume. Qui ho la possibilità di inserire sempre l'octaver. Patch 4: dedicata ai suoni particolari, per cui oltre al distorto e al delay c'è il vibe (che si, uso sul distorto quasi come rotary). Questa è una patch che difficilmente modifico. Da notare che wah e accordatore sono fuori dal looper, inoltre il wah è quello ottico della dunlop, così non perdo tempo nell'attivarlo. Come vedi, con questa configurazione utilizzo tutti i pedali e le loro combinazioni al meglio, anche e soprattutto in base a quello che devo suonare, con il minimo cambio tra pedali. Se voglio passare da un distorto ad un pulito basta che disattivo il jhs, se voglio passare da un distorto ad un od pigio contemporaneamente il jhs(attivo) e il creme bruleè(non attivo). Il mio consiglio è accorpare più pedali dove puoi in un solo loop, ovviamente in base a quello che devi suonare e i pedali che devi utilizzare.
  14. mah, dipende che ci devi fare...ovvio che secondo me avrebbero fatto meglio ad implementarlo totalmente midi o almeno con un tap tempo per le modalità tremble (tremolo) e quello con il delay... Per il resto io uso modalità classiche su tutti i preset tranne su uno in cui utilizzo la modalità freeze.... ecco forse da questo punto di vista per l'utilizzo live meglio la versione 3....
  15. lo specular reverb 2 ce l'ho io... ad essere sincero è un pedale straordinario. Ogni modalità è realmente convincente e per essere un pedale somiglia a riverberi ben più costosi a rack. Il 3 onestamente pare essere un pelo più figo con qualche miglioria e parecchi led. Il passaggio da un bank all'altro e il salvataggio dei preset sul 2 è un macello, e sul 3 l'hanno migliorato. Per il resto l'unica cosa che a me non va giù del v2 a parte la grafica, è la disposizione in orizzontale. Avessero fatto un pedale alla walrus fathom a livello di disposizione l'avrei ripreso al volo!!!
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