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b3st1a

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    Ricottaro D.O.C.
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    Male
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  1. Io una 800 vera per fare il confronto non ce l'ho, ma la nuova 2203 di Helix mi sta piacendo assai...
  2. b3st1a

    Mission Engineering SP1

    Mai avuto l’sp1 ma, avendo bisogno di un pedale con quelle caratteristiche (toe switch e doppia uscita) presi il pedale Headrush, che costava una cinquantina di euro in meno: pesante, robustissimo, con un ottimo grip, buona corsa, ottimo feel generale e switch che non perdeva un colpo. Il pedale incorporato della Helix LT che uso adesso, a confronto fa abbastanza schifo…
  3. b3st1a

    Extreme Alcatraz 16/12

    Mamma che emozione...quando sento questi brano torno indietro di trent'anni, e mi ricordo quando ero un liceale capellone che sapeva fare a stento il giro di Do e sognava ascoltando il buon Nuno che frullava note alla velocità della luce! Ho sempre ammirato la sua poliedricità, il suo essere non solo un solista "da corsa", ma anche un ritmico fenomenale, un chitarrista acustico, un tastierista, un ottimo cantante, insomma, uno dei pochi che potrebbe fregiarsi del titolo di erede di EVH (con il quale ha moltissime affinità). Inoltre è anche un figo pazzesco e dimostra vent'anni di meno...se fossi (ancora più) gaio metterei un suo poster in camera! Quasi quasi lo metto in camera di mia figlia! 🤣
  4. b3st1a

    pedaliere multifx

    A me fa scendere il latte alle ginocchia per quanto è prolisso e non mi piace per niente come suona, però ha un approccio molto "tecnico" e "pratico" e, nella stragrande maggioranza dei casi, acquista i prodotti di tasca sua, senza alcun tipo di sponsorizzazione. Riesce quindi a dare pareri (e suoni) sicuramente più neutrali rispetto a chi fa i video fighettini coi suoni post-prodotti ed i prodotti sponsorizzati, parlando di fatti concreti come ingressi e uscite, implementazione MIDI, attenzione della casa madre per gli aggiornamenti, tipologie di catene etc., consentendo a chi ascolta di farsi un'idea su alcune caratteristiche oggettive.
  5. b3st1a

    iMac 27” late 2015 ha senso?

    Un iMac 27” del 2015 é ancora un signor computer e per un utilizzo base (e non solo) va benissimo, ma è fermo all’aggiornamento del 2021 (l’ultimo che può supportare) ed è destinato all’oblio nel giro di pochi anni, per cui a 500euri non lo prenderei. Io andrei di M2 senza farmi troppi problemi e senza farmi spaventare da RAM e storage: per quanto riguarda la prima, tieni conto che 8Gb di RAM di ultima generazione, per giunta con la possibilità dello “swap” su SSD (in pratica l’utilizzo del disco come RAM quando quest’ultima si satura), consentono di lavorare senza problemi nella stragrande maggioranza dei casi. Le DAW, tra l’altro, a meno di usare millemila tracce e ventordicimila plugin, non sono molto esigenti in termini di RAM. Riguardo lo storage, su di un portatile 256gb sono un grosso limite, ma su di un fisso come il Mac mini si può usare una ssd esterno collegato tramite usb-c/Thunderbolt e si aumenta la capienza a piacimento ad una frazione del prezzo di Apple. Insomma, per me Mini con M2 tutta la vita!!,
  6. b3st1a

    Regalo di compleanno sì o no

    “Nel dubbio compra” è già stato detto..?😉
  7. Io non ci capisco una fava dei picappi frosci che conoscete voi, però quando mi sono assemblato la mia Tele simil-'52, dopo un paio di dubbi iniziali, mi sono fiondato dritto dritto sui Lollar Special T che avevo provato sulla Nash del buon Raffus qualche zilione di anni fa! Dinamica pazzesca, mi fanno venire voglia di montare Lollar dappertutto... Gli Special T hanno un filo di ciccia in più, specie al ponte, mentre i Vintage T sono un po' più spompi, ma non li ho provati. Qui puoi sentire un po' come suona, anche se trattasi di registrazioni amatoriali e di mano indegna... 🤦‍♂️
  8. Tra quelli che avete citato apprezzo sicuramente Cory Wong, perché ha un groove della Madonna e nei suoi progetti riesce ad essere estremamente coinvolgente nonostante non faccia quasi mai assoli. Cris Buck, poi...WOOOOW!!! Ha un tocco pazzesco, un'espressività fuori dal comune, passione da vendere ed un gran suono a prescindere da cosa abbia sotto le dita. Mi sento di dover citare, però, anche il nostro Matteo Mancuso, che ho visto live a Bologna pochi giorni fa e mi ha fatto godere all'inverosimile! Un modo di suonare pazzesco, a prescindere dalla sua famosa tecnica della mano destra, anzi, direi NONOSTANTE la tecnica della mano destra, ché gli ho sentito fare pinch armonic ed altre tecniche che richiederebbero un plettro eseguite come se niente fosse... Pulizia, espressività, gusto nella scelta delle note e, finalmente, dopo anni in cui lo abbiamo sentito fare solo cover adesso ha finalmente un bel set di brani scritti da lui davvero molto molto belli! Il ragazzo promette davvero bene...
  9. b3st1a

    E con Guild cosa facciamo?

    Mi è costata sui 650euri. Per ora non ho fatto alcuna modifica, ma i potenziometri dei toni (che io in genere utilizzo abbastanza) sono molto poco progressivi, inoltre ogni tanto sento il suono andar via quando seleziono il pickup al ponte, insomma, credo che abbiano fatto le cose un po’ a pene di segugio lì sotto. Al momento ’sta chitarra per me è poco più di uno sfizio, per cui la lascio stock, ché a suonare suona bene ma, se dovessi “promuoverla” a chitarra da live, sicuramente la renderei più affidabile e performante sostituendo switch, potenziometri, condensatori e tutto il cucuzzaro. Per il resto non toccherei proprio nulla, ché anche il ponte tipo tune-o matic (seppur a occhio un po’ cinesotto) si sta comportando molto bene, le corde scorrono a dovere e anche usando il Bigsby in maniera energica l’accordatura tiene perfettamente, cosa che non mi sarei mai sognato (prima di prenderla già immaginavo di montarci un ponte roller)
  10. b3st1a

    E con Guild cosa facciamo?

    Io c’ho ‘sta Ghilde con gli occhi a mandorla che, per quel che l’ho pagata, è veramente molto molto molto caruccia! Elettronica da sostituire e tasti un po’ ruvidelli (li ho dovuti lucidare) ma, per il resto, è fatta davvero molto bene: ben rifinita, ben suonante (i picappi sono carini), il ponte stile Bigsby tiene l’accordatura, tasti che, ruvidezza a parte, sono ben posati e ben rifiniti sui bordi, meccaniche stabili, manico ciccio ma comodissimo, insomma, mi sta piacendo molto. E poi esteticamente è davvero una bella bimba… 😍
  11. b3st1a

    Il Triamping dei poveri

    “Non ho capito un cazzo!”, se ben ricordo. Anche se sono più affezionato a “Sparecchiavooh!”
  12. b3st1a

    digitale, sono combattuto..

    Ma guarda, alla fine non è neanche tanto questione di qualità dei modelli, ché nell'utilizzo reale (quindi nel mix della band e con un impianto "normale") qualunque modeler, anche economico, se ben programmato può suonare bene, così come una modeler "top", se non sai come mettere le mani, può suonare da schifo. Le differenze ai fini pratici tra modelli economici e modelli "pro" si giocano su numero di switch, numero e tipologia di I/O, programmabilità MIDI, numero massimo di blocchi/effetti gestibili, tipologia di routing (fisso, con possibilità di sfruttare schemi preimpostati o completamente libero) etc. Ti faccio un esempio: se vuoi buona qualità e ampia scelta di modelli di ampli ed effetti, ma non utilizzi catene lunghe e complesse e non cambi più di un paio di suoni per ogni brano, con HX Stomp hai i medesimi suoni delle sorelle maggiori Helix ma spendendo una frazione del prezzo. Viceversa, se per te la priorità è avere tanti switch e pedale d'espressione e pazienza che i suoni sono al top, al prezzo di una Stomp ti prendi una Mooer GE300, che è una pedaliera "full size". Se poi per te la priorità è suonare in diretta ma te ne freghi di avere mille suoni, fai come ti hanno suggerito Gibsossessed e Ming, e continui a usare i tuoi pedalozzi come se niente fosse! Insomma, per me non ha tanto senso parlare di "analogico o digitale", ma bisogna pensare a cosa ci serve davvero in base alle specifiche esigenze che abbiamo.
  13. b3st1a

    I Transformers fanno scuola: Headrush Prime

    Guarda, non è questione di miniaturizzare a tutti i costi, ad esempio avere tanti switch e pedale d'espressione a me fa comodo, e un prodotto come Quad Cortex mi starebbe un po' stretto ma...la mia Helix LT è un prodotto uscito diversi anni fa, è grande 529x301mm per 5,44Kg di peso, non è possibile che quelli di Headrush per risparmiare due spicci abbiano riciclato lo chassis della vecchia pedalboard ed abbiano tirato fuori un cassone largo, a parità di switch e pedali, ben 12 cm in più (652x308) e pesante due chili in più (7,5Kg)! Non si tratta di spazio in più tra uno switch e l'altro, ma di spazio laterale INUTILIZZATO! Insomma, non credo proprio che in 7-8anni non abbiano trovato il modo di snellirla un po', mi sembra la classica novità fatta un po' a cazzo di cane per dare un colpo al cerchio ed uno alla botte gettando fumo negli occhi agli utenti senza sprecare troppi quattrini in ricerca e sviluppo...
  14. b3st1a

    I Transformers fanno scuola: Headrush Prime

    Da ex-utente Headrush, davanti a questa macchina mi verrebbe da dire “tanto fumo e niente arrosto” oppure, giusto per continuare ad essere originali, “niente di nuovo sotto il Sole”. A prescindere dalle note vicende del marchio (che ha mostrato nel tempo scarsa trasparenza e mancanza di serietà riguardo i problemi di affidabilità, ed una certa tendenza a “tirare a campare” riguardo gli aggiornamenti), questo prodotto mi sa tanto di “minestra riscaldata” con alcune novità ad effetto ma che, scava scava, non vanno a rimediare alle mancanze dei prodotti precedenti. Nel dettaglio, i miei rilievi riguardano: possibilità di routing limitate, basate solo su schemi predefiniti: nulla di grave per la maggior parte degli utenti, ma le macchine davvero “pro” consentono di configurare linee parallele in ogni punto della catena, linee che si biforcano, due, tre o anche quattro linee separate e con ingressi e uscite indipendenti, cose impossibili su Headrush. numero di blocchi aumentato di un paio di unità (pare siano 14), ma cmq limitato rispetto a Fractal, Helix e QC: anche in questo caso, la stragrande maggioranza degli utenti si accontenta di pochi blocchi, ma c’è chi utilizza (ed io sono tra questi) anche venti blocchi, divisi su linee separate per chitarra e voce (o per due chitarre). limitate possibilità di editing non solo per quanto riguarda i routing, ma anche riguardo i parametri degli effetti, le configurazioni e le opzioni varie. Per molti questo è un vantaggio (la rapidità con cui si possono creare suoni credibili su Headrush è imbattibile) ma…stiamo parlando di un’”ammiraglia” che costa più di mille euro, magari chi spende tanto è disposto anche a sbattersi un po’ di più tra menu ed opzioni per ottenere configurazioni “cucite addosso” alle proprie esigenze. la capacità di profilare, per usare un modo di dire spesso abusato, non è più un “game changer”! È da un pezzo, oramai, che Kemper non ha più l’esclusiva, e la concorrenza oramai è tanta. ma davvero volete andare avanti con un cassone grande come una pedalboard analogica ben fornita e pesante svariati chili? Helix Floor, che è un prodotto già datato, a parità di switch è più piccola e leggera, mentre i prodotti più recenti (Fractal FM3 ed FM9, QC) sono ben più compatti. connettività Bluetooth e Wi-fi sono apprezzabili ma…siamo nel 2023 baby! della grafica realistica (richiesta da tantissimi utenti nei forum e nei gruppi dedicati) i pro se ne sbattono la fava. dell’autotune non mi fate parlare, ché sono un signore e non mi va di imprecare. Ciò nonostante, resto sempre affezionato al marchio, e spero che riesca a trovare la sua collocazione sul mercato, magari con una macchina più piccola, leggera ed economica.
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