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Andrea Massimo

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  1. Guarda, a caldo, mi fai venire in mente proprio un valido esempio di applicazione delle triadi: pensa al famoso riff di Sultans of Swing. Son tutte triadi sulle corde 2, 3, 4, e le hai sia in stato fondamentale che in rivolto. Ecco, questo secondo me è un buon esempio di unione di teoria e pratica . E in realtà su quel riff ci sarebbe anche da analizzare un paio di elementi di armonia che rischiano di passare inosservati. Magari, se interessa, potrei farci un approfondimento :-)
  2. Questo mi da uno spunto interessante. Un nodo centrale (e mi viene in mente in proposito un video didattico postato da un giovane chitarrista che affronta bene la questione) è che spesso si vedono questi due mondi (teoria e pratica) come due mondi distinti. Con il risultato che si studiano argomenti teorici di cui si fatica a vedere un'applicazione pratica, e si praticano cose di cui si ha una comprensione teorica vaga e che quindi rimangono un momento isolato che fatichiamo ad inserire in quello che suoniamo al di fuori di quell'applicazione specifica. Comunque, tornando al video del giovane chitarrista, lui sostiene (e condivido al 100%) che la teoria ha senso solo se è contemporaneamente studiata/praticata sullo strumento. Ad esempio, è inutile che io mi studi i rivolti dal punto di vista teorico se contemporaneamente non comincio a "vederli" sullo strumento; è inutile studiare gli intervalli se non li pratico fisicamente sullo strumento e cominco (giusto per fare un esempio) a "vedere" la differenza che esiste tra una quarta eccedente e una quinta diminuita che dal punto di vista pratico corrispondono allo stesso tasto, eppure contemporaneamente hanno un significato diverso. Poi certo, il discorso che citi sulle lacune esiste a tutti i livelli (ed esisteranno sempre per tutti) e anche a me certe critiche fanno sorridere perché, alla fine, nella musica conta quello che fai. Non che il resto non serva, ma è necessaria una visione secondo me più ampia. Vai a criticare un B.B. King, che aveva consoscenze sia teoriche che pratiche limitate (per sua stessa ammissione). Con che coraggio! Suonare con il feeling di un B.B. King è cosa assai rara, ed è una cosa che nessun percorso teorico può darti. Poi certo (e a mio avviso qui sta un po' il perno del discorso) B.B. King nella vita faceva B.B. King, così come Angus Young nella vita fa Angus Young. Che sia necessaria una preparazione più ampia quando vuoi fare sia B.B. King che Angus Young è indubbio. Quindi sì, per il chitarrista professionista (intendo colui che lo fa per mestiere) una preparazione artistica e tecnica più ampia è necessaria. Se non lo si fa di mestiere, o se ci si dedica esclusicamente al proprio mondo musicale, un'ampliamento delle conoscenze (sia tecniche che teoriche) può essere utile per non ricadere, nel tempo, nelle stesse formule e quindi essere ripetitivi. Credo sia come nel linguaggio. Se conosco cento parole posso probabilmente farmi sempre capire. Ma se ne conosco mille ho una possibilità espressiva più ampia a cui attingere quando ne ho bisogno e lo ritengo opportuno.
  3. In ogni caso vorrei ringraziare tutti per aver partecipato così attivamente a questa discussione che non è probabilmente nemmeno tra le discussioni più simpatiche :-) Il vostro punto di vista per me è stato prezioso, e credo moltissimo nell'importanza dello scambio di opinioni. Credo si sia capito che tengo molto alla divulgazione, e questo nasce da un sincero amore per il nostro strumento.
  4. Tutto verissimo quanto dici, così come è vero che da un punto di vista pratico cambia poco. Però in generale (non solo per la chitarra) la diffusione di informazioni errate è sempre e comunque una cosa che non deve passare. Ciò che conosciamo è il materiale di base che usiamo per prendere decisioni. Se il nostro background si basa sull'errore, non è che saremo guidati al meglio nel prendere le nostre decisioni. Sicuramente è una considerazione eccessiva se riferita alla classificazione di un accordo. Ma quello è solo un esempio. Immagina di estendere la cosa ad altro. E poi, relativamente alla chitarra, non hai idea di quanti allievi mi sono passati sotto mano a cui erano veramente state insegnate cose che non stavano né in cielo né in terra (e questo anche dal punto di vista tecnico, con il risultato che non riuscivano a fare quello che avrebbero desiderato fare, o consolidando pessime abitutidini che si rivelavano controproducenti). Vuoi per pigrizia, inesperienza o qualsiasi altro motivo... Il punto, secondo me, è che chi diffonde informazioni dovrebbe (moralmente) farsi 100.000 domande su quello che sta dicendo perché questo ha un effetto su terze persone. Poi per carità, nessuno di noi è perfetto, nè possiede la conoscenza assoluta. Ma cercare di fare il meglio, questo sì, è un obbligo. Per cui, certo, è ragionevole che queste mie considerazioni nascano anche da una "frustrazione personale, che è quella poi di N insegnanti di chitarra (lasciamo pure fuori me) che cercano di fare divulgazione in modo corretto e si trovano a lottare con una miriade di improvvisati che sono soltanto bravi a farti il video "accattivante", perché tanto quello che alla fine interessa è rifilarti i loro corsi o pseudo corsi. Non è giusto! E soprattutto non è giusto verso le persone a cui ci si rivolge.
  5. Sì, normalmente (se non ci fosse quel SOL sulla prima corda) sarebbe esattamente come dici e come ti hanno detto. Ovvero la posizione più comune del rivolto di RE (con il Fa# al basso). Ma in realtà lo scopo del mio post non era fare una "lezione" sulla classificazione di questo accordo.
  6. Sì, hai ragione "informazioni errate" è sicuramente meglio di "informazioni false", anche se spesso ho l'impressione che ci siano personaggi che sono sono solo interessati ad attirare click perché magari (guarda caso!) poi ti vendono anche qualcosa.
  7. Anche questa è una nomenclatura corretta. E quello che dici sul contesto armonico è assolutamente il punto. Una sigla, senza contesto, indica davvero poco, diventa uno sterile esercizio di classificazione.
  8. Grazie per il tuo contributo che mi offre spunti interessanti. Per non dilungarmi troppo, una cosa soprattutto attira la mia attenzione. Quando dici: " non ci si fiderà mai completamente di uno sconosciuto che dice di essere tal dei tali e di avere tal curriculum, per il semplice fatto che è pieno il web di cazzari presunti esperti". Su questo non posso che essere totalmente d'accordo. Ma proprio qui sta il punto. Perché, se non ci si fida di uno sconosciuto, allora succede che: Ci si fida di figure altrettanto sconosciute che buttano lì una risposta a casaccio e, soprattutto: Perché non ci si informa da fonti certe. Il Web è pieno di siti autorevoli che spiegano anche in modo elementare la formazione degli accordi. Questo è ciò che non riesco a comprendere.
  9. Benvenuto! Sono nuovo anche io!
  10. Beh, almeno il tuo riconoscimento dell'accordo è perfettamente sensato. La sigla completa potrebbe essere Sus2 Maj7 o Maj7 Sus2, solo che è suonato in rivolto (con la settima maggiore al basso).
  11. E va assolutamente bene così. Non è che bisogna stare a scomporre o analizzare ogni cosa che facciamo. Se il suono ci piace, va bene così secondo me.
  12. E' esattamente come nello sport. La tecnica si riferisce alla capacità di compiere i movimenti più efficienti e, in tal modo, ottenere risultati di livello superiore. Se non hai tecnica nel nuoto fai mezza vasca e poi non hai più fiato. Nella chitarra è uguale.
  13. Interessanti considerazioni. Slash non è tra i chitarristi che mostrano un'elevata tecnica sullo strumento. La sua si definirebbe una tecnica "media". Eppure... Anzi, EPPURE (tutto scritto in maiuscolo). E' uno di quei chitarristi che sa scegliere le note che ti toccano l'anima. E premetto che non è tra i miei chitarristi preferiti. Ma il gusto personale è un'altra cosa. Quind sì, secondo me è un chitarrista che ha lasciato il segno, insieme ad altri che sono simili dal punto di vista tecnico e che considero assolutamente superiori a molti che possiedono una tecnica avanzata. Mi vengono in mente chitarristi come Angus Young, David Gilmoure, George Harrison (giusto i primi nomi che mi saltano in testa)... Accidenti, quante emozioni nel loro modo di suonare. E in un certo senso è paradossale (ma sarebbe da affrontare in un argomento a parte) come oggi ci siano così tanti chitarristi giovani che spingono verso l'ipertecnicismo. Paradossale perché oggi qualsiasi "macchina" è in grado di suonare in modo più preciso, veloce, accurato e con minor possibilità di errore di un essere umano. E' una battaglia persa. Quello che può renderci unici è proprio l'anima che possiamo mettere nelle cose, e Slash secondo me ci riesce. Andrea Massimo Visita il mio Blog su www.andreamassimo.it/blog.html
  14. Buongiorno a tutti. Inizio questo argomento anche per capire quanto possano interessare discussioni sulla didattica dello strumento. Come sapete (dalla mia presentazione) insegno chitarra da tantissimo e ho davvero piacere ad essere di aiuto nella diffusione di tutto quello che riguarda il nostro bellissimo strumento, sperando magari di essere di supporto per chi sta imparando. Non preoccupatevi, non vendo nulla. Anzi, a dire la verità avrei piacere che visitiaste il mio (neonato) Blog, leggeste gli articoli ed eventualmente commentaste, perché anch'esso va nella stessa direzione (ovvero fare divulgazione e, possibilmente, aiutare). Comunque, arrivo al punto di questa discussione: perché ci sono così tanti che diffondono false informazioni? Qual'è secondo voi lo scopo? Date un occhio all'immagine che allego (presa da uno dei tanti gruppo Facebook sulla chitarra, quelli con 1K o più di follower. Viene postata questa foto con la fatidica domanda: "che accordo è?" Intanto... di che si tratta secondo voi, della solita click-bait? Ad ogni modo, le risposte erano da mettersi le mani nei capelli. C'è chi l'ha chiamato F#13 (Aaargh!) e chi l'ha chiamato Dsus4/F# (Aaargh pure questo anche se ne capisco la ragione...). E se provi a dire le cose giuste... Apriti cielo. In tutto questo, il vero punto è: Perché lasciar passare informazioni errate? Anche se ho una formazione accademica, non è che io creda che sia assolutamente necessario avere sempre ben chiaro, a livello teorico, quel che si fa (Duke Ellington diceva: "se suona bene, va bene"). Possiamo suonare anche un accordo senza comprendere che accordo è. Certo che è utile saperlo (è sempre meglio sapere che non sapere), ma alla fine quello che ci fa innamorare della musica è il suono. Se un suono ci piace, bene, è giusto farlo anche se non ne comprendiamo a fondo le implicazioni teoriche. L'uomo d'altronde si è innamorato della musica prima che venissero scritte regole e regolette. Soprattutto, tra il non sapere una cosa, e l'avere un'informazione errata, la prima condizione è assolutamente la migliore. Non produce "danni". Le informazioni errate sono invece fuorvianti, ci portano in direzioni errate. Voi che ne pensate? Sono troppo menoso? Andrea Fantozzi Leggi il mio blog su www.andreamassimo.it/Blog.html
  15. Sì, lo usiamo in un gruppo in cui suono. Effettivamente è molto comodo e gestisce audio, video e MIDI. Quindi in teoria puoi tenere tutto in sincrono.

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