Jump to content

PinkFlesh

Members
  • Content count

    399
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    3

PinkFlesh last won the day on October 16 2019

PinkFlesh had the most liked content!

Community Reputation

76 Excellent

About PinkFlesh

  • Rank
    Accarezzatore delle 6 corde (ma a volte anche solo 5)

Profile Information

  • Gender
    Male
  • Location
    Sicilia

Recent Profile Visitors

794 profile views
  1. Strymon Iridium? Oppure questo https://www.bluguitar.com/iridium/en/ Non costa pochissimo, ma sicuramente meno di un AXE FX o di un Kemper. E' una testata valvolare da 100W formato pedale con simulazione di cassa integrata, infatti ha le uscite 8 e 16ohm per collegarci un cabinet. In Italia non se lo fila nessuno, ma sui forum americani ne parlano abbastanza bene. Dicono sia molto naturale e versatile grazie ai 4 canali, anche se sembra non vada d'accordissimo coi fuzz. Però la prova è stata fatta solo con un fuzz, il PTD Minibone, e come sai ogni fuzz è una storia a sè. https://www.thegearpage.net/board/index.php?posts/29106341/
  2. PinkFlesh

    pedale reverb

    Ti stavo per dire Digitech RV7, ma poi ho visto il budget... Per 30€ direi qualcosa di Caline o Mooer, oppure questo https://www.tcelectronic.com/Categories/Tcelectronic/Guitar/Stompboxes/SKYSURFER-REVERB/p/P0CAY
  3. PinkFlesh

    TC Plethora X5

    Bravo, inizia a scaldare i motori in attesa di realizzare il tuo sogno erotico proibito: 5 chorus in serie! 😂 Secondo me questa TC andrà a pestare i piedi a HX Stomp e similari. Molti pur avendo questi modeler, li usano solo per modulazioni e ritardi, TC lo ha capito ed eccallà....la pedaliera digitale che fa tutto tranne od e distorsioni. Mica scemi...D'altronde delay, riverberi, chorus, flanger, ecc...ce li avevano già pronti in casa, solo la fatica di prenderli e impacchettarli in una unità un po' più grande. Sembra abbia anche la semplicità dalla sua, non dovrebbe essere tanto diverso dal regolare un pedalino singolo.
  4. PinkFlesh

    TC Plethora X5

    399$ di listino
  5. PinkFlesh

    TC Plethora X5

    Non è una multieffetto, prevede solo comp, modulazioni, delay e riverberi, infatti ha il S/R per inserire pedali di drive esterni. Appena ti rientra il Bogner Blue puoi farci un pensierino... Ho trovato il tuo setting perfetto... ✅
  6. PinkFlesh

    TC Plethora X5

    Non male eh...tutti i pedalini TonePrint di TC Electronics a portata di mano, in qualsiasi combinazione e in qualsiasi ordine. 127 presets a portata di piede e 75 TonePrint tra cui scegliere. Auro finalmente potrebbe compiere l'esperienza musicale definitiva: usare 5 chorus contemporaneamente PS: si, il tap tempo ce l'ha!!
  7. PinkFlesh

    Comprare ascolti su Spotify

    Non sono il divino Otelma, ma ho notato più e più volte che fighe, banconote da 500€ e rotture di cazzo vanno e vengono in modo misteriosamente sincronizzato. Pensa che pure a Cambridge iniziano a notare una strana correlazione... Hai ragione, siamo andati OT. Il discorso Spotify/ascolti fasulli su Spotify, non lo vedo così tragico come dipinto nel video. E' un mezzo di promozione utile per chi vuol farsi conoscere senza andare quotidianamente a elemosinare le date a gente fossilizzata ai tempi di Mina e Celentano. Ti compri 2-3 mesi di ascolti, ti mettono in playlist, se il brano funziona decolli, se non funziona sbatti il muso sopra l'asfalto e ritorni a mangiare merda. Pace. Non è successo nulla di drammatico. Magari col prossimo brano/album ti va meglio. Non è nemmeno questione di merito o demerito, truffa o non truffa, perchè molti artisti meritevoli rimangono nell'ombra causa scarsa visibilità dovuta alle dinamiche di comunicazione di massa. Io ho conosciuto gruppi molto validi grazie ad ascolti casuali in radio. Sei in auto ad aspettare la ragazza che è andata a comprare lo smalto da Kiko, fai zapping tra le varie stazioni, becchi una canzone, la ascolti, ti piace e ti si apre un mondo. Due dei miei gruppi preferiti li ho conosciuti così. Se il mondo non sa che esisti, nessuno verrà a bussare alla tua porta per sentire la tua musica. Ascolti Spotify, sponsorizzate Instagram, ads su Facebook, sono tutti modi nuovi di farsi pubblicità. Una volta andavi nella TV locale e ti compravi uno spot di 30 secondi che passava in 3 diverse fasce orarie. Oggi da PC ti compri un po' di visibilità online. Stesso fine, mezzi diversi. Puoi barare pesantemente, come barano certi tacchini su Instagram che hanno 5K follower di cui 4900 dall'Africa e dal Sudamerica, ma tanto i nodi prima o poi vengono al pettine. Se tu hai molti ascolti su Spotify devi stare molto attento, perchè gli organizzatori di eventi guardano anche quello. Se sei un organizzatore di eventi e hai davanti 2 band, una che ha 100.000 ascolti e una che ne ha 2.000, qual'è che inviteresti al tuo festival? E se poi quella band lì arriva e ci sono davanti 10 persone? E nessuno è venuto a sentirla perchè quegli ascolti erano comprati, che figura fa la band? ....E'successo, sta continuando a succedere, artisti che hanno un sacco di ascolti e vanno a suonare in giro, e fanno i flop. E dopo la gente si chiede "Perchè?" (citaz.) Fermo restando, come dice giustamente @evol che se la tua musica fa cagare, fa cagare e basta, e non c'è spotify o sponsorizzata che tengano. Sono solo dei boost che moltiplicano il valore della tua musica facendoti crescere più velocemente. Ma se la tua musica vale 0, 0x1.3 fa sempre 0.
  8. PinkFlesh

    Comprare ascolti su Spotify

    Il tributo ai Pink Floyd non l'ho manco iniziato se è per questo 🤣 Per essere realmente "giovine" potrei fare un tributo a Billie Eilish...di sicuro è più facile trovare posti dove suonare. Infatti era questo che stavo cercando in qualche modo di spiegare. Il virtuale è molto più reale e tangibile di quanto si pensi. Non parliamo di un videogame, di un mondo artificiale confinato nel tuo hard disk, che nel momento in cui premi Arresta il Sistema, cessa di esistere. Dall'altro lato ci sono persone reali, con bisogno reali e conti in banca reali. E se il tuo obiettivo è sintonizzarti con loro, non puoi ignorare questo canale di comunicazione. Per questo mi fa specie, nel 2020, sentire ragionamenti del genere perchè quando la gente ti viene a seguire dal vivo, compra il tuo CD o il biglietto di ingresso al tuo spettacolo, quelli sono soldi e visibilità reale che stai acquisendo. Il potere sulle vite tue ed altrui, ce l'hanno e come. Hai citato Salvini, io potrei citare la vicenda Clinton-Trump alle ultime elezioni. https://www.diggitmagazine.com/articles/Trump-Twitter-Based-Presidency Hai parlato di sponsorizzate...certo, si possono pure pagare le pubblicità e le sponsorizzate, ma prima di arrivare a quei livelli, quando sei ancora in una fase di startup per così dire, un sito web e una tua pagina facebook/instagram non costano nulla, se non quelle poche decine di € all'anno per mantenere il sito e qualche minuto al giorno per caricare foto e video. Che poi lo si usa in modo errato, che troppo spesso si vede gente in comitiva a più impegnata a messaggiare che non a parlare, che a volte viene usato in modo deprecabile (i filmati di bullismo a scuola, la sextortion), siamo d'accordo e non ci piove. Sono io il primo a dire che la gente oggi si è bruciata il cervello con questa overdose di tecnologia. Poi ripeto, liberissimi di usarli o meno. Se fai onanismo da cameretta a caccia dell'overdrive definitivo, se fai 2-3 live all'anno quando capita, se non hai ambizioni di notorietà, se la musica è solo una distrazione dopo il lavoro, al diavolo spotify, instagram, facebook. Stai dove stai e amen. Chissenefrega dei canali social. Io parlo di altre realtà, altri musicisti con altra mentalità e altri obiettivi.
  9. PinkFlesh

    Comprare ascolti su Spotify

    Hai due figlie, come immaginavo. Quelli che demonizzano spotify, instagram, facebook, sono persone tendenzialmente cresciute in altra epoca, e con altri obiettivi musicali. Se hai un'età compresa tra 40 e 50 anni, moglie scassacazzo, figli che piangono, mutuo da pagare, la suocera che ti viene a trovare domenica, già vedrai tendenzialmente male la tecnologia. Perchè non sei cresciuto con internet e lo smartphone. Se poi per te "musica" è masturbarti in camera da letto con 30K € di strumentazione, una tantum farti la suonata domenicale in garage con gli amici e qualche live un paio di volte all'anno quando capita, di crescere online non te ne fregherà nulla. Perchè a quella età i giochi ormai sono fatti, non è più tempo di improbabili rivoluzioni. Se invece hai 23 anni, sei libero da qualunque vincolo, sei pieno di entusiasmo, hai un gruppetto con cui suoni, e per te "musica" è sinonimo di suonare dal vivo più possibile, partecipare a festival e contest, andare in radio e in TV, non rimarrai indifferente alle nuove tecnologie e ai nuovi mezzi di comunicazione. Non solo per una questione anagrafica (sei nato nell'era del WiFi e degli schermi FHD), ma perchè vorrai sfruttare tutti i modi possibili e immaginabili per raggiungere i tuoi obiettivi. E se cerchi di diventare qualcuno, di crescere, non rimarrai sordo di fronte all'enorme palcoscenico virtuale dato dalla rete. Lo vedrai come un tuo alleato, non come l'orco cattivo alienante e depersonalizzante cacca puppù da cui bisogna stare lontani. Senza contare che per molti ragazzi "musica", non è nè l'uno nè l'altro. A molti ragazzi oggi di imparare a fare un bending o a regolare la cordiera di un rullante, non gliene frega un tubo. Tantomeno di andare a suonare in locali piccoli in cambio di un sacchetto di noccioline. Ai ragazzi oggi interessa produrre musica, fare musica propria. Non stare anni ad esercitarsi col metronomo poggiato sul ginocchio, nella speranza che un giorno, forse, qualcuno gli permetta di suonare live l'assolo di Bohemian Rhapsody. Per loro "musica" è sinonimo di VST, launchpad, looper e cuffie. E pure questi cercano in tutti i modi di farsi un nome attraverso internet pubblicando singoli e video, anzi è il loro principale mezzo di veicolazione della propria musica. Certo, veicolano musica di m**da, nessuno lo nega ma le tendenze musicali nella fascia under sono queste, piaccia o meno. https://www.corriere.it/spettacoli/20_gennaio_27/grammy-awards-2020-trionfo-billie-eilish-fratello-anche-attore-dietro-successo-popstar-vegana-52ccee64-40de-11ea-a133-84fd84fc9cfa.shtml Questi discorsi sui mali della rete arrivano quasi sempre da chi con la rete non ci guadagna un tubo. Nè come soldi nè come visibilità. Parlane a un Montemagno qualsiasi di quanto la rete sia inesistente, non reale e non conti un cazzo. Lui che a 40 anni e rotti, sparando aria fritta a raffica, è diventato un nome e oggi "fa il grano" (quello vero!!) grazie a views, iscrizioni e ads. O a chi riesce a farsi pagare 500.000$ (altrettanto veri) per un singolo post su Instagram https://hellogiggles.com/news/kim-kardashian-paid-500000-for-one-instagram-post/ E' la nuova frontiera del marketing e della pubblicità. Due cose che sono sempre esistite da quando è apparsa la società industriale e la produzione di massa di beni e servizi.
  10. PinkFlesh

    Comprare ascolti su Spotify

    Tranquillo, avevo capito che era un discorso generale su un argomento che ti stava particolarmente a cuore. Il problema mio, tuo, di tutti quelli della nostra generazione, è che preferiamo il fare all'apparire. L'idea stessa di "curare" il profilo Instagram e la pagina Facebook, ci fa venire l'orticaria. Preferiamo curare altre cose, una tastiera verniciata, il bonsai sulla finestra, un collettore di aspirazione, piuttosto che una cosa impalpabile e dai contorni non ben definiti. Purtroppo oggi i rapporti umani, il tempo libero, ma anche la comunicazione e la promozione, passano da questi canali. C'è poco da fare. E non sono l'unico a dirlo, ad esempio... http://ilsuccessoindipendente.com/trasforma-facebook-nel-tuo-amplificatore/ https://www.musicpromoter.it/promuovere-musica-su-facebook/ http://www.michelemaraglino.com/2017/04/19/facebook-per-musicisti-i-consigli-di-luca-milani/ Io ad esempio ho un profilo fatto ad cazzum perchè, come dicevo, sono il primo a cui non frega un tubo di apparire in rete. Sai cosa mi disse qualche mese fa una mezza fallita 40enne che sa solo parlare di unghie e smalti? Ah si, hai un profilo insomma..qualche video, un paio di foto così, e basta. Niente di che... Ormai il valore di una persona si misura da quanto ha bello e curato il proprio profilo in rete. Più dalla capacità di usare filtri che non dalla capacità di tagliare traguardi. Lo scollamento dalla realtà di cui parlavi. E se ti trovi a interloquire con una che non ha mai fatto nulla nella vita, e non sa fare nulla a parte pettegolezzi e trucchi, tu sei una mezza sega ai suoi occhi. Indipendentemente da quante medagliette (reali) hai sulla giacca. Anzi noi della fascia over30-40 li viviamo in misura minore questi fenomeni, perchè ci troviamo a interagire con nostri coetanei cresciuti in un'altra epoca. Immagina quanto deve essere dura per un ragazzo di 19 anni relazionarsi con un mondo che soppesa il tuo valore in base al numerino in calce alle tue foto.
  11. PinkFlesh

    Comprare ascolti su Spotify

    Perchè parli al plurale? VI Tolgono? Ti sei perso cosa ho scritto nell'ultimo rigo 😀 Pure a me intrisce lo scollamento dalla vita reale delle persone, il trattare lo smartphone come se fosse uno studio televisivo in miniatura dove parli di una serie di cose quotidiane di cui non frega un cazzo a nessuno. E sulle fake news con me sfondi una porta aperta. Ti ricordi la bufala della Boschi e della Boldrini ai funerali di Riina? Ma qui si parlava di ascolti Spotitify, Instagram e Facebook come mezzo di promozione di noi stessi e della nostra musica. Che non sono affatto il male assoluto come qui dipinto, anzi...se saputi usare ti facilitano molto la strada. Rappresentano il lato utile della rete. La ramanzina per puntare il dito contro i giovani, la perdita dei valori reali e la depersonalizzazione dei rapporti, non è necessaria perchè non sono una influencer 20enne da 500K 😀 E fingere che questi mezzi siano finti, inutili, autoreferenziali, significa vivere scollati dal mondo reale. Quello di oggi. Chi non si adatta non muore, hai ragione, ma probabilmente rimane a suonare nel pubettino davanti a 30 persone annoiate un paio di volte all'anno. Compensi monetari? Neanche a parlarne...al massimo panini e birre. Piccole, ovviamente. Se vuoi promuoverti parlando con l'assessore comunale amico tuo che l'anno prossimo ti fa suonare alla sagra del carciofo, o andando in giro per locali a chiedere l'elemosina, fai pure. Oggi ci sono mezzi molto più efficaci per farlo, e già molte band locali amatoriali li sfruttano con profitto per avere un rapporto diretto con i propri fans, ad esempio https://www.instagram.com/pinksonepinkfloyd/ Liberissimo o meno di usarli
  12. PinkFlesh

    Di Marzio Vs S.Duncan

    Gilmour nel '76 ha montato un DiMarzio FS1 al ponte della sua Black Strat, infatti molti assoli di Animals e The Wall sono fatti con quel pickup. E Gilmour non è un metallaro nè shredder. Fa parte anche lui dei grandi classici del rock. Però si tratta di casi isolati, un ben preciso pickup, con precise caratteristiche, adottato da uno o più chitarristi. Ci può stare. Io invece mi riferivo al catalogo attuale nel suo complesso e alle sensazioni avute ascoltando svariati pickup. Non al pickup adottato dal guru della chitarra quando ancora molti di noi erano in fasce o non erano neanche nati. Se dovessi fare una media di cosa mi trasmettono oggi, febbraio 2020, i SD e di cosa mi trasmettono i DiMarzio, ribadisco quanto detto sopra.
  13. PinkFlesh

    Comprare ascolti su Spotify

    Ok boomer. No scherzo, il primo boomer sono io. E' che questi discorsi mi sanno di gente rimasta ai tempo di Indietro Tutta e del Drive In. Della Milano da bere, dei giri pomeridiani col Ciao o, per chi ha qualche anno di meno, con l'Aprilia RS. Che non accetta il progresso tecnologico e il mutare dei tempi. La rete ha cambiato il nostro modo di vivere, di pensare, di relazionarci con gli altri, di trovare lavoro e anche l'amore. 10 anni fa si portavano i CV porta a porta, stringevi la mano al tuo potenziale futuro datore di lavoro e da quel momento iniziavi già a "venderti" a lui. Oggi il lavoro lo trovi su Linkedin o compilando un form sul sito web di un'azienda. 10 anni fa si andava in discoteca o per strada a conoscere le ragazze. Una buona dose di faccia tosta, e come va va. Oggi per conoscere ragazze non hai nemmeno bisogno di uscire di casa. Ti basta strofinare il pollice su Instagram o su Tinder, e partire con la consueta serie di like tattici e views sulle storie. Se sei bravo a giocarti le tue carte e non hai l'aspetto di Gollum, nel giro di pochi giorni/settimane siete già al vostro primo appuntamento. 10 anni fa ti affidavi al negoziante sotto casa, che per i tuoi suoni distorti aveva come uniche scelte il DS1 e il TS9 e dovevi comprarli ai prezzi che diceva lui. Skreddy? E che era? EarthQuaker Devices? Mr.Black? Ma manco a parlarne! Oggi apri una pagina internet e...sbam! Hai di fronte una pletora di effetti con tanto di specifiche tecniche, demo, comparazioni, storico prezzi sia del nuovo che dell'usato. Non si tratta di narcisismo, si tratta di evoluzione dei costumi: chi si adatta sopravvive, chi non si adatta muore. Si estingue. Come si estinsero i dodo all'arrivo dei portoghesi. Se hai un gruppo e sfrutti bene i mezzi di internet, ti puoi pubblicizzare e fare conoscere molto di più di chi questi strumenti non li usa affatto. La storia della band che parte dal garage, fa la gavetta nei locali della zona, manda un nastro alla casa discografica, ottiene il contratto milionario e viene immediatamente catapultata nell'olimpo delle rockstar, è roba superata. Una storia che tra qualche anno i nonni racconteranno ai nipoti davanti al camino. Oggi se fai musica e non sei sui social, sei semplicemente invisibile! Se sei un gruppo emergente e non hai almeno: - una tua pagina internet - una pagina Instagram - una pagina Facebook per il mondo non esisti! Perchè il piano della comunicazione si è spostato dal reale al virutale. Per te possono non contare un cazzo ed essere impalpabili, ma per milioni di persone là fuori sono roba concreta, concretissima, su cui passano il tempo da mattina a sera, con cui si confrontano e dialogano continuamente. Io se avessi una band con unione di intenti e obiettivi, con un progetto a lungo termine chiaro e preciso, la prima cosa che farei, a parte andare a parlare a quattr'occhi coi gestori dei locali per ottenere delle date, è crearmi una mia identità online. Crearmi uno status grazie alla rete. Per avere un pubblico durante i primi live che vada oltre gli amici, mamma e papà. E per far vedere a chi mi ospiterà nel suo locale che non siamo 4 poveri disperati che non si fila nessuno, ma che siamo apprezzati e abbiamo un certo seguito. Non è nemmeno una questione generazionale, perchè ormai pure i 50enni (e le 50enni!) hanno Facebook e usano Instagram. Tu non hai idea della mole di musicisti e aspiranti tali che mobilitano certi gruppi Facebook. Prova a farti un giro su Digital Amp, Kemper Amp Italia, GAM - Guitar Amp Modelers, oppure sulla pagina Facebook di Marco Fanton. Ti si aprirà un mondo nuovo, che col forum e le sue dinamiche comodini-vintage-Messia-fuzz-Bareknuckle-Bitch-Fetto-valvole-Twin, non c'entra niente. E' un fiorire continuo di richieste, commenti, like, quesiti, condivisione video, sample audio, sondaggi. Questo mondo c'è e non ci si può fare nulla. Puoi anche ignorarlo e lasciarlo fuori dalla tua porta, ma se tu gli fai spallucce lui mica cesserà di esistere. Detto da uno che i social li odia ed è cresciuto nell'epoca di Beverly Hills e X-Files.
  14. PinkFlesh

    Di Marzio Vs S.Duncan

    Reperibilità, rivendibilità futura, gusto personale, prezzo. I più pignoli scelgono anche in baso al legno della chitarra. Io l'anno scorso cercavo un PAF o almeno qualcosa che si avvicinasse al PAF, per ridare carattere a una chitarra un po' moscia. Ho sondato sia in casa di Di Marzio che Seymour Duncan, fino ad arrivare a Gibson con i suoi '57 Classic. Ho sentito vari pareri, recensioni, demo. L'idea che mi sono fatto, complessivamente, è che DiMarzio è fortissima sui pickup moderni, quelli molto spinti tipo Liquifire, Crunch Lab, Air Norton (Petrucci, Steve Vai e dintorni), mentre per il rock classico anni '70-'80-'90 non ho sentito suoni da far gridare al miracolo, e quindi è meglio affidarsi a Seymour Duncan. Infatti alla fine mi sono portato a casa un set di Antiquity.
  15. PinkFlesh

    Chorus vs chAuros

    Scherzavo. Il Custom Muff per quel che costa è un signor muff e me lo tengo. Quando vincerò la lotteria (e un paio di mani migliori) penserò ad un P1, ma fino ad allora rimango con quello che ho 😀 PS: io sono più estimatore di te, visto che ne ho 3...
×