Jump to content

ago

Members
  • Content count

    1,547
  • Joined

  • Last visited

  • Days Won

    17

ago last won the day on June 10

ago had the most liked content!

Community Reputation

855 Excellent

7 Followers

About ago

  • Rank
    don't panic
  • Birthday 02/06/1969

Profile Information

  • Gender
    Male
  • Location
    Torino

Recent Profile Visitors

7,438 profile views
  1. ago

    AKG D320B

    questo è il classico dei classici https://www.shure.com/en-US/products/microphones/sm58 credo nuovo intorno ai 100 euro? ma usati si trovano abbastanza. Altrimenti un microfono a condensatore (quelli che usano la phantom) ma i prezzi salgono un po' (andiamo sui 180 euro credo ma forse ce ne sono anche a meno, bisogna però conoscerli o aspettare il consiglio di qualcuno che li abbia provati). Io ho un vecchio Behringer pro e un Cad (veramente poco costosi) e mi bastano per le mie minchiatine.
  2. ago

    AKG D320B

    è un microfono dinamico, non un condensatore. Non usare la phantom! sicuramente avrà una protezione interna ma rischi di danneggiarlo. Se noti nelle specifiche del microfono non fa cenno ai 48 volt.
  3. ago

    Liutaio in Piemonte

    Il tasto dolente sono proprio i regoli, il primo che ho preso era ed è perfetto, controllato con il calibro. Gli altri due invece erano stampati alla Ferretti, a cazzo di cane, e ho dovuto aggiustarli non senza masticare amaro. Però li trovo utili, almeno all’inizio perché inizi a dare un numero alle tue sensazioni sulle corde e impari a regolarti. Gli spessimetri invece sono sempre precisi, non ho avuto problemi.
  4. ago

    Liutaio in Piemonte

    Scusami in anticipo se ti dico delle banalità, non so quanto te la cavi da solo e quindi magari risulto pedante, non me ne volere! Ti dico come faccio ii setup alla mia Sg: parto dalla curvatura del manico, sulla mia Sg, che ha il manico che riempie bene la mano, lascio un po’ più di curvatura, anche .020 di pollice. Ho diversi spessimetri e sono utili alla bisogna, li prendi su amazon con qualche euro (sono quelli usati per regolare le valvole, quelle fisiche, non termoioniche). Metto un capotasto al primo tasto, premo sull’ultimo e misuro al 10. Poi decido la action. Qui è difficile se non hai le idee chiare, io per anni sono andato su e giù, ora sto sul millimetro e 6 - 7 sui bassi e un po’ meno sugli acuti. Se ti piace rasoterra e senti troppi buzz ci va una ricoronatura dei tasti, altrimenti un po’ alla volta alzi fino a quando ti trovi bene, un giro alla volta. Con calma. Ci metti anche qualche giorno, vedi come ti sembra. Le ottave vanno fatte alla fine, action e curvatura del manico le possono modificare. Al 90% se non riesci a intonare una corda è colpa della muta farlocca. Tutti questi passi vanno fatti un po’ alla volta, con pazienza, segnando le cose che fai per tenere traccia e capire dove modificare. Differenti gradi di umidità ti cambiano il setup, molto umido tastiera che tende a raddrizzarsi, con il secco tende ad aumentare la curvatura. Te ne accorgi perché quando accordi e l’umidità è molta, come in questi giorni, ritrovi la chitarra crescente e le corde potrebbero frustare un po’ perché diminuendo la curvatura del manico, questo potrebbe impedire alla corda di avere lo spazio per vibrare bene. Quindi ti conviene fare tutto il lavoro quando non piove. Per semplicità puoi prendere quei regoli con tutte le scale per settare la chitarra che rendono il lavoro molto più semplice. Non è che il liutaio, per un setup, faccia cose diverse, soprattutto con i ponti gibson, che non hanno le sellette singole. Ah, dimenticavo. Quando fai il setup, controlla che i P90 siano ad una certa distanza dalle corde. Se fossero troppo vicini introducono degli errori non da poco, soprattutto sulle ottave.
  5. ago

    Liutaio in Piemonte

    Non odiarla, dicci tutto che ti aiutiamo, povera!
  6. ago

    Liutaio in Piemonte

    I due da cui vado io sono: Boxguitar, praticamente alla periferia Nord. Onesti, competenti, ottimi, sanno il fatto loro. Redivivus e cioè Mari. In centro praticamente. Carissimo ma è il top, mi ha rimesso in sesto la mia SG special ben due volte (paletta rotta, la seconda volta si è rotta non dove l'aveva riparata lui.) Se no chiedi a Evol!!
  7. ago

    Liutaio in Piemonte

    In quella zona purtroppo non conosco nessuno ma se ti venisse di provare Torino qualcuno conosco.
  8. Vorrei provare a farvi vedere la questione da un'altra prospettiva. Fino a non più di una quarantina di anni fa dei simpatici sgherri con un cappuccio bianco in testa prendevano gli afroamericani e li linciavano. Immaginate di essere voi, in quegli anni, vittima di un linciaggio, o fratelli, sorelle, padri madri, amici di una persona che perde la vita così. Immaginate che questo sia capitato a vostro nonno, a vostro zio. Dal trauma della persecuzione etnica e della riduzione in schiavitù di intere generazioni di persone non se ne esce dicendo: sono ipocriti, è umore nero, simpatiche canaglie. Per gli americani il periodo della segregazione razziale, della schiavitù, dello sterminio dei nativi è una macchia, una colpa che va affrontata, non è solo perbenismo, sarebbe troppo facile liquidarlo così. Fare i conti con la storia ha un costo, in una società così diseguale come quella americana ha un costo persino più alto. E poi anche negli Usa la responsabilità penale è personale, i responsabili dei saccheggi non sono certo i manifestanti in toto, farli apparire tutti uguali significa solo far finta che i linciaggi, le catene ai piedi, le scuole separate, i posti sugli autobus, non siamo stati nulla di veramente serio. Per quel che riguarda poi il licenziamento qui da noi le regole non sono tanto diverse. A Torino qualche anno fa una maestra ha perso il posto perché ha ricordato ai tutori dell'ordine durante una manifestazione contro i cuginetti dei simpatici incappucciati: memento mori! Licenziata in tronco.
  9. ago

    Pedalboard: uscitele!

    Eh, sì! Effettivamente è bruttissimo ma, come penso anche per te, conta l'esserci affezionati. Nella #1 ho messo quello nuovo (tanto bello quanto brutto questo).
  10. ago

    Pedalboard: uscitele!

    Dopo che la sfilata delle Pedaliere Serie si sta per concludere arrivano i casinari (io) con le prolet-board, come le chiamò Carletto nel famoso manifesto! La #1 è in studio e, causa pandemia, non è disponibile alla foto. La #2 e la tre, con qualche orpello, sono invece a casa. Eccole: e la "cameretta" nella confusione sotto il cielo: per inserire da flickr apri la foto, fai click su condividi, copi il link direttamente nel post, e il gioco è fatto.
  11. ago

    Pedalboard: uscitele!

    usa https://www.flickr.com/ ti fai l'account e vai sereno!
  12. Tra l’altro, @Auro, quel dd-7 lo conosci molto bene!
  13. ago

    Quanti od avete in pedaliera?

    è vero che smontare e montare gli effetti dalla board è una spina nel culo, per questo nelle mie ho messo un send/return tra gli overdrive e la sezione delay, rev ecc. così ci piazzo in mezzo quel che voglio e vedo come suona. l'uscita è bufferizzata (con buffer escludibile) e trovo il tutto molto comodo (e facile da realizzare).
  14. ago

    Quanti od avete in pedaliera?

    troppi: nella board n. 1: Klon (diy), Stinkbug, Morning glory (diy), Crazy Horse (diy), Honey bee (diy). nella board n. 2: Alberta, Emerald Green (diy), Pettyjohn Fuze, Jan ray (diy); (nel loop Klone modificato, Pharaoh, Pink purle fuzz, tutti diy). nella n. 3: Box of rock (diy), The Bomb (diy). Inutile averne tanti, ma divertente e stimolante quando si cazzeggia.
  15. figurati, mi sono distratto un po' dalla Dad e dalle videocall a ripetizione!
×