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Showing content with the highest reputation since 05/17/2024 in all areas

  1. 7 points
    Ao ma se 6 pagine di thread per una strato, pe comprà casa che cazzo succedeva?
  2. 6 points
    Test con Quad Cortex,Caparison Horus e canzone poco politically correct. 🙂
  3. 2 points
    Quindi il delay lo comprerai in ritardo sul resto
  4. 2 points
    a me i texas piacciono e pur cercando di essere molto snob io li metto su volentieri però un set ti costa al massimo 150€ forse poco più, li compri, li monti e se non ti piacciono li rivendi. se compri i pickups sulla base di quello che diciamo noi o in altri forum ti conviene mettere tutto in troie che ci guadagni in salute e spero ti possa divertire di +
  5. 2 points
    Come dici giustamente gioca tanto l'abbinamento con la chitarra e il resto... Non ho mai avuto pickup esoterici super profumati, però ho verificato col tempo che tendo a preferire modelli più scarichi. Mi rendo anche conto che parlare di suoni ha sempre il suo limite, e infatti ogni tanto accarezzo l'idea di organizzare un mini raduno a Milano. Poi mi giro verso l'armadio e torno alla realtà di non-suonatore, ex-gasato e torno a guardare i videi sul tubo.
  6. 2 points
  7. 2 points
    Ahaha mi sa anche a me, proverò con una tisana a base di Red Bull...che poi tutto torna, il toro un po' come il tono: non risiede nella testa, nelle dita, nel cuore...ma nelle mutande! E i Texas Special non fanno eccezione, pensati per quei comuni mortali con il sogno di emulare il tono di SRV senza averne le corde, le mani, il cuore...il suo toro insomma! Che sta appunto nelle mutande, e non in quel rigonfiamento di frequenze medie a base di pickuppi sovravvolti. (secondo me)
  8. 2 points
    @Bananas senza andare sul Custom Shop o sul vintage ti dico quello che negli anni mi è piaciuto e quello che mi ha fatto cagare a spruzzo: 69: sempre piaciuti sia su acero che palissandro American Standard: cagata a spruzzo Fat50: bello al manico, gli altri due meno TexMex: come dici tu ora fuori moda ma non erano malvagi Mai provati i 54 e nemmeno i 57/62. Nota di merito per quelli che montavano le messico classic nei primi anni '00 perché li trovavo molto validi (nella loro fascia di prezzo si intende)
  9. 2 points
    Sì però il tuo problema è che non puoi accattarti una Straterella normala, così come le tue Gibson non sono normale. Te ti serve robba culattosa pesante eh. Non puoi pretendere di avere una Les Polla limitatissima castomscioppissima burstissima e poi accattarti una Straterella proletaria da metterle di fianco, eh. Va da sè. Te ti serve o una vintage originale come hai fatto con la Telerella o una castomscioppa esoterica, allora sì magari ti si incrina la fede. Ma come tutti i fan boy lo fai apposta: provi la scamufferia per non incrinare l'autostima nel Pollame, eh...
  10. 2 points
    Son bravissimi e a me il primo disco piace molto … certo i testi son demenziali ma i pezzi son scritti molto bene. Li ho visti un annetto fa e mi son divertito Grazie 🙂 Il suono é il profilo della mia Origin modificata
  11. 2 points
    se proprio devi prendere una Pacifica, io ne ho 2..prendi la 812, ma non e'una strato eh !! ...ah ma forse tu intendi le nuove 612 vfm, ok ma ti ripeto, non ha il suono ne il feel di una strato, e' di concezione moderna, comoda da suonare, fatta anche molto bene, ma e'un altra chitarra!
  12. 2 points
    https://www.instagram.com/reel/C7BxmQwsVGn/?igsh=djF5NmVxcjRxdzVy Geniale!
  13. 1 point
    ma una chitarra di liuteria, e' difficile che stai dentro i 1000 euro eh...
  14. 1 point
    Anch'io anni fa apprezzai molto una Tex-mex, bella esuberante e cazzimmosa. Mi pare che la signature di Jimmy Vaughan montasse proprio quei pickup. Invece non ho mai sopportato quelli ispirati al suo fratellino prodigio, i Texas Special, che secondo me non c'entrano molto con Stevie Ray...troppo gonfi per i miei gusti.
  15. 1 point
    Sempre in casa fender, i cs handwound tomatillo non sono male 👀
  16. 1 point
    Ormai arrivato tra la disperazione e la rassegnazione mi sono guardato un po' di review sulla prs se silver Sky. Tutte dicono che non si tratta di una strato.
  17. 1 point
    Non ho trovato male neanche il set Yosemite anche se tanti li snobbano
  18. 1 point
    Con una belva del genere non si può non correre Top sound
  19. 1 point
  20. 1 point
    Ma la carissima Elodie si è fatta pompare le pere?
  21. 1 point
    Beh, 300 euro per una Classic Vibe usata non so chi te li dà, ma se ti accontenti di uno scambio alla pari con una Ibanez Prestige allora forse qualcosa possiamo fare @ninetta82
  22. 1 point
    News in casa BT THE DAY HAS COME Dalla collaborazione tra Mezzabarba Custom Amplification e Boutique tones, nasce “Mezzabarba Digital Boutique”, una piattaforma che porterà su dominio digitale gli strumenti che hanno contribuito a rendere lo storico brand italiano uno dei marchi boutique di riferimento più apprezzati al mondo. Si parte con l’amplificatore considerato la flagship di casa Mezzabarba, la MZero overdrive, che dopo accurate e lunghe sessioni in studio è stata profilata per ToneX, Kemper, Quad Cortex e Nam, utilizzando gear, outboard, settings e preferenze di Pierangelo stesso. Disponibili profili nelle versioni direct (solo head) e full stack (head e cab), oltre a 4 custom IRs relative alla specifica sessione. Mezzabarba Digital Boutique introduce anche il completo catalogo di IRs Mezzabarba. Boutique Tones, la neonata startup specializzata nel profiling di amplificatori, cabinet e nella realizzazione di preset packs dedicati alle esigenze più disparate, si è rivelato il partner ideale per l’assoluta accuratezza e professionalità messa in campo nella realizzazione delle aspettative di Pierangelo Mezzabarba. Rimanete sintonizzati, perchè questo è solo l’inizio
  23. 1 point
    È un pedale interessantissimo. Come vibrato credo sia il migliore mai provato, come chorus senz’altro fra i primi 5….ma il vero punto di forza del pedale secondo me è la possibilità di passare gradualmente da uno all’altro fermandosi negli sweet spots intermedi.
  24. 1 point
    Era da tanto che non aprivo un Topic qui su RC e non posso non condividere con voi quanto successo ieri pomeriggio. Ieri ero con i miei prodotti in esposizione al Soave Guitar Festival ed il carissimo Mattia Tedesco, amico di lunga data e musicista sopraffino, mi porta nello spazio espositivo di Balossino con il quale collabora e mi fa provare un pò di stratocaster nate tra gli anni '60 e '70, tutte in buono/ottimo stato e decisamente ben suonanti, alcune veri affari perchè parecchio deprezzate a causa di interventi visibili su mascherine, ponti, tasti e altre cose. Si sa che il valore di questo tipo di strumenti non segue la bontà sonora ma si mantiene a livelli alti solo se completamente originali. Non avevo coraggio di chiedere sinceramente ma, durante la prova delle strato, vedevo in bella mostra una Les Paul 1959 completamente originale con un relic naturale pazzesco, chiedo informazioni a Mattia e me la fa provare. 😲 Boh, in vita mia non ho mai provato una Les Paul che mi piacesse fino in fondo, anche diverse tra Tom Doyle e Murphy Aged ma niente, c'è sempre qualcosa di troppo poco malleabile, non so spiegare bene ma non riesco mai a farle suonare come voglio, probabilmente non è la MIA chitarra..ma forse non ne avevo provata una vera. Questa '59 ha una headroom pazzesca, quando suoni piano il pick up al ponte sembra un single coil, quando pesti forte ritorna humbuker, ha una dinamica paurosa e una tavolozza di suoni molto ampia, non c'entra niente con nessuna delle Les Paul che abbia provato in vita mia, mi ha restituito una sensazione totalmente positiva senza storture o lati negativi, è la prima Les Paul di quegli anni che ho il piacere di provare non so se siano tutte cosi, magari @guitarGlory mi sa rispondere, sicuramente non mi aspettavo una risposta tonale cosi diversa rispetto a tutto quello che viene prodotto ai nostri giorni! Per la cronaca, il precedente possessore di questo gioiello aveva precedentemente montato un Bigsby sotto al quale la vernice non si è scolorita come sul resto della chitarra quindi, ora che il Bigsby non c'è più, è rimasta una leggera macchia sfumata di colore più acceso che la rende secondo me ancora più sexi. Eccola. Screenshot 2024-04-29 at 17-03-41 Burnfx (@burnfxpedals) • Foto e video di Instagram by Davide Borra, su Flickr
  25. 1 point
    Eccomi, scusate la latitanza... avevo letto stamane, ma sono giorni intensi e sempre con poco tempo. Per rispondere a @Dado: non ho ancora avuto la fortuna di provare quella burst specifica (forse a Padova a metà maggio, vediamo), ma in generale ho provato quasi una decina di burst, più alcune svariate decine di Gibson anni '50 e primi '60. Quello che posso dire è che non tutte le burst - e, più in generale, non tutte le chitarre vintage - sono uguali per la mia esperienza. Legni delle stesse essenze, ma comunque diversi, manici con profili e spessori diversi... queste variabili incidono sul peso, sulla risonanza ecc. Se poi aggiungiamo anche che non tutti i PAF sono identici, o i pots più o meno driftati ecc, si può capire facilmente anche a logica come ci possa essere variabilità. Ci sono però dei caratteri comuni, che personalmente ho riscontrato nella gran parte delle Gibson anni '50, sia da spente che da accese: l'attacco è aperto, snappy, ma mai fastidioso come in alcune LP moderne; anche quelle molto bright hanno uno spessore delle note sui cantini che difficilmente si ritrova in strumenti moderni. E in generale hanno meno bassi delle custom shop moderne: hanno punch sulle medio-basse, più che dei veri e propri bassi, che sono meno profondi come frequenze per capirci. I PAF di base, sia che si becchi un set più vicino ai 7k che quelli con valori più alti da 8,5-9k in A5, sono comunque pickup molto trasparenti, diventano quasi dei singoli molto fighi quando suoni piano o abbassi il volume. Non coprono il suono dello strumento, non lo stravolgono, e hanno quasi sempre questo attacco brillante e veloce anche sulle corde basse, con una dinamica che difficilmente ho sentito anche nelle migliori (e costose) repliche PAF moderne... sono d'accordo con @Giorgio V. che ogni produttore moderno riesce a replicare più o meno bene UN aspetto dei PAF, ma finora nessuno è riuscito a metterli tutti insieme: i PAF veri hanno sempre uno scampanellio tipico, una grandissima dinamica e tanta definizione, ma c'è anche una sorta di amalgama, un piacevole accavallarsi di armoniche che rende questa definizione sempre dolce, musicale, amalgamata in modo perfetto. Giusto per fare un esempio, spesso gli amici che provano le mie due Gold si stupiscono di quanto la '52 coi P90 possa suonare simile all'altra Gold coi PAF... ecco, lì vedi proprio il carattere comune: nonostante pickup diversi, elettroniche diverse (da un lato pots IRC e caps Grey Tiger, dall'altro Centralab e Bumblebees, oltretutto coi pots di valori abbastanza diversi tra le due), ponte diverso, senti che la matrice è proprio la stessa. Un altro esempio... nei giorni scorsi avevo a casa cinque ES-335, '66-67-68-68, più una moderna Murphy con upgrade di elettronica e picappi fighi. Le 4 vintage sono diverse tra loro, pesi sensibilmente differenti, manici MOLTO differenti, una (la mia '66) ha anche un early pat. nickel al bridge, che è diverso dai T-Top delle altre. Ma sentendole suonare a giro da diversi amici, con suoni, mani e stili completamente diversi, potevi riconoscere la moderna (comunque bellissima) dalle altre 4 facilmente e pure stando nella stanza a fianco... anzi in questo caso la differenza secondo me è anche più marcata che con le Les Paul. Comuque per me il bello di questi strumenti non sta tanto nel suono in sé, o nel fascino del vintage in quanto "antico", vissuto ecc... io mi sono letteralmente innamorato di come ti fanno suonare, del feeling: il loro essere così dinamiche, aperte, anche stronze in certi casi, permette di trovare facilmente sfumature che con strumenti moderni sono pressoché impossibili. Ed è un po' il motivo per cui ormai quasi tutte le chitarre che ho sono vintage: piano piano, in alcuni anni, ho convertito tutto l'arsenale... e svuotato permanentemente il conto
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