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Showing most liked content since 07/12/2017 in all areas

  1. 9 points
    Collings 290 DCs, l'ispirazione mi sembra chiara... Un particolare della finitura:
  2. 5 points
    Come forse alcuni di voi sapranno qualche settimana fa mi sono liberato del Kemper: non sto a dilungarmi sul perché e sul per come, ho già espresso più volte la mia opinione a riguardo. Il punto della questione è che, non avendo più il tostapane, mi sono ritrovato sprovvisto di “aggeggi” che mi permettessero di suonare in santa pace a tarda sera o anche in piena notte, cose che, dati gli orari un po’ strambi del mio lavoro, spesso mi trovo a fare. Inizialmente avevo pensato di rimediare riprendendo il Rivera Rockcrusher Recording, apparecchio con cui mi sono trovato bene in passato e che mi ha dato parecchie soddisfazioni…poi però ci ho riflettuto con maggiore attenzione…ho capito che in fondo l’attenuatore non mi serve davvero (motivo per cui in passato ne ho comprati e poi venduti parecchi), quello che mi serve è una load box coi contro cazzi da usare con le mie amate testate. La scelta ovvia sarebbe stata il Suhr Reactive Load, apparecchio conosciutissimo per questo scopo, ma prima di procedere mi sono chiesto se nel frattempo non fosse arrivato sul mercato qualcosa di più performante dal punto di vista delle funzionalità, anche perché non nascondo che ho sempre trovato il Suhr decisamente troppo caro per quello che realmente offre. Così ho iniziato a guardarmi intorno e dopo un po’ di ricerche mi sono imbattuto in un nuovo prodotto di Steve Fryette, presentato al NAMM dello scorso anno e chiamato Power Load. Per chi non lo sapesse (vabè, qui su RC penso che lo sappiano tutti) Fryette è stato per diversi anni la mente dietro al noto marchio VHT e ora produce ampli ed apparecchiature varie direttamente a suo nome, fra cui la notissima Power Station. Di che si tratta? In buona sostanza il Power Load (d’ora innanzi PL) svolge 3 funzioni fondamentali per l’home recording e la pratica casalinga in orari improbabili: 1) è una load box di tipo reattivo (quindi, come ormai saprete, offre all’ampli un carico fittizio variabile e strettamente dipendente dal livello del segnale in entrata…un po’ come se fosse una vera cassa); 2) è una emulatore di cassa analogico dotato di diversi controlli per simulare al meglio il “filtraggio” di un vero cabinet per chitarra; 3) è un’interfaccia in grado di funzionare indipendentemente dal computer e dalla scheda audio. Vediamo più nel dettaglio le varie caratteristiche e le possibili applicazioni pratiche. LOAD BOX Come dicevo il PL fa “vedere” all’ampli un carico fittizio reattivo, in modo che il feel dell’ampli resti pressocchè invariato (o quantomeno molto molto simile) rispetto a quando ci colleghiamo ad una cassa fisica. Ovviamente è presente l’interfaccia cab-through per utilizzare l’apparecchio fra testata e cassa. La potenza massima sopportata arriva a 200 watt a 4 e 16 ohm e 150 watt a 8 ohm (chiaramente l’impedenza è selezionabile tramite apposito selettore), più che sufficiente per usare il 99,9% degli ampli in commercio a cannone senza avere nulla da temere per i trasformatori. Diversamente dal Suhr, che si limita a questo (anzi, ad essere precisi il manuale parla di “soli” 100 watt di tenuta massima), il PL permette anche, tramite 2 switch a 3 posizioni posti sul pannello frontale, di scolpire la risposta delle alte e delle basse frequenze a proprio piacimento in relazione al volume che si ritiene ottimale per il proprio amplificatore. Nella pratica vi assicuro che questa funzione si rivela non proprio secondaria: tutti abbiamo ben presente come possa cambiare il tipo di risposta di un ampli a diversi livelli di volume. Nel pannello posteriore troviamo la direct out 1, con uscita bilanciata e sbilanciata, relativa appunto all’utilizzo del PL come load box pura: da qui il segnale diretto (full range, passivo…tipo quello di un mic dinamico) viene inviato alla scheda audio e, tramite i vari plug-in e software in commercio, può essere processato con i ben noti impulsi di cassa (IR). Questo è il tipo di utilizzo più frequente, in quanto gli IR di ultima generazione offrono un livello di realismo davvero notevole e una macchina come questa riesce a sfruttarli al meglio. A questo proposito mi preme dire che, diversamente da quanto pensavo, i carichi fittizi non sono tutti uguali, anche se reattivi: il Rivera eccelle come attenuatore ed ha un cab sim di alto livello, ma come load box non regge il confronto col PL, che si rivela nettamente superiore. Nota di servizio di sicuro interesse: tutta questa “parte” dell’apparecchio è assolutamente passiva e non necessità di alimentazione. CAB SIM Se invece non abbiamo problemi ad alimentare il PL con l’alimentatore in dotazione si attiva tutta la parte relativa all’emulatore di cassa analogico: qui devo dire che nonostante i controlli a disposizione siano relativamente pochi il risultato è assolutamente di alto livello, forse addirittura superiore a quello ottenibile con il Rivera. Nello specifico i controlli sono: Lo Mid, Hi Mid ed Emphasis, più un switch per invertire la fase ed un altro, denominato Air/Bite, che serve a simulare la posizione del microfono virtuale (centrato oppure off-axis). Vabè, la funzione dei primi 2 non sto manco a spiegarvela, l’Emphasis invece è una specie di presence, impatta parecchio le alte e altissime frequenze. In buona sostanza Fryette ha compattato in 3 pot il complesso sistema EQ a 11 bande del Rivera: non si può pretendere che sia altrettanto versatile, ma è sicuramente più semplice ed efficace, anche perché proprio il suono flat di base (coi pot a ore 12) è a mio avviso ancora più credibile di quello del Rivera, che già era di ottimo livello. A questo punto è doverosa una parentesi. Reale efficacia, utilità e necessità del cab sim analogico? Qui ci sono varie scuole di pensiero. Personalmente ritengo che un buon emulatore di cassa abbia ancora qualcosa da dire, anche nell’epoca del digitale. Certo, il realismo è inferiore, ma ci sono dei vantaggi da non sottovalutare, primo fra tutti la totale assenza di quelle alte digitali finte e fastidiose di cui la quasi totalità degli IR purtroppo ancora soffre. In secondo luogo la semplicità di utilizzo, non paragonabile rispetto alla giungla di parametri e riprese disponibili quando ci addentriamo nel complesso mondo degli impulsi. Inoltre credo di essere l’unico sostenitore al mondo dell’utilità delle 2 tecniche combinate insieme: avete mai provato a mixare il suono di un buon IR con quello di un buon cab sim analogico? Se non l’avete mai fatto provate, potreste rimanere sorpresi. Ritornando a noi, sul pannello posteriore abbiamo la direct out 2, questa volta attiva, anch’essa dotata di uscita bilanciata o sbilanciata. Uno switch sul pannello frontale permette di attivare o disattivare il cab sim (che funziona solo su questa uscita), in modo da avere, se lo vogliamo, 2 segnali diretti (uno attivo e uno passivo) da processare a nostro piacimento. INTERFACCIA Il controllo Level regola sia il livello di uscita del direct out 2 che il livello dell’uscita cuffie…e qui si apre una vero e proprio terzo capitolo relativo alle funzioni “accessorie” del PL, funzioni che per me sono non meno interessanti delle prime 2. Innanzitutto, come dicevo, questo apparecchio è dotato di uscita cuffie (ovviamente in cuffia sentiremo il suono processato dal cab sim), cosa che lo rende di fatto libero dalla schiavitù del PC o della scheda audio esterna. Non bastasse questo (e vi assicuro che è già tanta roba per apparecchi di questo tipo), l’interfaccia è dotata anche di un loop effetti stereo, in modo da poter inserire qui gli effetti di ambiente per gustarseli in stereofonia. Ovviamente quello che viene inserito nel loop non arriva alle uscite d.i., quindi se il nostro intento è registrare con i nostri effetti, questi ultimi andranno usati in modo tradizionale (in front o nel loop effetti dell’ampli, o eventualmente post mixer). Dulcis in fundo, è presente anche un ingresso 3.5 mm per collegare apparecchiature elettroniche di varia natura (cellulari, tablet, lettori cd o mp3) in modo da poter jammare su basi o pezzi veri e propri. A completamente di questo già ampio quadro, abbiamo anche un ingresso per preamp o pedali esterni, casomai volessimo collegare un preamp o direttamente la nostra pedaliera al PL, sfruttandone il cab sim interno. Il livello di ingresso è selezionabile tramite switch sul pannello posteriore (normale o -10db); se all’ingresso non viene collegato nulla, lo switch funziona da pad generale dell’apparecchio, funzione molto utile se colleghiamo amplificatori potenti e magari sprovvisti di master volume. Degno di nota infine lo switch per il ground/lift, che separa fisicamente il circuito interno del PL dallo chassis, in modo da ridurre al minimo interferenze e rumori indesiderati. DIFETTI C'è poco da rimproverare a questa macchina. Volendo fare i pignoli mi vengono in mente 3 cose: 1) la qualità audio dell'uscita cuffie non è paragonabile a quella di un buon pre, motivo per cui il cab sim renderà decisamente meglio se collegate il PL ad una buona scheda audio o ad un preamp esterno; 2) uno straccio di led per l'alimentazione ce l'avrei messo; 3) il controllo di Level avrebbe potuto essere tarato meglio. CONCLUSIONI La faccio breve…secondo me il PL non ha realmente contendenti sul mercato, al momento è una macchina pressoché unica. Per quanto riguarda la qualità sonora la cosa è altamente soggettiva, di sicuro questo apparecchio si colloca in cima alla lista sia per quanto riguarda l’uso degli IR che per quanto riguarda l’emulazione di cassa analogica…quanto poi consideriate valide queste 2 “tecniche” sta a voi deciderlo: personalmente resto dell’idea che una ripresa multi-microfonica fatta a regola d’arte continui ad essere molto difficile da battere…purtroppo non viviamo in un mondo ideale e ahimè, i compromessi sono spesso inevitabili. Per quanto concerne le funzionalità, secondo me Fryette ha fatto un lavoro eccellente nel condensare in un'unica scatoletta dalle dimensioni molto modeste e dal peso estremamente contenuto tutto ciò che può realmente servire per utilizzare i nostri amati ampli valvolari a qualsiasi ora del giorno e della notte con risultati soddisfacenti. Il vero punto di forza credo sia proprio la multifunzionalità del PL e la quasi totale indipendenza da altre apparecchiature: sappiamo tutti come va…magari hai quei 20 minuti a disposizione per sfogarti dopo avere messo i figli a letto la sera…ecco, lì perderne come minimo 5 per accendere il computer, collegare la scheda audio, aprire i vari plug-in ecc. diventa difficilmente tollerabile. Reali contendenti, come dicevo, secondo me non ne esistono: le varie macchine della Two Notes sono IR dipendenti, spesso anche computer dipendenti, il Suhr RL è veramente spartano all’osso, il Rivera pecca un po’ come load box e non ha l’uscita cuffie, il Mini Rockrec (sempre Rivera) non è reattivo…insomma, per me Fryette a ‘sto giro ha fatto decisamente centro.
  3. 5 points
    Io lo faccio persino sulla mi fava e quando la scongelo sento proprio che s'arroventa alla fregnenza giusta. Consigliatissimo
  4. 4 points
    Figa quante cose ho imparato da quando mi sono iscritto. Ma non a suonare: quello proprio non c’è verso e va bene così, fregomene. Io grattugio e mi diverto, stop. Dopo un lungo periodo di grande indecisione spulciando post e sbavando le board del Messia, di Obone, del Malvasia, dello Zio Raffi pre-Kemper e di tanti altri, figa i videi e gli spiegozzi di guitarGlory lo possino, insieme con la rude ma competente essenzialità maschiale della Toplopa, sono giunto alle seguenti conclusioni. Ditemi se ho imparato giusto o se resto il solito mezzo coglione. Perché mi devo accattare un pedalino simil Plexi, simil Blackface o simil Tweed? Vuoi il suono Blackface, ti accatti un piccolo Blackface. E così ho fatto. E infatti è proprio bello anche da solo, senza pedali. Chiaro, voglio anche Plexi e Tweed: quando potrò, mi accatterò anche quelli in versioni abbastanza culattone ma piccoline da pochi watti. Quel tanto che basta per godere davvero insomma. Dovesse servire - dubito - microfoni e via. Dopo la premessa veniamo alla board. Cosa grattugio? Blus e roc alla vecchia. Anche un po' psichedelica se occore. Cosa mi serve? Un booster, un overdrive, un distorsore, un fuzz, un vibe, un Leslie, un delay, un reverb, un looper per suonarci sopra. E quindi? Facile. Un Ts ci vuole. E per fare un Ts ci vuole un Ts, possibilmente vintage. Celo. Poi ci vuole un distorsore. Facilissimo: ratto col chip giusto e le resistenze de carbone. Celo. Beh il Fuzz Face germanico indispensabile: si usa poco ma quando si usa deve scoreggiare per bene, magari poi ti vien voglia di scoreggie colorate e allora lo butti dentro alternativamente negli altri pedali sporchi. Indispensabile anche un boost/od amp like leggermente colorato perché nessun pedale è trasparente. Celo. Secondo me un Klone ci vuole. Manca. Beh ci vuole per forza un delay o Echorec o Echoplex o magari entrambi. Manca. Infine ci vuole una rotolanza digitale indegnamente sostitutiva di quella vera che è troppo sbatti. Celo. Cosa cambierei? Probabilmente il Ts per accattare un altro Ts più moderno tipo Jan Ray o Amp 11 (e qui il Linedrive 2 mod di BurnFx potrebbe dire la sua) a cui affiancherei un Klone così avrei anche un bel buffer. Il resto mi funzica così. Il Ditto nel gnao celo. Vibe modesto ma anal vero celo. Aspetto di sentire il nuovo Echorec Gurus e poi mi riaccatto un delay. Vabbé il wha hendrixiano non lo contiamo, quello c’è di default. Se mi accatterò anche un Plexino e un Tweedino, dovrò magari anche accattare un reverb simil molla bellino, tipo MNK o BurnFx che poi magari potrebbe tornare utile anche in saletta qualora mi tornasse voglia. Ecco vedi? Questa boardina di suoni classici mi dovrebbe funzicare su qualsiasi amp (Blackface, Plexi o Tweed) in qualsiasi condizione per trovare i miei tre suonini che alla fine son sempre quelli. Deppiù, e già non mi sembra affatto poco, non mi serve. Ciao, vado.
  5. 3 points
    Ho fatto il videino col POG, lo linko anche se è una prova fatta tanto per... A me piace tanto, non lo spegnerei mai. Il sogno sarebbe il Pog quello vecchio, ma costa un botto...
  6. 3 points
    Piccole variazioni per colpa di due stronzoni al raduno. Non entra il Gravitas
  7. 3 points
  8. 3 points
    Finalmente in arrivo!
  9. 3 points
    Fuori produzione. Rd 126 fe2 Amplificata devo ancora provarla; in acustico me ne sono già innamorato :) Un ringraziamento speciale a Juanka mio che ha spinto forte
  10. 2 points
    L'unico problema Raffì è che me ne serve un altro di Chase bliss, così riempio lo scaffaletto che ho quello spazio vuoto preciso che quando ci butto l'occhio m'indispettisce.
  11. 2 points
    fichissima, unico neo il precedente proprietario ma vabbè, sei abituato a queste pecche invidiamus
  12. 2 points
    Certo che mettere le foto della chitarra nuova per distogliere l'attenzione dall'obbrobrio di pedaliera è proprio l'ultima spiaggia del faciolaro...
  13. 2 points
    Arrivata! Prossimi giorni foto e impressioni. Le prime sensazioni sono, tuttavia, oltre il positivo. Non credo combinerò un cazzo a lavoro oggi.
  14. 2 points
    Aggiungiamo qualche foto che magari si rinvigorisce la turgidezza natalizia Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  15. 2 points
    Tutta l'arroganza si esplicita già dal titolo del topic di questo video come al solito inutile e spocchioso ... Ci sei cashcato?? Bello e bravo Bello e bravo
  16. 2 points
    Fai una board a mo’ di letti a castello
  17. 2 points
    Sì, ma non durerà molto. Non può lasciare fuori il terzo chaseblisss
  18. 2 points
    In questi giorni ho provato sia l'Od11 che l'Amp11 (versione nera in esclusiva da Primaxe). Di base il suono è pressoché identico, anche se l'Amp mi sembra più scavato sulle medie e più compresso... su chitarra la differenza è quasi impercettibile ma su baritona e basso si sente. Sfumature a parte, gran pedale! Volume a volontà, un controllo di tono molto ampio, con il controllo di basse utilissimo. Molto versatile anche sul gain, passando da un dirty booster a un od bello spinto. Si sente sempre molta corda e molta dinamica, e lavora benissimo anche in cascata con altri pedali. Il canale di boost dell'Amp11 è ciò che meno mi ha convinto: da solo ha suono molto esile, un treble booster malriuscito che taglia sia volume che tono del suono d'ingresso. Fortunamente se unito all'od, rende molto bene, schiarendo e aumentando di gain fino a territori da distorsione.
  19. 2 points
  20. 2 points
    Zio chettelodicoaffare, ma mica tutti ci capischeno annòi... Ti lovvo.
  21. 2 points
    Sei metri di hendrix sono il minimo indispensabile.
  22. 2 points
    Sbraca in modo godurioso
  23. 2 points
    aggiornato la lista al primo post e aggiungo pedaliera versione "light"...speriamo di riuscire a cablare questo week end...master permettendo
  24. 2 points
  25. 2 points
    L'unica cosa davvero utile che ho appreso su RC è che il culo é la nuova fica.
  26. 2 points
    E’ che volevo un pedale per il blues. Non riuscendo a scegliere tra ts e bb, e non potendo spendere, ‘so finito nella rete dei china
  27. 1 point
    Ma se Sturaro vedesse il banner di @Ric potrebbe convincersi che la verità è sulla bocca dei bambini?
  28. 1 point
    Codesta Collings saprà ancora di Luan allora... Comunque troppo perfetta, ti durerà meno di un gatto in autostrada
  29. 1 point
  30. 1 point
    Ma si, ho scritto questo Topic, solo per far vedere (purtroppo) a che punto si é arrivati!
  31. 1 point
  32. 1 point
    A naso mi pare una cosa inutile. Quoto Glory sul fatto che congelare qualcosa che contiene acqua come il legno non è che sia proprio il massimo. Già le fibre di legno sono martoriate dalle camere di essiccazione artificiali, farle anche congelare che senso avrebbe? Qualcuno potrebbe replicare con la questione degli alberi e dellle vene corte per il tanto freddo... ma si parla di altre temperature, di piante in vita e solo per alcune varietà (dove cresce il mogano non fa freddo). Riguardo hardware ed elettronica lascio il beneficio del dubbio perché spesso ho sentito parlare di trattamento criogenico per le valvole e forse potrebbe avere un senso (forse). Ad ogni modo mi pare l'ennesia pippa mentale.
  33. 1 point
    Vuoi non cambiare un po di roba prima della fine dell'anno???
  34. 1 point
    Mi ha detto che é 3 chili e mezzo. A sensazione direi che siamo nel range delle chitarre leggere non é sicuramente un mattone ma nemmeno inconsistente.
  35. 1 point
    Dicono tutti che il vecchio POG sia meglio, ma è così per tutti i pedali. Boh. Non son mai riuscito a provare, anche se son proprio curioso :D
  36. 1 point
    Secondo me ci mostra solo la versione profumata. Poi mette il pedale sull’alimentatore per andare alle prove.
  37. 1 point
    Usava questa musica quando ero giovine , in Superficie 213 ..1987 Mà molti della mia zona sanno una sega ! ci sono andati dopo al Kama Kama !
  38. 1 point
    Che belli che erano i cataloghi frontline. Però erano gli anni ‘90 e io sbavavo su quello ibanez.
  39. 1 point
    diciamo che se suona in quello stile non mi interessa di sicuro..
  40. 1 point
    Ah figa, mi ero dimenticato di dire che sarà una venticinquina d'anni, con in mezzo lunghissimi periodi di astinenza, che strimpello la chitarrà un po' così a cazzo, senza arte né parte né meta. Il modo meglio forse, punti di vista. Pure se come livello suonereccio sono rimasto fermo a circa 6 mesi dopo aver imbracciato lo strumento per la prima volta, cioè quando ho scoperto la penta con i suoi bei sfrisi intrecciati. Per cui insomma è un po' che me la meno in giro. Ho vissuto i transistor poi di nuovo le valvlole, poi il digitale, poi di nuovo le valvole. Ho visto anche il primo periodo in pompa magna del càstom sciòp Fender: andavo a cazzeggiare nei negozi solo per accattarmi a gratis il patinatissimo giornaletto Frontline, figa peggio dei pornazzi lo sbavavo. Ho anche posseduto il primo fagiolone rosso e un sacco di altra robaccia inutile. Finchè non sono approdato su Radiochitarra, dove mi sono reso conto che di base non avevo ancora capito un cazzo nonostante la lunga militanza distratta, centrata soprattutto sull'acquisizione del grattugiamento ignorante più che sul gear. Ed è proprio questo il bello: abbandonare credenze strampalate incrostate nella capoccia, ripartire quasi da zero, scrostare la capoccia appunto: una delle cose meglio della vita. Quindi volevo dire a chi si sbatte per tenere in piedi la baracca che il suo sbatti ha un senso.
  41. 1 point
    Tanti tanti tanti complimenti, stanzetta dei giochi di gran classe!
  42. 1 point
  43. 1 point
  44. 1 point
    TimeLine, lo tengo senza sosta in board da 3 anni e non ho più preso in considerazione l’acquisto di un altro delay. Sul comparto delay a pedale, penso abbia pochi rivali, fra le tante tipologie di delay sommate al pilotaggio midi, uscita stereo, infinite, looper, etc etc, è difficile insidiarlo. Live è il non plus ultra della comodità. [emoji6][emoji1365] Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  45. 1 point
  46. 1 point
    Un Super Distortion o un Bill Lawrence 500 XL sarebbero la morte sua, soprattutto il Bill
  47. 1 point
    Non mi ci far pensare. Comunque da quando ho l’acustica, l’elettrica manco la guardo. E ascolto in loop continuo il live unplugged di quel God di Clapton.
  48. 1 point
    Grazie per l fiducia accordata ma non penso sia il caso garzie comunque
  49. 1 point
  50. 1 point
    Bella e funzionale come al solito. Mi prenoto per il Cali prima che tiri fuori la recensione.
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