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guitarGlory

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About guitarGlory

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    Sceriffo dell'ortodossia Marshall
  • Birthday 05/03/1973

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    Male
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    un po' qui e un po' là... comunque dalle parti di Ancona
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    musica e strumenti, fotografia, editoria

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  1. guitarGlory

    viti ponte vintage Stratocaster

    Io come prima cosa controllerei che le sedi delle viti nel legno non abbiano il benché minimo gioco, mi è capitato un paio di volte che fosse quello il problema ed è stato abbastanza difficile da isolare, anche perché a mano non è così facile sentire il "gioco", le corde tirano 80kg.
  2. guitarGlory

    Ah ma fanno anche la Tele!

    Quando succede questo, a meno che non ci sia un problema serio di tenuta di una o più meccaniche (rarissimo per la mia esperienza), il problema è sempre e solo il capotasto... non ci vuole molto a sistemarlo con un minimo di manualità, o in alternativa portandola da un bravo liutaio che in meno di mezz'ora lo fa.
  3. guitarGlory

    Ah ma fanno anche la Tele!

    Non è che sia progettata male eh, è semplicemente vecchia di 100 anni, così come le palette Martin, Gretsch e tutti i marchi storici... basta guardarle per capire che hanno tutte le stessa matrice, almeno fino all'avvento di Fender che spariglia le carte cambiando sostanzialmente il design. E se il capotasto è tagliato bene e i solchi lisci, non danno nessun problema, a me non si scordano più di altre chitarre; stessa cosa per gli abbassacorde Fender. Va anche tenuto in considerazione che le palette Fender e Gibson sono praticamente restate le uniche due cose "protette", oltre al marchio stesso, perché tutto il resto gliel'hanno copiato Quello che volevo dire con il post sopra, è che alcuni liutai sono riusciti a disegnare nel tempo chitarre con funzionalità migliori (tutte le varie superstrat con meccaniche staggered e capotasto in grafite ecc ad esempio), ma pochi sono riusciti a coniugare funzionalità massima e design quasi universalmente apprezzato come PRS, unito peraltro a un design originale anche del body e degli inlays. Dopo PRS, escludendo le chitarre con design spiccatamente ultramoderni tipo Strandberg, Klein ecc, mi viene in mente solo Denis Fano a spiccare per un'originalità riconoscibile tra i liutai più classici... forse un po' anche Duesenberg, ma queste ultime sono sempre un po' troppo scopiazzate per essere considerate originali. Poi ovvio ci sono i piccoli liutai, ce n'è uno tedesco in particolare che seguo da tempo che mi piace assai come design, si chiama Frank Hartung e secondo me ha disegnato quella che può essere considerata una sorta di LP del futuro.
  4. guitarGlory

    Ah ma fanno anche la Tele!

    Da un punto di vista puramente tecnico, tra tutte quelle postate sopra, la paletta PRS è la perfezione: corde perfettamente dritte, angolo al capotasto giusto e non esasperato, nessun abbassa corde, meccaniche locking e capotasto in grafite. Esteticamente la trovo comunque molto gradevole, proporzionata, efficace. PRS ha preso la classica paletta Gibson e ha eliminato tutti i difetti che portavano a instabilità di accordatura, fragilità ecc. E secondo me c'è sempre un motivo se un'azienda riesce ad imporsi sul mercato e rimanerci in pianta stabile, e non parlo di realtà più di nicchia, ma del mercato grosso, dove si compete coi mostri sacri: oltre ad aver chiaramente incontrato le esigenze sonore e di suonabilità di chi cercava un suono a metà tra i due mondi classici Fender e Gibson (intento dichiarato più volte da Paul all'inizio), significa che per i canoni estetici comuni quel design funziona, mette d'accordo se non tutti, ma almeno una gran percentuale di persone... insomma il "bello", visto su grande scala, non è poi così soggettivo come si pensa. Ci sono oggetti e design che riscontrano un consenso così ampio, da poter essere definiti "oggettivamente belli", in relazione ai criteri di un determinato periodo storico e socio-culturale.
  5. guitarGlory

    Uh Uh Uh, bella questa!

    Quoto assolutamente tutto Fra, facendo expertise e valutazioni su strumenti vintage in particolare, posso dire di aver trovato più squali che in qualunque altro settore a cui mi sia interessato, così come anche tanta roba diciamo... "non proprio coerente con quanto dichiarato", per usare un eufemismo, spesso anche dovuta a ignoranza. Ma ci sono anche tanti appassionati veri, come ho potuto constatare nuovamente in fiera, e venditori onesti e preparati. Ma no, non è filantropia (che peraltro non mi potrei permettere neanche volendo), mi sono potuto permettere certi strumenti perché tutto sommato faccio una vita semplice, non ho altri hobby costosi, non me ne frega nulla di vestiti, scarpe, auto, moto, orologi, telefonini, cene fuori, locali e via dicendo... negli anni, specialmente dopo aver finito di pagare il mutuo, ho sempre comprato strumenti (quando ancora ci si poteva permettere qualche bel pezzo). E mi piace condividerli un po' per diffondere la passione e il rispetto per la storia che certi strumenti rappresentano, e un po' probabilmente per non sentirmi troppo un alieno in mezzo a gente normale... per fortuna tutti i miei amici o quasi sono musicisti 😅
  6. guitarGlory

    Uh Uh Uh, bella questa!

    Per me quando uno inizia ragionare di "investire" in relazione agli strumenti musicali ha già sbagliato in partenza... io compro - ormai si può anche dire colleziono - strumenti vintage non perché penso che possano salire di valore, non ci ho mai pensato neanche quando ho iniziato, ma perché mi piacciono, per il suono, il feel, la storia che trasudano, e infatti in linea di massima preferisco strumenti suonati e vissuti, piuttosto che mint... e mi piace condividere, far toccare con mano, confrontare ecc con gli amici musicisti, perché il poterle custodire e condividere è parte integrante del mondo del vintage "sano", quello lontanto dagli speculatori e dai venditori più o meno di professione. Se ragionassi in termini di investimento, avrei messo tutte le chitarre in cassaforte appena prese e probabilmente le avrei anche già rivendute, vista l'impennata che hanno avuto negli ultimi 5-6 anni... invece le ho refrettate se c'è n'era bisogno e le suono quasi quotidianamente, sperando anche che un giorno mio figlio possa appassionarsi a questi legnetti vecchi, intrisi di note fumose e sudate, suonate per 70 anni da chissà quali mani, per condividere insieme una passione e lasciargli un domani (speriamo lontano ) una parte di me.
  7. guitarGlory

    Uh Uh Uh, bella questa!

    Con quella cifra ci pigli una pre-CBS vera coi controcazzi...
  8. guitarGlory

    Ridurre la sezione drive

    Se hai il mignolo di Yngwie sì Scherzi a parte, a volte è comodo averlo a terra il volume, senza staccare le mani mentre suoni ecc.
  9. guitarGlory

    Ridurre la sezione drive

    Ciao Auro, io la tua board l'ho provata di recente come sai, e sono d'accordo che è molto difficile scegliere solo due OD\dist, perché tutti e tre sono belli e fanno cose diverse... se ne togli uno, prima o poi ti troverai a rimpiangerlo e prenderlo di nuovo. Se vuoi mettere il pedale volume tipo il mio, sta proprio a inizio catena, quindi la soluzione più pratica è tenerlo fuori board, basta un cavetto corto e via. Sarebbe diverso (e più complicato) se volessi metterlo dopo gli OD, ma io l'ho sempre preferito messo all'inizio (specie con la strato che ha un pot volume unico), perché ti permette di trovare quelle infinite sfumature tra clean e crunch senza staccare le mani dallo strumento.
  10. guitarGlory

    Hamer e pedali storti: il regno di Juanka78

    Già sai... ❤️
  11. guitarGlory

    Les Paul '59 (the real thing)

    Eccomi, scusate la latitanza... avevo letto stamane, ma sono giorni intensi e sempre con poco tempo. Per rispondere a @Dado: non ho ancora avuto la fortuna di provare quella burst specifica (forse a Padova a metà maggio, vediamo), ma in generale ho provato quasi una decina di burst, più alcune svariate decine di Gibson anni '50 e primi '60. Quello che posso dire è che non tutte le burst - e, più in generale, non tutte le chitarre vintage - sono uguali per la mia esperienza. Legni delle stesse essenze, ma comunque diversi, manici con profili e spessori diversi... queste variabili incidono sul peso, sulla risonanza ecc. Se poi aggiungiamo anche che non tutti i PAF sono identici, o i pots più o meno driftati ecc, si può capire facilmente anche a logica come ci possa essere variabilità. Ci sono però dei caratteri comuni, che personalmente ho riscontrato nella gran parte delle Gibson anni '50, sia da spente che da accese: l'attacco è aperto, snappy, ma mai fastidioso come in alcune LP moderne; anche quelle molto bright hanno uno spessore delle note sui cantini che difficilmente si ritrova in strumenti moderni. E in generale hanno meno bassi delle custom shop moderne: hanno punch sulle medio-basse, più che dei veri e propri bassi, che sono meno profondi come frequenze per capirci. I PAF di base, sia che si becchi un set più vicino ai 7k che quelli con valori più alti da 8,5-9k in A5, sono comunque pickup molto trasparenti, diventano quasi dei singoli molto fighi quando suoni piano o abbassi il volume. Non coprono il suono dello strumento, non lo stravolgono, e hanno quasi sempre questo attacco brillante e veloce anche sulle corde basse, con una dinamica che difficilmente ho sentito anche nelle migliori (e costose) repliche PAF moderne... sono d'accordo con @Giorgio V. che ogni produttore moderno riesce a replicare più o meno bene UN aspetto dei PAF, ma finora nessuno è riuscito a metterli tutti insieme: i PAF veri hanno sempre uno scampanellio tipico, una grandissima dinamica e tanta definizione, ma c'è anche una sorta di amalgama, un piacevole accavallarsi di armoniche che rende questa definizione sempre dolce, musicale, amalgamata in modo perfetto. Giusto per fare un esempio, spesso gli amici che provano le mie due Gold si stupiscono di quanto la '52 coi P90 possa suonare simile all'altra Gold coi PAF... ecco, lì vedi proprio il carattere comune: nonostante pickup diversi, elettroniche diverse (da un lato pots IRC e caps Grey Tiger, dall'altro Centralab e Bumblebees, oltretutto coi pots di valori abbastanza diversi tra le due), ponte diverso, senti che la matrice è proprio la stessa. Un altro esempio... nei giorni scorsi avevo a casa cinque ES-335, '66-67-68-68, più una moderna Murphy con upgrade di elettronica e picappi fighi. Le 4 vintage sono diverse tra loro, pesi sensibilmente differenti, manici MOLTO differenti, una (la mia '66) ha anche un early pat. nickel al bridge, che è diverso dai T-Top delle altre. Ma sentendole suonare a giro da diversi amici, con suoni, mani e stili completamente diversi, potevi riconoscere la moderna (comunque bellissima) dalle altre 4 facilmente e pure stando nella stanza a fianco... anzi in questo caso la differenza secondo me è anche più marcata che con le Les Paul. Comuque per me il bello di questi strumenti non sta tanto nel suono in sé, o nel fascino del vintage in quanto "antico", vissuto ecc... io mi sono letteralmente innamorato di come ti fanno suonare, del feeling: il loro essere così dinamiche, aperte, anche stronze in certi casi, permette di trovare facilmente sfumature che con strumenti moderni sono pressoché impossibili. Ed è un po' il motivo per cui ormai quasi tutte le chitarre che ho sono vintage: piano piano, in alcuni anni, ho convertito tutto l'arsenale... e svuotato permanentemente il conto
  12. guitarGlory

    Sunset o Riverside per il lato od del Deco?

    Il Deco credo sia l'unico pedale Strymon ad essermi piaciuto veramente TANTO. Il lato "boost\od" con quella saturazione da tape ricchissima e fluida, secondo me è riuscito al 100%, specialmente messo davanti a un ampli crunch suona più analogico di molti pedali analogici. Concordo con @Giorgè che ci si va più vicini con booster stile Chase Tone o EP-3 preamp ecc, che con un overdrive vero e proprio. Slapback stupendo. Avessero messo la possibilità di aumentare le ripetizioni delle ribattute a 3-4 sarebbe stato perfetto per le mie esigenze e starebbe fisso in pedaliera... ma capisco che si sarebbe discostato dall'idea originale del tape recorder. Inoltre... da un punto di vista commerciale sarebbe stato troppo completo e avrebbe tolto mercato ad altri loro pedali probabilmente.
  13. guitarGlory

    Picks!

    Io da qualche anno ne uso solo due tipi, entrambi scelti proprio per il grip perche coi miei ben noti problemini ai tendini meno stringo, meglio è: - Herco Holt Grail in nylon (quelli colori avorio), ottimo grip, suono molto aperto e brillante, i miei preferiti quando suono coi ZoSo. - Dava Control Grip delrin, IL GRIP per eccellenza, non scivola praticamente mai: si consumano abbastanza velocemente, ma... non ho mai trovato nessun plettro paragonabile come versatilità, ci si può fare praticamente tutto, dall'acustica all'elettrica, dal metal al funky, e tutto quello che c'è in mezzo... a seconda di come si impugna, può essere più o meno flessibile e dopo qualche giorno usarlo risulta molto naturale, neanche ci si pensa a come impugnarlo in funzione di cosa si sta suonando. Di recente, avendo fatto dei plettri stampati Naughty, ho riniziato anche ad usare plettri più spessi... sono dei celluloide classici da 1,5 mm di forma tradizionale: li trovo ideali per correre e avere un suono pieno e levigato, un po' meno ideali invece per ritmiche funky dove serve un po' meno rigidità (anche se anni fa li usavo comunque tranquillamente anche per quello, è solo questione di abitudine alla fine).
  14. guitarGlory

    Setup Stratocaster radius 7.25 e 9.5

    Ahahahah, allora direi di sì dai, dopo due anni difficilmente saranno ancora intonate anche se non è stata suonata molto
  15. Io ho avuto per un periodo esattamente quei pedali vintage lì, tutti... attaccati a una vecchia Plexi pure io, e non facevano metà della ronza che fanno a lui Ciucciano una marea di segnale, quello sì, ma anche quello fa parte della magia nel ricreare il "suono Hendrix" fedelmente: l'ampli suona molto molto più clean, la strato più rotonda per via del ciucciamento di segnale e delle impedenze... ma quella ronza lì non la avevo a meno di mettermi proprio dove i sigle coil ne beccavano di più. Detto questo... mai sentito Bonamassa con dei suoni così demmerda, quindi l'unica spiegazione è che l'abbia fatto apposta per non far sfigurare troppo il Dunloppame.
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