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Showing content with the highest reputation since 09/26/2021 in all areas

  1. 17 points
    Buondì Radiochitarrai! Dopo averla sentita più e più volte, gasato come una scimmia soprattutto dalle varie demo del buon Gianca (che sa farlo parecchio bene quando non si sdraia sui binari), ho rotto le scatole a Lorenzo per farmi fare sto ampli spettacolare. Ce l'ho da quasi una settimanella e ancora lo sto scoprendo, non gli rendo minimamente giustizia ma non me ne frega assolutamente niente, mi ci diverto un botto. Si tratta di quella che possiamo definire la V2 della Bitch di Lory, si dice addio al pannello nero, io l'ho chiesta il più possibile plexi style e Lorenzo mi ha accontentato, non so se poi anche le prossime avranno la stessa identica livrea. Sicuramente il buon Lory sarà ben più prodigo di chicche tecniche, posso dirvi che si tratta di una Bitch con selettore della rettifica (valvole - solid state), controllo di negative feedback, controllo thump (simile ma diverso rispetto a un depth), pull sul volume per il comando smooth, consueto switch xXx a tre posizioni, loop effetti, eq a 3 bande, presence, master e gain. Infine una chicca spettacolare, il selettore structure... trasforma l'ampli, lo ripulisce e rende capace sta ragazza di puliti ancora più belli e godibili (e già prima non si vergognava), ti porta in territori quasi JTM, veramente spettacolare. Pompando il gain anche con lo structure inserito si arriva a saturazioni importanti, in modalità normale conoscete già la bestiola. Avevo fatto una demo da condividere coi soliti ignoti su uozzapp, tuttavia Lory mi ha autorizzato a diffonderla, par che esecuzione pessima a parte non suoni male (la testata)! Nel video spiego un po' che ho combinato, comunque sono con un greenback nella grossmann, microfonato con dinamico e nastro. Aggiungo da daw un po' di reverb e delay per ambiente, che mi piace sempre avere quando sbrodolo note a caso. Il video è lungo, però diviso a capitoli, quindi quando vi annoiate o volete provare a "sentire" determinate cose potete andare avanti... Sto amplino meriterebbe ben altre mani e altra ispirazione, ma io me lo godo e forse è la volta buona che mi decida a riprendere a studiare. Ultima nota di colore sul case... nel senso che o era avorio o era avorio... abbiamo avuto fortuna che lory avesse in casa questo prototipo di dimensioni insolite, altrimenti toccava industriarsi e farsene fare uno su misura perché sennò non mi entrava nello scaffale. Probabilmente sarei andato sui soliti elephant blue o scarlett red, ma alla fine me ne sono innamorato e secondo me la rende elegantissima... Bando alle ciance, se vu avete i coragg' (come dighen a prade guell ghe ci stann da diciottonoveanni), a voi l'ascolto!
  2. 15 points
    Scrivo due righe e qualche riflessione, un po’ per rendervi partecipi di ciò che sta accadendo nel mondo dell’elettronica in modo sempre più dilagante e un po’ perché voglio utilizzare il Forum come sfogo/terapia visto che tra un po’ mi sa che devo andare dall’analista 😂. Chi mi conosce un pelino più in profondità sa che sono un pignoletto rompicoglioni e che, per quanto riguarda il Suono, sono sempre molto esigente. Dal 1980 sono entrato nel mondo della musica cominciando a suonare la chitarra classica, poi la folk e dal 1985 l’elettrica con pedalini, amplificatori e multieffetti, quindi un pelino di esperienza sul suono penso di averla acquisita nel corso degli anni. Ora produco pedali, ampli e parallelamente faccio riparazioni su strumenti musicali vecchi e nuovi. Per quanto riguarda le priparazioni di strumenti di nuova generazione e parlo di ampli da chitarra, pedalini, multieffetti ma anche casse monitor, preamplificatori da studio e qualsiasi cosa che suoni, trovo sempre più elettroniche progettate al risparmio. Intendo assemblaggi in smd con componentistica spesso sottodimensionata, amplificatori in classe D, costruzioni che abbattono tutte le barriere e i concetti di musicalità sviluppati in anni e anni di progettazzione e anche tra i marchi più importanti si va verso questo limite. Oltre al fatto che le riparazioni di questo genere diventano sempre più difficili se non impossibili e spesso, invece del singolo componente guasto, si è costretti a buttare la scheda intera e la si sostituisce con quella nuova. Dal punto di vista sonoro si va sempre più in una direzione che proprio non mi piace, tagli di frequenze assurde, frequenze medie assenti, spettro sonoro senza le armoniche principali, dinamiche non rispettate, rumori digitali ad alta frequenza, rumori di clock ed altre amenità varie. Il prezzo di tutte le apparecchiature elettroniche è diventato molto più alla portata del cliente medio e tutti ne stiamo beneficiando è verissimo, non ci stiamo accorgendo però del continuo degrado sonoro che stiamo subendo e che va a discapito sempre più della MUSICA. Quando prendo in mano un’elettronica datata o una nuova ma progettata con criteri vintage, sento immediatamente la differenza…io tornerei indietro molto volentieri, questo è il mio pensiero.
  3. 14 points
    Il mercato delle valvole è praticamente bloccato e io cosa faccio? mi costruisco un super ampli a valvole...bravo pirla! Era da tempo che volevo cimentarmi in questo progetto visto che negli anni mi sono passati tra le mani diversi Fender Super Reverb ed ho sempre goduto come un riccio grazie al loro suono superbo. Il primo e glorioso Fender Super Reverb Blackface viene prodotto dal 1963 al 1967, è un combo 4x10" con valvola rettificatrice e due 6L6 finali che erogano una potenza di 40W circa. Dopo il 1967 il S.R. ha cambiato fisionomia fino ad arrivare alla versione Silverface da 70W, sempre 4x10" ma con rettificatrice a stato solido, con Master Volume pre phase inverter e anche la sonorità è cambiata non poco, niente da fare il modello a cui mi sono ispirato è decisamente il primo! Dall'originale ho deciso di togliere completamente il secondo canale compreso dei suoi effetti tremolo e riverbero (per altro bellissimi ma che si possono aggiungere in un secondo momento) replicando il solo primo canale perchè notoriamente più morbido e dinamico del secondo. Quindi ho lasciato i due ingressi con sensibilità diversa, lo switch Bright, ho aggiunto il controllo dei medi (che il primo canale non ha) ed ho inserito un Master Volume post phase inverter in modo che si possa "tirare" l'ampli alla Stevie Ray Vaughan, mantenendo il corretto percorso di gain tra le due valvole di preamplificazione senza però buttare giù i muri. Componentistica di assoluto valore per il progetto in questione: valvole Tung-Sol, Sovtek e TAD, condensatori Sozo Blue e Jupiter che sono il rifacimento con specifiche dell'epoca di quelli presenti in ampli anni '60, costano un rene ma la differenza con altre marche è notevole. Il tutto su uno chassis piccolo che si può infilare in una headshell (testata) oppure in un combo di piccole dimensione 1x12" tipo Princeton magari con un bel cono tipo WGS G12 C/S. Quindi una versione antica e moderna allo stesso tempo di un amplificatore storico in un formato light ma senza compromessi sonori. Dopo prove, componenti di marche diverse e un paio di piccole modifiche circuitali/tuning che sono doverose ho finalmente la versione definitiva. Ho deciso di ordinare una headshell e farlo in versione testata, mancano ancora le mascherine fronte e retro, ora lo vedete abbastanza nudo però non ho resistito e ve lo faccio vedere lo stesso. Inutile dire che suona in modo spaventoso sia facendolo crunchare che utilizzandolo pulito con i pedali, è morbido e cremoso ma sa essere incisivo quando si alza il bright senza mai essere fastidioso, per i sample ci vorrà ancora un pò... 20220307_113743 by Davide Borra, su Flickr 20220307_113925 by Davide Borra, su Flickr 20220307_194709 sfoca by Davide Borra, su Flickr 20220307_194722 by Davide Borra, su Flickr 20220307_194729 sfoca by Davide Borra, su Flickr
  4. 13 points
    Fender '57 Custom Deluxe con Jensen P12Q
  5. 12 points
    Una foto di qualche anno fa, ora sono aumentati
  6. 11 points
  7. 11 points
    Ciao ragazzi, vi lascio un mio tentativo di "emulare" digitalmente il guitar tone più venerato di sempre. In questo caso ho usato due IR in parallelo e ho rifinito tutto in cuffia con il Sienna.
  8. 11 points
    2020 Winter NAMM Limited Edition 60 Aztec Gold Relic, mmmhhh ce voleva.
  9. 8 points
    Ma ci volete guardare dei porno dentro sti display ? Che ansia
  10. 8 points
    Oggi pomeriggio mi sono divertito a riprendere il mio ultimo acquisto usando la famosa tecnica del mid-side. Come è venuta?
  11. 8 points
  12. 8 points
  13. 8 points
    Klein s-tele ergonomic
  14. 8 points
    È un po’ che non posto niente qui… Piccolo cazzeggio con la MZero (canale normal con boost attivato) + King Tone Soloist con gain quasi a zero.
  15. 8 points
    Eccola: Manca solo di posizionare i bottoni della tracolla, ciò che faremo assieme oggi pomeriggio per trovare il punto ideale.
  16. 7 points
    La storiella del Custom Shop della Cort quando aveva sede a Daejeon, in Corea del Sud, mi pare di averla già raccontata più volte quindi evito e passo oltre: mi limito a dire che delle chitarre prodotte da QUEL Custom Shop fra i primi 2000 e il 2005/2006 sono fan sfegatato ormai da anni. Questa CJ, ultima arrivata in famiglia, la cercavo da un pezzo: trovarla non è stato facilissimo dato che al mondo ne esistono solo 100 esemplari, 50 in acero quilted (LE1) e 50 in acero fiammato (LE2). Si tratta di una jumbo in stile Guild F55: top in abete engelmann (AAA), fondo e fasce in acero fiammato massello, manico in 5 pezzi sempre in acero fiammato, ponte, tastiera e perni del ponte in ebano, meccaniche Grover dorate, capotasto e ponticello in osso. Sarebbe anche amplificata con elettronica Fishman ma la cosa al momento mi interessa poco o nulla. È la bimba qui sotto: Cosa penso di queste serie limitate prodotte da Cort nei primi 2000 l’ho già detto più volte ma forse non fa male ripeterlo: secondo me sono chitarre pazzesche che poco hanno da invidiare a strumenti anche significativamente più costosi. Questa CJ non delude le aspettative e suona come un maple jumbo di razza: cristallina, equilibrata e con le fondamentali ben in evidenza. Una chitarra che sembra fatta apposta per accompagnare: non è un caso se chitarre di questo tipo siano fra le preferite dai cantautori puri, quelli che amano esibirsi proprio chitarra-voce. Avendo anche un altro splendido esemplare proveniente dallo stesso Custom Shop, una Earth Limited Edition con top in abete sitka bearclaw e fondo e fasce in ebano macassar, non ho resistito alla tentazione di un confronto diretto. Entrambe le chitarre montano corde Pearse 0.13-0.56 e sono accordate un semitono sotto. Il mic che ho usato non rende giustizia ma al momento è l’unico che ho: uno Studio Projects B3.
  17. 7 points
    Si avverte quell'effetto di limiter sugli estremi di banda?
  18. 7 points
    Senza contare che tutte le volte che premi lo wah con i calzini c'è Prince che si ribalta nella tomba
  19. 7 points
    Come fai a fare un bel solo con una chitarra brutta come la merda a quel modo?
  20. 7 points
  21. 7 points
    rivolto ai 50enni e dintorni. Si sa, con l'appropinquarsi dei 50 anni, si torna adolescenti e può arrivare la classica botta de vita che precede l'imminente senilità. Per goderti gli ultimi fuochi prima della definitiva disfunzione erettile cosa fai? 1. I poteri forti della mega finanza globalista hanno ormai reso il mondo un cesso disumano: non ho più il becco di ghello, mi sono tatuato il mio QR con l'ID digitale totale sulla chiappa sinistra, ergo con gli ultimi 500 euri mi compro un paio di bottiglie di quelle buone vere, mi riguardo tutta la mia collezione in VHS e DVD dei concertoni mega dei miei guitar hero prediletti e poi tiro le quoia contento in barba a 'sta orda di matti invasati del mondo nuovo. 2. Scappo alle Hawaii, all'Idroscalo non mi imbarcano mai, giro in Cadillac con gli Hula Hula nel Hi-Fi (Cit.). 3. Mi faccio l'amante 25enne. 4. Mi compro una Porsche. 5. Prima mi compro la Porsche, poi mi faccio l'amante 25enne perché senza Porsche non mi cagherebbe. 6. Mi compro la Porsche, mi faccio l'amante 25enne e faccio un figlio. 7. Mi compro il Dumble in vendita su Reverb per 160K. 8. Mi accatto una Strata castom scioppa master builda, edizione limitatissima, firmatissima, relicatissima per 20K. 9. Mi accatto una Strata vintage vera per 20K. 10. Mi accatto una Les Paul castom scioppissima, limitatissima, burstissima per 20K. 11. Mi compro tutto il gear del Messia in una soluzione unica. 12. Assumo Giorgé come consulente estetico sull'assemblaggio della mia board per 7K al mese e lo telefono anche de notte per discutere sulle vernicette glitterate dei pedaletti e su quali pomelli siano più belli. 13. Rapisco GuitarGlory, gli arrubo tutta la scienza tennica chitarrica ma poi gli compro tutte le carabattole che custodisce nel suo boudoir in una soluzione unica. 14. Imparo a suonare. 15. La smetto di scrivere cazzate sul Radiochitarra.
  22. 7 points
    Domenica la Flying V è atterrata e in questi giorni l'ho suonata il più possibile, complice anche una fastidiosa influenza che da ieri mi fa fare la spola tra il letto, il divano e il cesso. Il sunto è: sono contentissimo della chitarra, che sarà d'ora in poi, con tutta probabilità, il mio strumento principale per prove e live. Innanzitutto, suona davvero splendidamente. E' il classico suono Gibson, ma con le basse asciutte e chiare della korina, ciò che - a mio gusto - le da una marcia in più rispetto alla classica Les Paul. La chitarra è infatti più intelligibile, più schioccante e mai ingolfata. La flying V è stata definita come uno strumento a metà tra una Les Paul e una strato, e trovo che sia azzeccato, perché anche se il carattere è diverso da una fender, la reattività sotto le dita e il suono più preciso e un filo più magro la ricorda molto. Un altro modo di spiegare la cosa è che è una chitarra molto a fuoco, che sembra già pronta per il mix, senza frequenze sbrodolone. E' la stessa cosa che si sente ascoltando Albert King, anche se questa caratteristica la fa funzionare benissimo sulla classica ritmica rock/hard rock, non solo nel blues. Personalmente, si fa molto dibattito sui legni, quanto contano e quanto no. Io posso solo notare che le mie due chitarre in Korina, questa V e la Dwight, pur avendo pickup e ponte diversi hanno entrambe delle caratteristiche che non ho trovato in altri strumenti: power chord che sono come uno schiaffo sul sedere e una chiarezza ed apertura che le fa suonare "cattive" e presenti anche quando il volume della chitarra è abbassato di qualche tacca. Certo il merito va anche ai pickup Wolfetone, che si sono rivelati azzeccatissimi: aperti, ricchi, e - cosa da non sottovalutare - facilissimi da regolare. Non ho dovuto spippare più di 5 minuti prima di dire "ci siamo". La combinazione con la chitarra è davvero riuscita, al punto da non farmi rimpiangere i P90 (che pure restano i miei pickup preferiti). Molto bella anche la posizione centrale del selettore che di solito ignoro totalmente. E poi passiamo al secondo aspetto, altrettanto importante: il comfort. Leggerissima e Davide ha davvero azzeccato il manico. Volevo un profilo ispirato a quello della mia PRS ma più grosso, per non avere lo "shock" quando passo da questa chitarra alla Dwight o alla Les Paul (una R4) che hanno dei manici davvero importanti, e ci siamo riusciti. Comodo e agile grazie alle spalle piuttosto snelle, ma non troppo sottile. L'accesso ai tasti è, naturalmente, impareggiabile e poi è davvero una piuma: siamo attorno ai 3 chili esatti. A livello estetico mi pare che ne abbiamo già parlato abbastanza...per me è una chitarra splendida. Avrei voluto fare delle foto ulteriori ma purtroppo il sole è irreperibile oggi. Ho cercato però di mostrare il palissandro della tastiera, che trovo davvero clamoroso. Abbiamo scelto di non fare reliccature a parte un leggerissimo checking.. so già che me ne pentirò, perché alla prima botta che faccio sarà un dolore. L'unica cosa della quale non sono soddisfatto è il colore delle cover dei pickup, un pò pataccoso. Non me l'aspettavo, perché le cover in nickel di Wolfetone sono molto belle..E pazienza, bisognerà suonarla tanto perché si usurino un poco. Infine, devo dire che avere a che fare con Davide è stato davvero un piacere. Disponibile, attento ai dettagli e più che pronto ad assecondare tutte le mie richieste. Mi rimarrà sempre in mente un discussione relativa al fatto che il battipenna che avevo ordinato era sbagliato, e gli ho fatto quindi spedire un "foglio" e fatto tagliare a mano, raccomandando che le viti fossero a una certa distanza dai bordi, che la curva in alto fosse fatta in un certo modo, che l'angolo fosse così e così...insomma, mi stavo scusando per essere un rompicoglioni e lui mi ha detto "no, la chitarra è tua e deve piacere a te". Beh, che dire, mi piace. Concludo con una foto bonus scattata il giorno della consegna assieme ad altre 4 bellissime chitarre, tutte di Davide..e vi assicuro che quella goldtop è davvero clamorosa.
  23. 7 points
  24. 7 points
  25. 6 points
    I transistor non sono né al silicio né al germanio ma allo stronzio.
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