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Showing most liked content since 14/11/2017 in all areas

  1. 9 points
    Collings 290 DCs, l'ispirazione mi sembra chiara... Un particolare della finitura:
  2. 9 points
    Saranno storti per te che hai gli occhi dritti ma per lui è perfetta.
  3. 7 points
    Piccolo update con pedaliera senza estensioni:
  4. 5 points
    Come forse alcuni di voi sapranno qualche settimana fa mi sono liberato del Kemper: non sto a dilungarmi sul perché e sul per come, ho già espresso più volte la mia opinione a riguardo. Il punto della questione è che, non avendo più il tostapane, mi sono ritrovato sprovvisto di “aggeggi” che mi permettessero di suonare in santa pace a tarda sera o anche in piena notte, cose che, dati gli orari un po’ strambi del mio lavoro, spesso mi trovo a fare. Inizialmente avevo pensato di rimediare riprendendo il Rivera Rockcrusher Recording, apparecchio con cui mi sono trovato bene in passato e che mi ha dato parecchie soddisfazioni…poi però ci ho riflettuto con maggiore attenzione…ho capito che in fondo l’attenuatore non mi serve davvero (motivo per cui in passato ne ho comprati e poi venduti parecchi), quello che mi serve è una load box coi contro cazzi da usare con le mie amate testate. La scelta ovvia sarebbe stata il Suhr Reactive Load, apparecchio conosciutissimo per questo scopo, ma prima di procedere mi sono chiesto se nel frattempo non fosse arrivato sul mercato qualcosa di più performante dal punto di vista delle funzionalità, anche perché non nascondo che ho sempre trovato il Suhr decisamente troppo caro per quello che realmente offre. Così ho iniziato a guardarmi intorno e dopo un po’ di ricerche mi sono imbattuto in un nuovo prodotto di Steve Fryette, presentato al NAMM dello scorso anno e chiamato Power Load. Per chi non lo sapesse (vabè, qui su RC penso che lo sappiano tutti) Fryette è stato per diversi anni la mente dietro al noto marchio VHT e ora produce ampli ed apparecchiature varie direttamente a suo nome, fra cui la notissima Power Station. Di che si tratta? In buona sostanza il Power Load (d’ora innanzi PL) svolge 3 funzioni fondamentali per l’home recording e la pratica casalinga in orari improbabili: 1) è una load box di tipo reattivo (quindi, come ormai saprete, offre all’ampli un carico fittizio variabile e strettamente dipendente dal livello del segnale in entrata…un po’ come se fosse una vera cassa); 2) è una emulatore di cassa analogico dotato di diversi controlli per simulare al meglio il “filtraggio” di un vero cabinet per chitarra; 3) è un’interfaccia in grado di funzionare indipendentemente dal computer e dalla scheda audio. Vediamo più nel dettaglio le varie caratteristiche e le possibili applicazioni pratiche. LOAD BOX Come dicevo il PL fa “vedere” all’ampli un carico fittizio reattivo, in modo che il feel dell’ampli resti pressocchè invariato (o quantomeno molto molto simile) rispetto a quando ci colleghiamo ad una cassa fisica. Ovviamente è presente l’interfaccia cab-through per utilizzare l’apparecchio fra testata e cassa. La potenza massima sopportata arriva a 200 watt a 4 e 16 ohm e 150 watt a 8 ohm (chiaramente l’impedenza è selezionabile tramite apposito selettore), più che sufficiente per usare il 99,9% degli ampli in commercio a cannone senza avere nulla da temere per i trasformatori. Diversamente dal Suhr, che si limita a questo (anzi, ad essere precisi il manuale parla di “soli” 100 watt di tenuta massima), il PL permette anche, tramite 2 switch a 3 posizioni posti sul pannello frontale, di scolpire la risposta delle alte e delle basse frequenze a proprio piacimento in relazione al volume che si ritiene ottimale per il proprio amplificatore. Nella pratica vi assicuro che questa funzione si rivela non proprio secondaria: tutti abbiamo ben presente come possa cambiare il tipo di risposta di un ampli a diversi livelli di volume. Nel pannello posteriore troviamo la direct out 1, con uscita bilanciata e sbilanciata, relativa appunto all’utilizzo del PL come load box pura: da qui il segnale diretto (full range, passivo…tipo quello di un mic dinamico) viene inviato alla scheda audio e, tramite i vari plug-in e software in commercio, può essere processato con i ben noti impulsi di cassa (IR). Questo è il tipo di utilizzo più frequente, in quanto gli IR di ultima generazione offrono un livello di realismo davvero notevole e una macchina come questa riesce a sfruttarli al meglio. A questo proposito mi preme dire che, diversamente da quanto pensavo, i carichi fittizi non sono tutti uguali, anche se reattivi: il Rivera eccelle come attenuatore ed ha un cab sim di alto livello, ma come load box non regge il confronto col PL, che si rivela nettamente superiore. Nota di servizio di sicuro interesse: tutta questa “parte” dell’apparecchio è assolutamente passiva e non necessità di alimentazione. CAB SIM Se invece non abbiamo problemi ad alimentare il PL con l’alimentatore in dotazione si attiva tutta la parte relativa all’emulatore di cassa analogico: qui devo dire che nonostante i controlli a disposizione siano relativamente pochi il risultato è assolutamente di alto livello, forse addirittura superiore a quello ottenibile con il Rivera. Nello specifico i controlli sono: Lo Mid, Hi Mid ed Emphasis, più un switch per invertire la fase ed un altro, denominato Air/Bite, che serve a simulare la posizione del microfono virtuale (centrato oppure off-axis). Vabè, la funzione dei primi 2 non sto manco a spiegarvela, l’Emphasis invece è una specie di presence, impatta parecchio le alte e altissime frequenze. In buona sostanza Fryette ha compattato in 3 pot il complesso sistema EQ a 11 bande del Rivera: non si può pretendere che sia altrettanto versatile, ma è sicuramente più semplice ed efficace, anche perché proprio il suono flat di base (coi pot a ore 12) è a mio avviso ancora più credibile di quello del Rivera, che già era di ottimo livello. A questo punto è doverosa una parentesi. Reale efficacia, utilità e necessità del cab sim analogico? Qui ci sono varie scuole di pensiero. Personalmente ritengo che un buon emulatore di cassa abbia ancora qualcosa da dire, anche nell’epoca del digitale. Certo, il realismo è inferiore, ma ci sono dei vantaggi da non sottovalutare, primo fra tutti la totale assenza di quelle alte digitali finte e fastidiose di cui la quasi totalità degli IR purtroppo ancora soffre. In secondo luogo la semplicità di utilizzo, non paragonabile rispetto alla giungla di parametri e riprese disponibili quando ci addentriamo nel complesso mondo degli impulsi. Inoltre credo di essere l’unico sostenitore al mondo dell’utilità delle 2 tecniche combinate insieme: avete mai provato a mixare il suono di un buon IR con quello di un buon cab sim analogico? Se non l’avete mai fatto provate, potreste rimanere sorpresi. Ritornando a noi, sul pannello posteriore abbiamo la direct out 2, questa volta attiva, anch’essa dotata di uscita bilanciata o sbilanciata. Uno switch sul pannello frontale permette di attivare o disattivare il cab sim (che funziona solo su questa uscita), in modo da avere, se lo vogliamo, 2 segnali diretti (uno attivo e uno passivo) da processare a nostro piacimento. INTERFACCIA Il controllo Level regola sia il livello di uscita del direct out 2 che il livello dell’uscita cuffie…e qui si apre una vero e proprio terzo capitolo relativo alle funzioni “accessorie” del PL, funzioni che per me sono non meno interessanti delle prime 2. Innanzitutto, come dicevo, questo apparecchio è dotato di uscita cuffie (ovviamente in cuffia sentiremo il suono processato dal cab sim), cosa che lo rende di fatto libero dalla schiavitù del PC o della scheda audio esterna. Non bastasse questo (e vi assicuro che è già tanta roba per apparecchi di questo tipo), l’interfaccia è dotata anche di un loop effetti stereo, in modo da poter inserire qui gli effetti di ambiente per gustarseli in stereofonia. Ovviamente quello che viene inserito nel loop non arriva alle uscite d.i., quindi se il nostro intento è registrare con i nostri effetti, questi ultimi andranno usati in modo tradizionale (in front o nel loop effetti dell’ampli, o eventualmente post mixer). Dulcis in fundo, è presente anche un ingresso 3.5 mm per collegare apparecchiature elettroniche di varia natura (cellulari, tablet, lettori cd o mp3) in modo da poter jammare su basi o pezzi veri e propri. A completamente di questo già ampio quadro, abbiamo anche un ingresso per preamp o pedali esterni, casomai volessimo collegare un preamp o direttamente la nostra pedaliera al PL, sfruttandone il cab sim interno. Il livello di ingresso è selezionabile tramite switch sul pannello posteriore (normale o -10db); se all’ingresso non viene collegato nulla, lo switch funziona da pad generale dell’apparecchio, funzione molto utile se colleghiamo amplificatori potenti e magari sprovvisti di master volume. Degno di nota infine lo switch per il ground/lift, che separa fisicamente il circuito interno del PL dallo chassis, in modo da ridurre al minimo interferenze e rumori indesiderati. DIFETTI C'è poco da rimproverare a questa macchina. Volendo fare i pignoli mi vengono in mente 3 cose: 1) la qualità audio dell'uscita cuffie non è paragonabile a quella di un buon pre, motivo per cui il cab sim renderà decisamente meglio se collegate il PL ad una buona scheda audio o ad un preamp esterno; 2) uno straccio di led per l'alimentazione ce l'avrei messo; 3) il controllo di Level avrebbe potuto essere tarato meglio. CONCLUSIONI La faccio breve…secondo me il PL non ha realmente contendenti sul mercato, al momento è una macchina pressoché unica. Per quanto riguarda la qualità sonora la cosa è altamente soggettiva, di sicuro questo apparecchio si colloca in cima alla lista sia per quanto riguarda l’uso degli IR che per quanto riguarda l’emulazione di cassa analogica…quanto poi consideriate valide queste 2 “tecniche” sta a voi deciderlo: personalmente resto dell’idea che una ripresa multi-microfonica fatta a regola d’arte continui ad essere molto difficile da battere…purtroppo non viviamo in un mondo ideale e ahimè, i compromessi sono spesso inevitabili. Per quanto concerne le funzionalità, secondo me Fryette ha fatto un lavoro eccellente nel condensare in un'unica scatoletta dalle dimensioni molto modeste e dal peso estremamente contenuto tutto ciò che può realmente servire per utilizzare i nostri amati ampli valvolari a qualsiasi ora del giorno e della notte con risultati soddisfacenti. Il vero punto di forza credo sia proprio la multifunzionalità del PL e la quasi totale indipendenza da altre apparecchiature: sappiamo tutti come va…magari hai quei 20 minuti a disposizione per sfogarti dopo avere messo i figli a letto la sera…ecco, lì perderne come minimo 5 per accendere il computer, collegare la scheda audio, aprire i vari plug-in ecc. diventa difficilmente tollerabile. Reali contendenti, come dicevo, secondo me non ne esistono: le varie macchine della Two Notes sono IR dipendenti, spesso anche computer dipendenti, il Suhr RL è veramente spartano all’osso, il Rivera pecca un po’ come load box e non ha l’uscita cuffie, il Mini Rockrec (sempre Rivera) non è reattivo…insomma, per me Fryette a ‘sto giro ha fatto decisamente centro.
  5. 5 points
    Io lo faccio persino sulla mi fava e quando la scongelo sento proprio che s'arroventa alla fregnenza giusta. Consigliatissimo
  6. 5 points
    Chase Bliss Brothers PARTE 3 Premetto che Joel Korte aka Chase Bliss Audio IMHO è un vero genio! Ha finalmente infranto le leggi che hanno dato spazio all'ascesa del digitale grazie alla estrema versatilità che si può facilmente raggiungere con questa tecnologia partendo da un progetto completamente analogico di alto livello unito ad una supervisione digitale di tutti i parametri impostati sul pedale con il vantaggio di potere memorizzare e richiamare decine e decine di suoni pre-settati ad hoc per le nostre specifiche esigenze. Senza entrare in dettagli tecnici pensate a quei preamp futuristici degli anni '90 con gli knob motorizzati dove si potevano richiamare via MIDI vari preset e i controlli assumevano fisicamente di volta in volta le posizioni desiderate. Ecco ora immaginate che sul Chase Bliss Brothers ogni knob, ogni switch a levetta, ogni micro-interruttore sul fianco superiore sia magicamente in grado di ricordare la sua posizione racchiudendola in un preset! Tutto ciò è possibile con questo pedale dalle dimensioni straordinariamente contenute considerato quanto riesce ad offrire al suo fortunato possessore anche e soprattutto in termini di qualità sonora che resta assolutamente il punto di partenza dell'intero progetto non dimentichiamolo mai. Premesso questo veniamo ai dettagli operativi. Tra gli stomp switch A e B del pedale troviamo un ultimo selettore a levetta a tre vie sovrastato da un led bicolore. Bene, questo switch ci da la possibilità di memorizzare 2 preset sul pedale destra/sinistra con relativo led rosso/verde mentre quando la levetta viene portata al centro sono attive le regolazioni effettive del pedale impostate in quel momento (Live mode - Led OFF). Facciamo un esempio? Imposto tutti i knob a ore 12, il lato A come Boost e il lato B come Drive in stack uno dentro l'altro, alzo inoltre il microswitch del volume per controllarlo con l'EXP Pedal e memorizzo il tutto nel preset di destra... come? molto semplice: tengo premuto lo stomp switch di destra (B) per 3 secondi aggiungendo poi quello di sinistra (A) e il gioco è fatto. Ora invece ruoto i 2 gain knob al massimo, imposto il lato A come Fuzz e il lato B come Boost in parallelo tra loro, porto in OFF il microswitch del volume e alzo invece il microswitch M/S (Mix/Stack) per gestire con il pedale di espressione la transizione graduale e controllata tra il lato Boost e quello Fuzz realizzando così un crescendo di cattiveria a portata di piede. Memorizzo ora il tutto nel preset di sinistra.. come? tengo premuto lo stomp switch di sinistra (A) per 3 secondi aggiungendo poi quello di destra (B) e il gioco è fatto. Ora semplicemente portando la levetta dei preset a destra o a sinistra avrò il richiamo immediato di tutti e ripeto tutti i parametri memorizzati a suo tempo mentre portando la levetta al centro entrano in funzione le posizioni attualmente impostate sul pedale. Due memorie non bastano? Sul pedale a sinistra c'è un ingresso MIDI dal quale è possibile richiamare fino a 122 preset questo sempre con qualità sonora full analog! Allergici al MIDI? Chase Bliss ha realizzato un piccolo pedale (tipo favorite switch della Strymon ma fortunatamente un tantino più dotato) dal quale è possibile richiamare 6 preset (2 preset x 3 bank) + la posizione Live. Credo sia tutto o almeno abbastanza per iniziare ad assimilare e comprendere la ventata di novità portata da questo marchio in un mondo costantemente aggrappato al passato. Dal punto di vista sonoro il creatore di questi pedali Joel Korte non si è ispirato a niente in particolare ma ha piuttosto preferito percorrere la strada dell'originalità mettendo in mano ai chitarristi del XXI secolo un tool straordinario dalle infinite possibilità musicali ed espressive partendo da quanto di più semplice si possa immaginare, un doppio stadio di gain analogico. Digital Brain, Analog Heart.... finally explained!
  7. 5 points
    Chase Bliss Brothers PARTE 2 Ok affrontiamo (e risolviamo) la questione microswitch una volta per tutte! Ma quanti sono... ci fanno spavento vero? e invece sono li soltanto per soddisfare le nostre esigenze nel caso volessimo utilizzare un pedale di espressione (Jack EXP sul lato destro del pedale) e andare oltre la semplice gestione di un pedale di gain tradizionale allargando così i nostri orizzonti espressivi. Siete tradizionalisti irriducibili? Ok allora dimenticateli e basta, direi che ce n'è già abbastanza per divertirsi visto che le combinazioni possibili tra stack e parallelo dei lati A e B del pedale sono ben 33! Prima di procedere vediamo gli switch dal lato dritto come si vedrebbero osservando il pedale dall'alto inclinandolo verso di noi. Analizziamo per prime 3 funzioni (evidenziate in colore chiaro) che in realtà prescindono dall'utilizzo di un pedale di espressione ma riguardano le funzioni del pedale in se: MoToByp A/B: Se portiamo in ON il relativo switch l'ON/OFF del pedale diventa momentaneo ovvero premendo lo switch si accende l'effetto e rilasciandolo si spegne l'effetto. Una precisazione che vi fa capire il livello di flessibilità e sofisticazione del pedale: se quando portiamo in ON lo switch MoToByp A per esempio il lato A del pedale in quel momento è spento tutto funzionerà come descritto più sopra mentre se il lato A si trovasse acceso otterremo uno OFF momentaneo ovvero quel preciso lato del pedale rimarrebbe sempre acceso per spegnersi solo quando lo switch viene tenuto premuto. Un altra chicca: Anche in modalità Momentary Bypass lo switch del pedale rimane True Bypass! (se così è stato impostato). Bypass: Switch in basso = T (true bypass) Switch in alto = B (buffer bypass) L'ultima funzione evidenziata in chiaro è Sweep e in quanto posizionata per ultima all'estrema destra la vedremo per ultima (anche perché legata all'uso del EXP Pedal). Procuriamoci quindi un qualsiasi pedale volume con uscita EXP (sono tutti compatibili) e colleghiamolo con un jack stereo alla presa EXP/CV presente sul lato destro del pedale. Cosa vogliamo controllare con il pedale di espressione? magari il volume del pedale? bene alziamo lo switch Master di sinistra in posizione ON e il gioco è fatto. E' stato difficile? E' stato traumatico? Non credo proprio anche se scopriamo subito che c'è una sgradita sorpresa per noi: affondando il pedale di espressione il volume si abbassa invece di salire e viceversa. Niente paura è per questo motivo che esiste il blocco di switch di destra dove il Master è in posizione OFF ovvero guardando il significato all'estrema destra è in posizione Fall (dall'inglese caduta/discesa). Mettiamo quindi lo switch in posizione Rise (salita) ed ecco che ora tutto funziona a dovere. Sarebbe bello mentre si aumenta il volume aumentare anche il gain ma solo sul lato B del pedale? Mettiamo in ON anche Gain B a sinistra e in Rise Gain B a destra. Ok ma come faccio a definire i valori limite di Volume e Gain? Molto semplice: l' EXP pedal in posizione "tacco" porterà entrambi i valori a 0 mentre in posizione "punta" raggiungerà esattamente i valori definiti dalla posizione del relativo knob. Esempio: con il volume knob è a metà quello è il massimo volume che avremo mentre se il gain è settato al massimo quello sarà il valore raggiunto con il pedale tutto giù. Semplice? forse non tanto ma in qualche caso molto ma molto utile per uscire dalla solita routine. Per i più temerari che fino a qui hanno capito tutto spiegherò in due parole la funzione Sweep fatta sempre per soddisfare una precisa esigenza. Se però c'è ancora qualcosa che non vi è chiaro su quanto detto fino ad ora vi sconsiglio vivamente di leggere oltre (lo dico solo per non scoraggiarvi definitivamente eh..). Allora poniamo che siate individui incontentabili dunque a voi non interessa poter settare i valori massimi raggiungibili dal pedale come visto prima bensì volete poter impostare i valori minimi. Molto bene, è sufficiente portare lo switch Sweep da B (Bottom) a T (Top) per invertire l'escursione del pedale che ora non va più da zero alla posizione del Knob ma va dalla posizione del Knob al massimo! Ripeto: prima il volume knob era a metà e con il pedale si andava da zero volume a metà volume mentre ora spostando lo Sweep la corsa del pedale va da metà volume al massimo del volume (poi non dite che non vi avevo avvertito..). Segue PARTE 3 : "On board & MIDI preset"
  8. 4 points
    Figa quante cose ho imparato da quando mi sono iscritto. Ma non a suonare: quello proprio non c’è verso e va bene così, fregomene. Io grattugio e mi diverto, stop. Dopo un lungo periodo di grande indecisione spulciando post e sbavando le board del Messia, di Obone, del Malvasia, dello Zio Raffi pre-Kemper e di tanti altri, figa i videi e gli spiegozzi di guitarGlory lo possino, insieme con la rude ma competente essenzialità maschiale della Toplopa, sono giunto alle seguenti conclusioni. Ditemi se ho imparato giusto o se resto il solito mezzo coglione. Perché mi devo accattare un pedalino simil Plexi, simil Blackface o simil Tweed? Vuoi il suono Blackface, ti accatti un piccolo Blackface. E così ho fatto. E infatti è proprio bello anche da solo, senza pedali. Chiaro, voglio anche Plexi e Tweed: quando potrò, mi accatterò anche quelli in versioni abbastanza culattone ma piccoline da pochi watti. Quel tanto che basta per godere davvero insomma. Dovesse servire - dubito - microfoni e via. Dopo la premessa veniamo alla board. Cosa grattugio? Blus e roc alla vecchia. Anche un po' psichedelica se occore. Cosa mi serve? Un booster, un overdrive, un distorsore, un fuzz, un vibe, un Leslie, un delay, un reverb, un looper per suonarci sopra. E quindi? Facile. Un Ts ci vuole. E per fare un Ts ci vuole un Ts, possibilmente vintage. Celo. Poi ci vuole un distorsore. Facilissimo: ratto col chip giusto e le resistenze de carbone. Celo. Beh il Fuzz Face germanico indispensabile: si usa poco ma quando si usa deve scoreggiare per bene, magari poi ti vien voglia di scoreggie colorate e allora lo butti dentro alternativamente negli altri pedali sporchi. Indispensabile anche un boost/od amp like leggermente colorato perché nessun pedale è trasparente. Celo. Secondo me un Klone ci vuole. Manca. Beh ci vuole per forza un delay o Echorec o Echoplex o magari entrambi. Manca. Infine ci vuole una rotolanza digitale indegnamente sostitutiva di quella vera che è troppo sbatti. Celo. Cosa cambierei? Probabilmente il Ts per accattare un altro Ts più moderno tipo Jan Ray o Amp 11 (e qui il Linedrive 2 mod di BurnFx potrebbe dire la sua) a cui affiancherei un Klone così avrei anche un bel buffer. Il resto mi funzica così. Il Ditto nel gnao celo. Vibe modesto ma anal vero celo. Aspetto di sentire il nuovo Echorec Gurus e poi mi riaccatto un delay. Vabbé il wha hendrixiano non lo contiamo, quello c’è di default. Se mi accatterò anche un Plexino e un Tweedino, dovrò magari anche accattare un reverb simil molla bellino, tipo MNK o BurnFx che poi magari potrebbe tornare utile anche in saletta qualora mi tornasse voglia. Ecco vedi? Questa boardina di suoni classici mi dovrebbe funzicare su qualsiasi amp (Blackface, Plexi o Tweed) in qualsiasi condizione per trovare i miei tre suonini che alla fine son sempre quelli. Deppiù, e già non mi sembra affatto poco, non mi serve. Ciao, vado.
  9. 4 points
    Allora ragazzi, riesco finalmente a dire due cose... dell'ampli (per me) perfetto! ... Tutto è cominciato per caso, quando quest'estate o addirittura prima dissi al buon fratello Lory che avevo bisogno di un ampli per "sostituire" il mio caro Fender Concert Black face '64, visto che da un po' ero diventato il chitarrista ufficiale dei mitici "60 Punto Bit" (anzi, intanto che ci siete date un'occhiata e mettete tanti Mi piace https://www.facebook.com/60puntobit/) e visto che ci sarebbe stata qualche data imminente, non avevo più intenzione di scarrozzare il bestione (anche se per me rimane ai primi posti come suono!) per le prove e gli eventuali live. Sostituire il suono di un black face con gli oxford originali non sarebbe stato facile, però Lory mi disse che aveva l'ampli per me, stava lavorando ad un progetto di un tweed deluxe alla GuitarLory, lui poi conosce bene i miei gusti, potevo solo cadere in piedi e glielo ordinai. Passarono i mesi, per fortuna le date imminenti saltarono, Lory ebbe un po' di rallentamenti causa problemi personali ma finalmente il sabato prima del raduno me lo portò. L'ampli era già reliccato () alla perfezione, lo provammo e fu subito ammore! L'ampli è comunque già stato presentato al Nammdenoiartri in quel di Tavernago ed anche con parecchi video del suo creatore, io posso dire che è davvero l'ampli perfetto per me: 1- poche manopole: due volumi, un tono, un power scaling da 2 a 20 watt, fine ( goduria!) 2- mangia pedali perfetto! i suoni , sia degli overdrive che delle modulazioni e il resto sono veramente spettacolari 3- comodo da trasportare, leggero e compatto 4- copertura in finto tweed che sembra vero! poi Lory l'ha "invecciato" davvero realisticamente 5- il suono: premetto che lo sto ancora studiando, nonostante la semplicità a livello di controlli scopro davvero ogni volta che lo accendo colori del suono sempre diversi, questo dovuto al modo di interagire dei due canali, e questo lo trovo davvero una gran cosa! Suonando ultimamente quasi esclusivamente col les paul riesco ad avere un pulito sull'orlo del breakup come piace a me fino ad una distorsione veramente stellare da ampli saturo, vero suono heavy blues, rock/blues ma arrivando in territori prettamente rock con i volumi della chitarra a manetta. Grazie all'Alnico blues che lavora in modo spettacolare riesco ad avere un impatto sonoro, sopratutto in sala prove, uguale al 40 wattt che uso di solito, avendo però un suono migliore perchè col power scaling riesco a fare lavorare sempre l'ampli nel regime di potenza giusto, anche gli altri musicisti con cui suono hanno sentito un netto miglioramento e questo mi ha davvero colpito! Che altro dire, penso che mi darà un sacco di soddisfazioni, quel mostriciattolo marrone e giallo, cerco di caricare un pò di foto e un breve video fatto con i volumi di entrambi i canali sul 9, nell'ingresso Normal, enjoy! https://imgur.com/dbIcOjL https://imgur.com/7smxpWy https://imgur.com/ntvDmdv https://imgur.com/fI6u2lr https://imgur.com/txlhxyt https://imgur.com/Xg5Berv https://imgur.com/Jtc2CsZ
  10. 4 points
    Fuori produzione. Rd 126 fe2 Amplificata devo ancora provarla; in acustico me ne sono già innamorato :) Un ringraziamento speciale a Juanka mio che ha spinto forte
  11. 4 points
    Buonasera, Vi linko un video interessante delle fasi realizzative dell'ultimo album di Steven Wilson, artista che può piacere o meno ma che sicuramente ha dato il suo contributo per quanto riguarda un certo tipo di sonorità. Sinceramente ho preferito e di molto, il suo penultimo album (hand.cannot.release), ma chissenefrega, guardate quanta roba c'è dentro qulle due stanzette, incredibile!!
  12. 4 points
  13. 4 points
    Bravissimo Enrì, io faccio parte degli ignorantoni che non utilizzano ne midi ne exp, eppure sfrutto il Brothers alla grande, due presets salvati +quello di base, possibilità di mix in serie e parallelo dei due canali senza faves e senza mal di testa, e già siamo oltre le possibilità dei tanti dual od sulla piazza. Gran suono e sopratutto la capacità di ottenere sonorità originali regolando i due canali in parallelo. ps.300 euro spedito.
  14. 4 points
    Board Fall 2017
  15. 3 points
    Ho fatto il videino col POG, lo linko anche se è una prova fatta tanto per... A me piace tanto, non lo spegnerei mai. Il sogno sarebbe il Pog quello vecchio, ma costa un botto...
  16. 3 points
    Piccole variazioni per colpa di due stronzoni al raduno. Non entra il Gravitas
  17. 3 points
  18. 3 points
    Finalmente in arrivo!
  19. 3 points
  20. 3 points
    Guarda, placata la gas già da tempo posso dirti che secondo me l'approccio più sensato a questo genere di sostituzioni è più nella ricerca della personalizzazione dello strumento che non in un "miglioramento" in senso lato. L'esempio più eclatante nella mia esperienza è stata il ponte callaham ( classico vintage tremolo da strato). Lo strumento è più performante? Si, è evidente che la chitarra ha più sustain, maggior volume, più presenza. Inoltre la leva è più comoda, non balla nella sede, è più corta e la gestisci meglio degli altri ponti similari. Suona bene? No, per il mio gusto ( e per la chitarra su cui l'ho montato) no. Troppo aperto, poche medie..finché suoni pulito vabbè..sui crunch bah... Poi magari su una chitarra scuretta, per suoni moderni invece è il non plus ultra. Io ho preferito di gran lunga il tremolo originale fender e il gotoh ts101 ancora di piu.. È un discorso soggettivo. Ogni parte da un contributo, a volte davvero minimo. Per me l'abilità sta nello scegliere in funzione del suono che si ha è che si vuole ottenere, senza pensare a priori che un miglioramento "acustico" porti automaticamente un beneficio al "tone" dello strumento
  21. 3 points
    A me per certe sonorità viene in mente il double muff,buona dinamica,suono vintage,ci fai dagli stones ai cream,ne fuzz ne overdrive ma una via di mezzo e soprattutto non costa una mazza.
  22. 3 points
    Sto facendo la spesa in un tranquillo supermercato della provincia udinese e girovagando per i vari banchi cosa trovo in esposizione? CICCIOLI FERRARESI!!!! La mente non può che ritornare al raduno e lovvarvi tutti!!!!
  23. 2 points
    L'unico problema Raffì è che me ne serve un altro di Chase bliss, così riempio lo scaffaletto che ho quello spazio vuoto preciso che quando ci butto l'occhio m'indispettisce.
  24. 2 points
    Certo che mettere le foto della chitarra nuova per distogliere l'attenzione dall'obbrobrio di pedaliera è proprio l'ultima spiaggia del faciolaro...
  25. 2 points
    Aggiungiamo qualche foto che magari si rinvigorisce la turgidezza natalizia Inviato dal mio iPhone utilizzando Tapatalk
  26. 2 points
    Tutta l'arroganza si esplicita già dal titolo del topic di questo video come al solito inutile e spocchioso ... Ci sei cashcato?? Bello e bravo Bello e bravo
  27. 2 points
    Fai una board a mo’ di letti a castello
  28. 2 points
    Sì, ma non durerà molto. Non può lasciare fuori il terzo chaseblisss
  29. 2 points
    Zio chettelodicoaffare, ma mica tutti ci capischeno annòi... Ti lovvo.
  30. 2 points
    Sei metri di hendrix sono il minimo indispensabile.
  31. 2 points
    aggiornato la lista al primo post e aggiungo pedaliera versione "light"...speriamo di riuscire a cablare questo week end...master permettendo
  32. 2 points
    L'unica cosa davvero utile che ho appreso su RC è che il culo é la nuova fica.
  33. 2 points
    E’ che volevo un pedale per il blues. Non riuscendo a scegliere tra ts e bb, e non potendo spendere, ‘so finito nella rete dei china
  34. 2 points
  35. 2 points
    Non si scambiavano commenti. Nel buio della sala correvano voci incontrollate e pazzesche. Si diceva [...] che aveva segnato anche Brignoli di testa, su calcio d'angolo...
  36. 2 points
    E vabbè, prima o poi doveva accadere: a gennaio avrei fatto sette anni con la stessa pedaliera, ed è arrivata la crisi: via il Nova System e si ritorna ai pedalozzi! Per ora è ancora un abbozzo, c'è roba che deve andare via ed altra che arriverà (voglio prendere un whammy e qualcosa per le modulazioni)...speriamo di non pentirci!
  37. 2 points
  38. 2 points
  39. 2 points
  40. 2 points
    ..e la voglia di combo sale prepotente
  41. 2 points
  42. 2 points
    Che suono Clapton regna
  43. 2 points
    200 pedali a casa dell'immenso? Ric dovresti essere bannato per questo
  44. 2 points
    In base alla mia esperienza tutto influisce a formare il tono finale. Qualche parte in maniera più evidente, qualche altra in modo quasi impercettibile. Nessuna ti trasforma uno strumento scadente in uno buono, ma può aver senso valutare questi aspetti per un fine tuning dello strumento.
  45. 2 points
  46. 2 points
    Be riprendilo no? In fondo sta sempre sugli 80 Euro più uno 0 successivo...
  47. 2 points
  48. 2 points
  49. 2 points
    Chase Bliss Brothers PARTE 1 Si tratta di 2 pedali di gain completamente separati ma combinabili tra loro. Lato sinistro A: basato su JFET dal carattere aperto e trasparente può essere configurato come Boost/Drive/Fuzz Lato destro B: basato su IC (è lo stesso del Klon) dal carattere più medioso può essere configurato come Boost/Drive/Fuzz I controlli per ogni lato sono: microswitch a 3 posizioni Boost/Drive/Fuzz - Gain Knob - Tone Knob Al centro in alto c'è un Volume Knob per il volume generale ed un Mix/Stack Knob che vediamo tra pochissimo. Le 2 sezioni si possono accendere separatamente o volendo anche insieme premendo entrambi gli switch A e B. In quest'ultimo caso si possono scegliere 3 configurazioni distinte: A > B B > A A = B (c'è un microswitch a 3 posizioni). A seconda di quale delle tre configurazioni scegliamo il Mix/Stack Knob assume significati diversi: A > B B > A le sezioni A e B sono configurate in stack ovvero il primo boosta il secondo con intensità/volume regolati dal Mix/Stack Knob. A = B le sezioni A e B sono configurate in parallelo dove il Mix/Stack Knob regola la prevalenza dell'uno rispetto all'altro (al centro il mix è 50/50). Guardate bene la foto e tutto dovrebbe essere chiaro credo (così poi passiamo alle memorie/microswitch/MIDI) Segue PARTE 2 "MicroSwitches"
  50. 2 points
    Non vi dico come lo chiama Coscine quell'accordatore, anzi ve lo dico solo in privato
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