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Showing content with the highest reputation since 10/01/2022 in Posts

  1. 12 points
    Dopo dieci anni di onorata carriera mi sono arreso, è andato via il Lightning, troppo molesto per un utilizzo domestico, non tanto per i vicini quanto per le mie recchie. Ho rimediato con questo setup, che va in direzione opposta in quanto a sonorità, Swart STR Tremolo, combetto da 5w con cono da 12, di derivazione tweed. La bestiola, volendo, è docile nel volume, con reverb e tremolo di livello elevato, per casa è perfetta e quando si sale di volume non spernacchia ma ringhia e comprime che è una goduria. Oltre il ktr come od, ci va a nozze anche lo Zonk Machine di Tone AR Pedals. E poi questa, '52 heavy relic del 2022:
  2. 11 points
    Ciao carissimi... giusto un paio di video per un saluto e della strada che ormai ho intrapreso da diversi anni!
  3. 11 points
    un piccolo tributo natalizio... statemi bene amici forumiani! 😘
  4. 11 points
    Sul panzone (vado fuori tema) ho un aneddoto recente (per fortuna con tanto di amico testimone o mi prenderei del cazzaro) in quel di Londra e altro che rimbambito, é pure un trollatore 😂. Questo mio amico mi ha invitato al Royal Albert Hall per veder un concerto dei Saucerful of secrets di Mason. Ci sediamo e poco dopo arrivan due tizi e si siedono a fianco.Uno mi pare David Gilmour, é identico. Lo guardo meglio, o é il sosia perfetto o é lui. Lo dico al mio amico Davide che non é del tutto convinto ma manco lo esclude. Niente il tizio ci sorride e si siede. Ok dai é lui. Io prendo il telefono e cerco David Gilmour 2022 su google per veder se ha barba o meno attualmente, ecc. Ok sono seduto a fianco a David Gilmour ne sono sicuro. Il tizio ad un certo punto vede il mio telefonino e si mette a ridere. D:"Ti giuro che non sono io David Gilmour!". V:"Ehm ok..." D:"Si si mi scambian sempre per lui" Insomma scambiam due chiacchiere e se lui non é Gilmour allora io sono Malmsteen. V:"Di dove sei di Londra o vieni da fuori?" D:"Del Sussex" V:"Ah immagino tu abbia una casa a Brighton" Ride. V" Ma suoni qualche strumento?" D:"No nulla , purtroppo non sono bravo con la chitarra" Niente mi metto a ridere di gusto. Mi chiede di dove siamo e dico Italia. D:"Adoro l'Italia ci son stato spesso in passato!" V:"A Pompei pure immagino" Ride di nuovo e va beh il concerto inizia e lo ringrazio per la chiacchierata. Racconto l'aneddoto a Sebastiano (th3madcap) che mi conferma che spesso ascolta questi concerti infilato nel pubblico. Un po' di dubbio mi resta ancora ma son sicuro che sia lui.
  5. 10 points
    Hola gente, un amico mi ha prestato sto pedalozzo e l’occasione per un bel video test era troppo ghiotta…così eccoci qua. Non starò qui a scrivere i papiri come ho fatto a volte in passato: per farla breve, il pedale mi è piaciuto…e parecchio. È (relativamente) immediato nell’utilizzo, i controlli sono efficaci e quanto al suono Origin non si smentisce, il pedale suona meravigliosamente, almeno per i miei gusti. Personalmente ho solo 2 critiche da fare: 1) forse da un pedale che porta nel nome la dicitura “hot rod” mi sarei aspettato un filo di gain in più; 2) il blend senza la possibilità di regolare il volume del segnale dry si dimostra molto poco utile, avrei sostituito il controllo con qualcos’altro. Tolti questi 2 appunti non ho molto altro da dire, chapeau ad un’azienda che a mio avviso non ne sbaglia una.
  6. 10 points
    64 MURPHY LAB lo so che stavolta vi ho sorpreso ahahahahahaha
  7. 10 points
    minkia, basta auro. fermati perdio
  8. 10 points
    Ed eccomi qua a fare la recensione di un pedale dopo non so quanti anni…l’ultima non la ricordo nemmeno, vuoi perché ormai cambio i pedali molto di rado vuoi perché il mio interesse si è un po’ spostato verso altre cose. Detto questo, credo che per lo scatolotto in questione valga la pena spendere 2 parole, anche perché che io sappia sono uno dei primi ad averlo qui. Lo vedete qui sotto: esteticamente che gli vuoi dire? Considerando le sonorità di riferimento direi che di meglio era difficile fare: tutta la sgargiante e spensierata pacchianeria di un diner americano di fine anni ‘50 o quella di una sfavillante Cadillac d’epoca sembrano racchiuse alla perfezione in questo pedale. Parliamo di gusti, d’accordo, ma per me…chapeau, come dicono i nostri cugini francesi. Funzionalmente parlando il pedale è abbastanza spartano ma i pochi controlli sono ben studiati e alla fine della fiera penso non si senta realmente il bisogno di altro. Molto brevemente abbiamo: - SPEED: controlla ovviamente la velocità dell’effetto ed è settato “alla vecchia”, senza quegli eccessi tipo lavatrice con centrifuga impazzita che manco si capisce che è un tremolo…qua tutto il range è usabilissimo, ed è una cosa che col tempo ho imparato ad apprezzare moltissimo; - INTENSITY: sarebbe il caro e vecchio depth, va da zero a taglio totale, qui niente di diverso dagli altri 2 milioni di tremoli esistenti; - VOLUME: il volume! Sui tremoli ci vuole il volume esterno! Non un cazzo di trim interno e neanche la classica stronzata “the volume of the pedal has been carefully…”…puttanate! Un tremolo sega via del tutto o in parte metà del segnale in entrata, è inevitabile che accendendolo si avverta una “perdita di energia” anche se i picchi RMS con pedale acceso e pedale spento fossero matchati alla perfezione MA…quel “del tutto o in parte” fa una certa differenza, “del tutto” è un conto, “in parte” un altro. Per questo il volume diventa fondamentale, perché di volta in volta, in base al settaggio, andrà aggiustato! A completare il tutto il classico led rosso che pulsa in base alla velocità dell’effetto, uno switch true bypass soft touch assolutamente silenzioso e un mini switch per selezionare le due modalità di funzionamento, BLACK (o blackface), e BROWN (o brownface). I riferimenti ovviamente sono al famoso bias tremolo dei Fender blackface dei primi anni ‘60 e al forse meno famoso (ma certamente non meno affascinante) harmonic tremolo dei Fender brownface prodotti a cavallo fra i ‘50 e i ‘60. Ultimo dettaglio…e direi una delle chicche del pedale: i collegamenti. Il pedale funziona ovviamente in mono ma è possibile usarlo anche in stereo essendo dotato non solo di 2 uscite separate left e right ma anche di 2 ingressi, cosa assolutamente non comune. Sulla costruzione non entro più di tanto nel merito e questo non casualmente. Le motivazioni di base sono fondamentante due. Innanzitutto non sono un esperto di elettronica, quindi potrei dire ben poco sulla qualità dei componenti usati; in secondo luogo ho smesso di chiedermi cosa c’è all’interno di un pedale da quando mi sono reso conto che quasi tutti i miei pedali preferiti contengono SMD: anche se dovessi trovarli qui dentro cambierebbe qualcosa? Direi proprio di no, ergo perché discuterne? Un paio di appunti però mi sento di farli: - la verniciatura non mi pare impeccabile, peccato veniale d’accordo, però sempre di più di 200 cocuzze stiamo parlando; - la plastica dei pot non dà esattamente una sensazione di solidità estrema, avrei usato una plastica migliore sinceramente, dubito che la Surfy Industries (ma che cazzo di nome è poi?) sarebbe andata in fallimento per questo; - se sul manuale mi scrivi 9-12V mi aspetto che alimentandolo a 12V funzioni tutto normalmente, non che ci sia una specie di MMMMMMMMMMMM costante che rende inutilizzabile il pedale, mettetevi a posto. Venendo infine al suono…beh, a mio modesto avviso sul suono questi hanno veramente sbancato, poco da aggiungere. Questo non è un tremolo moderno in stile Diamond, Empress, Chase Bliss ecc., non ha 2000 funzioni e 2 trilioni di suoni, non è un pedale per sperimentare o fare “ricerca sonora”, questo ha 2 suoni 2, fine…però se uno sta cercando un tremolo con sonorità vintage secondo me molto difficilmente troverà di meglio. Nella mia board ha preso il posto di un Drolo Twin Peaks, non esattamente l’ultima delle merde in fatto di tremoli, eppure non mi pento minimamente della scelta fatta: è uno di quei pedali che lo accendi e non sai quando lo spegnerai perché ti ci perdi letteralmente dentro. Giudicate voi:
  9. 9 points
    Allora: il mio Reverb, che avevo preso da @molokaio , ad un certo punto si mette a fare le bizze. Me ne accorgo perché usandolo in stereo a casa con l’Iridium ed entrando nella scheda audio, un canale è senza segnale dry. Le provo tutte, pensando di aver configurato male il routing del segnale, rinfresco il firmware, ma niente, un canale continua a non funzionare. In true bypass funzionano entrambi, ma in buffered bypass si ripresenta il problema. Allora un po’ preoccupato cerco sul sito Empress come contattarli. Trovo una pagina, su quello che poi ho capito essere il vecchio sito, per segnalare un problema. Compilo tutto, invio, ma nessuno mi risponde, non mi arriva nemmeno la classica email di segnalazione di aver aperto un ticket. Mi preoccupo ulteriormente e cerco sul web altri canali per aprire un ticket. Trovo una pagina sul sito nuovo, o almeno nuovo per me. Ricompilo tutto, descrizione del problema, numero di serie dell’effetto, ecc. Invio, e questa volta almeno mi arriva l’email di conferma; è già qualcosa mi dico. Passa un giorno o due e vengo contattato da un simpatico signore che, con modi entusiastici, mi dice che lo riparerà per me, e autorizza l’Rma. A questo punto scarico i documenti per poterlo spedire in Canada, a Kanata. Adam consiglia di usare servizi postali nazionali per non spendere troppo per la spedizione e di specificare bene che si tratta di un Rma per non pagare tasse di importazione. Studio bene tutto e compilo il modulo per la dogana. Vado in posta e faccio una raccomandata estera, spendendo una ventina di euro. L’impiegata delle poste, però, non capisce cosa sto spendendo, non trova la categoria merceologica, non sa certo cosa sia un pedale effetto per chitarra, e scrive: brass instruments. A quel punto forse il mio sguardo sorpreso la convince ad allegare anche la dichiarazione americana che avevo compilato per esempio. Spedisco. Il pacco in qualche modo arriva a destinazione a Kanata. Empress mi dice che hanno ricevuto il tutto. Mi faranno sapere entro una decina di giorni. Nessuno parla di soldi, né per la riparazione, né per la spedizione di ritorno. Nessuno mi chiede se ho o meno una garanzia valida. Penso che al momento giusto mi chiederanno qualcosa, e aspetto. Mi arriva un’ultima email che dice che hanno effettuato la riparazione, che è come nuovo, e che me lo stanno rispedendo. Nessuna richiesta di denaro. Arriva velocissimo con Ups. Funziona tutto. Insomma, non credo sia da tutti un servizio del genere, sicuramente il reverb della Empress costa ma con una assistenza così direi che quei soldi li vale tutti.
  10. 9 points
    Ecco la nuova board all stars:
  11. 9 points
  12. 8 points
  13. 8 points
    ultimi arrivi........
  14. 8 points
    mah, nemmeno Pollock mi sembra tanto ordinato, e se devo dire neppure Burroughs, invece il Parini, quello si che era un tipo ordinatissimo e pure il Monti. Così, giusto per aumentare il disordine delle parole in libertà (e nepppure il cosmo mi sembra molto ordinato, maledetta entropia!).
  15. 7 points
    Eccoci, vi segnalo l'uscita dell'album: Un ringraziamento anticipato a chi vorrà affrontare l'ascolto! https://open.spotify.com/album/6DPQEybbDGdUIxwMdUpvqM?si=sxLxO7UqQxez46Ou4bQxFA https://timelapseaurora.bandcamp.com/
  16. 7 points
    Breve videino in cui uso il Soloist come booster sulla Bitch del nostro caro [mention]guitarGlory [/mention]
  17. 7 points
    Ne ho alcune... per lo più Gibson anni '50 e '60, e ho avuto anche strumenti anni '90, '00 ecc tenuti per tanto tempo. Sono arrivato alla conclusione che gli strumenti degli anni d'oro, soprattutto quelli elettrici, non suonano bene oggi solo perché è passato tanto tempo... suonavano bene anche all'epoca. Magari si saranno un po' modificati mel tempo, i pickup si saranno un po' addolciti, il legno ha vibrato, ma non è quello il punto focale, perché altrimenti una qualsiasi Les Paul del '93 dovrebbe oggi suonare meglio della burst del '60 che Clapton usò per registrare il "Beano" album con Mayall nel '66, quando quella burst era appunto una chitarra quasi nuova, con solo 6 anni di vita. La mia Les Paul pre-Historic del '95, riprovata qualche settimana fa a distanza di anni (ce l'ha un caro amico che è venuto a trovarmi), suona esattamente come me la ricordavo prima di vendergliela circa 20 anni fa, non ho sentito cambiamenti nonostante il tempo trascorso. La differenza la fanno i materiali: legni old growth da foreste pluviali invece che da piantagioni a taglio precoce, alcuni dei quali oggi non più utilizzabili (mogano honduran, palissandro brasiliano ecc), numeri di produzione relativamente bassi che consentivano una selezione dei legni, colle di un certo tipo, metalli di hardware ed elettronica con tipologie estrattive diverse da quelle odierne (paradossalmente avevano molte più impurità nelle leghe metalliche), tolleranze nella trafilatura del rame usato per gli avvolgimenti dei pickup ecc ecc. Detto questo, si può anche preferire una moderna Strato o Les Paul custom shop eh, perché al netto di qualche miglioria necessaria, trovo che la qualità nelle repliche Gibson e Fender non sia mai stata così alta come un questo momento, sia esteticamente che come qualità intrinseca degli strumenti, soprattutto nella fascia alta... ma è innegabile avendoli sottomano tutti contemporaneamente che le vecchiette e le nuove suonino "diverse"... soprattutto come dinamica sono differenze lampanti per chi suona, e posso dire con certezza che non sono differenze che dipendono solo da alcuni componenti: mettendo tutta roba vintage (pickup, elettronica e tutto l'hardware) a una Custom Shop moderna, la chitarra suona sì diversa, ma sostanzialmente sempre "moderna".
  18. 7 points
    Il suonare bene è un discorso assai soggettivo, soprattutto sull'invecchiamento si aprono scenari che paian crepacci. Psicoacusticamente tra due strumenti uguali viene percepito come migliore quello con più volume, quindi casomai tra due 59 quella che suona a cannone avrà più mercato anche se casomai non ha sfumature. Quanto influisce il tempo sullo strumento? Boh: chi di noi ha personalmente suonato una strato del 62 appena uscita di fabbrica e poi l'ha risuonata dopo 60 anni con lo stesso rig (cavo ampli coni eccetera) e con l'orecchio di 60 anni prima (perché pure l'orecchio perde frequenze invecchiando)? Al limite ci si può basare su registrazioni, ma bisognerebbe quindi riprodurre la catena di registrazione identica, cosa che trovo impossibile (ritrovalo lo stesso chitarrista che ti risuona uguale uguale la battona vintage). Io son dell'idea che trovi una chitarra, la provi, ti piace e se te la puoi permettere la compri. Può essere una 335 pornissima come ha Zol del Murphy lab, può essere la chicca che cià glorenzo nella gloryvault o può essere la Gretsch indo che cià strumentimusicali in offerta. Suonare ti deve far felice, se lo sei hai comprato lo strumento giusto che ti fa esprimere, se non sei felice ci sta che il problema sia da un'altra parte ma i pompini aiutano a sortirne.
  19. 7 points
    Da un po’ di tempo non scrivo, il motivo probabilmente è che gli strumenti di nuova generazione, soprattutto ampli e pedali, non generano in me quasi nessun tipo di amore. Tutto già sentito e musicalmente piatto come il Lago di Garda nei mesi estivi. Amplificatori che si rifanno a quello o a quell’altro, pedali digitali con sonorità marziane ma con la pasta sonora sterile e tutta uguale, ecc… L’amplificatore di cui vado a raccontare non stravolge sicuramente il mercato degli strumenti ma ha degli accorgimenti molto intelligenti, è realizzato ad opera d’arte e suona bene, tutto ciò varrebbe una recensione? No, perché l’ampli ha qualcosina in più rispetto a qualsiasi altro prodotto in commercio. L’ampli è di proprietà del Pituc (storpiatura del nome “tacchino” in piacentino) di cui ho già mostrato l’arsenale un paio di volte sul Forum e che mi fa conoscere tantissimi strumenti di pregio. Parliamo della testata Suhr SL-68, parto subito col dire che la circuitazione è moooolto simile ad una Marshall Super Bass: 100W, cablaggio point-to-point maniacale rilegato a cordina, potenziometri PEC con specifiche militari, Master Volume post phase inverter e poi, la figata! La figata consiste in un Variac interno per emulare le sonorità che aveva Van Halen con la sottoalimentazione delle sue testate, dalla quale deriva il famoso “Brown Sound”. Praticamente l’ampli ha all’interno un trasformatore di alimentazione con DUE diverse tensioni anodiche: una tradizionale e l’altra inferiore di un centinaio di Volts (sottoalimentazione). Con lo switch sul frontale, oltre a selezionare le due tensioni si selezionano anche due settaggi diversi di Bias in modo che le valvole finali siano sempre in zona corretta di funzionamento. In questa modalità il suono diventa spugnoso, cattivo (aumenta la distorsione) e le armoniche prendono il volo, bello, sa molto di Van Halen primi album. La sonorità non è per tutti ma bravo sig. Suhr perché hai centrato in pieno il risultato, hai sviluppato notevolmente quello che aveva iniziato Blankenship ma che non ha più migliorato inoltre, abbassando solo l’anodica sul secondario, la tensione di alimentazione del filamento delle valvole rimane costante e non si mettono a repentaglio ne la sezione del trafo, ne le valvole stesse. Qualcosa di semi-nuovo nel panorama stantio degli amplificatori per chitarra. 20220107_121050 by Davide Borra, su Flickr 20211210_072538 by Davide Borra, su Flickr 20211210_073007 by Davide Borra, su Flickr 20211210_073052 by Davide Borra, su Flickr Direttamente dalla caverna de Pituc: Screenshot 2022-01-18 at 15-38-53 Burnfx ( burnfxpedals) • Foto e video di Instagram by Davide Borra, su Flickr Screenshot 2022-01-18 at 15-40-58 Burnfx ( burnfxpedals) • Foto e video di Instagram by Davide Borra, su Flickr
  20. 7 points
    Forse qualcuno ricorda che l'anno scorso ho comprato una vecchia PRS CE del 1991 color puffo. Ero partito con l'idea di prendere uno strumento con la leva senza grandissime pretese, ma è andata a finire che quella chitarra mi ha abbastanza conquistato, in quanto leggera, comoda, affidabile e dotata di bei suoni nelle posizioni splittate. E così mi è partita la scimmia di avere una PRS "vera" (la CE ha il manico avvitato, body in ontano e manico in acero), in particolare una Custom 24, trattandosi del modello più emblematico. Dopo aver passato qualche mese a scorrere mercatinomusicale senza grandi occasioni, qualche giorno fa è spuntata in vendita questa chitarra, che ho deciso di regalarmi per natale. Mi perdonerete le foto non stupende: il colore è molto difficile da catturare e di luce naturale in questi giorni se ne vede poca. Si tratta di una 2017, 10 top, wood library. Chi è appassionato di PRS coglierà che l'estetica fa da tributo alle Custom fine anni 90/inizio anni 2000, con la paletta senza veneer, il logo dorato e l'hardware nickel. In questo caso, probabilmente, la dicitura wood library è dovuta più al fatto che si tratta di un custom order fatto da qualche distributore, anziché trattarsi di una combinazione particolare di legni, infatti si tratta sempre dei classici mogano / acero / palissandro. Altre particolarità sono il colore, un black cherry non di serie, e il manico regular anziché thin, raro sulle 24 tasti. E' praticamente immacolata, a parte il fatto che sono stati montati gli straplock dal precedente proprietario. In effetti l'ho comprata più per "feticcio" che altro, quindi non aveva senso prendere uno strumento sfruttato. Devo dire però che anche come strumento è una bellissima chitarra. Innanzitutto, ergonomicamente è fantastica come tutte le PRS. Il manico è impeccabile nella rifinitura dei bordi. E' leggera e tiene l'accordatura. Il manico pattern regular è davvero comodissimo, mi piace molto anche il wide thin della CE ma sentivo che un pò di ciccia in più non sarebbe stata una cattiva idea. Questo manico mi da un feeling immediato, potrebbe diventare presto il mio preferito di sempre. A livello di pickup monta gli 85/15: grande passo avanti rispetto agli HFS e VB della CE. La CE ha suoni splittati bellissimi, ma le due posizioni "normali", HB al manico e HB al ponte, non sono altrettanto valide. Al contrario, gli 85/15 suonano molto bene al manico e al ponte, mentre le posizioni intermedie non mi entusiasmano. Gli 85/15 sono sicuramente pickup moderni, pieni e definiti, con un attacco pronunciato ma musicale. Suonano bene sia su suoni da hard rock classico fine anni 70, sia per cose anche molto moderne, e reggono il gain meglio di qualsiasi altro pickup abbia nelle mie chitarre. Si dice spesso che le PRS non abbiano personalità, io invece trovo che abbiano un loro carattere, sicuramente diverso da Gibson e Fender, e che si adattino bene a vari contesti senza risultare un compromesso noioso e mediocre. Come dicevo, però, le posizioni intermedie del selettore sono meno belle di quelle della CE, e penso dipenda dal fatto che sono elettricamente diverse. I suoni della CE sono: - humb ponte - ponte e manico, bobine esterne in parallelo (molto bello) - ponte e manico, bobine interne in serie (splendido, quando suono la CE 90% del tempo sono in questa posizione) - ponte e manico, bobine interne in parallelo (molto stratoso) - humb manico. La Custom invece è: - humb ponte - humb ponte + manico splittato - due humbucker insieme, stile Gibson - ponte e manico entrambi splittati - humb manico. e come dicevo non sono esaltanti, soprattutto la posizione 2 e 3. A questo punto avrei preferito un setup tipo quello della Custom 24-08, con un selettore a 3 vie e due piccoli switch per splittare l'uno o l'altro pickup all'occorrenza. Ho scoperto però che la Schaller produce un selettore a lama creato espressamente per replicare, in quel formato, le 5 posizioni del vecchio selettore rotativo: probabilmente lo installerò. E buon natale!
  21. 7 points
    Questa la compra di sicuro Willy! Un comodino marrone, è fatto apposta per lui!!!
  22. 7 points
    Per chi nn è potuto passare, qualche scatto delle bellezze in esposizione. Un ringraziamento doveroso e Luzio e Oby che mi hanno raccattato e portato con loro. È stata una bellissima giornata prima di tutto per le persone presenti: Lucio, Oby, Lorenzo, Vincenzo, Mosquy, Nitro, Mirko. Poi per le chitarre esposte ed i colmezionisti presenti.
  23. 6 points
    piccole gioie della vita Guild artist award 1986
  24. 6 points
  25. 6 points
    Vabè, è un po’ che non aggiorno: sempre lei con un paio di novità importanti acquisite negli ultimi mesi…
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