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Showing content with the highest reputation since 12/07/2021 in Posts

  1. 17 points
    Buondì Radiochitarrai! Dopo averla sentita più e più volte, gasato come una scimmia soprattutto dalle varie demo del buon Gianca (che sa farlo parecchio bene quando non si sdraia sui binari), ho rotto le scatole a Lorenzo per farmi fare sto ampli spettacolare. Ce l'ho da quasi una settimanella e ancora lo sto scoprendo, non gli rendo minimamente giustizia ma non me ne frega assolutamente niente, mi ci diverto un botto. Si tratta di quella che possiamo definire la V2 della Bitch di Lory, si dice addio al pannello nero, io l'ho chiesta il più possibile plexi style e Lorenzo mi ha accontentato, non so se poi anche le prossime avranno la stessa identica livrea. Sicuramente il buon Lory sarà ben più prodigo di chicche tecniche, posso dirvi che si tratta di una Bitch con selettore della rettifica (valvole - solid state), controllo di negative feedback, controllo thump (simile ma diverso rispetto a un depth), pull sul volume per il comando smooth, consueto switch xXx a tre posizioni, loop effetti, eq a 3 bande, presence, master e gain. Infine una chicca spettacolare, il selettore structure... trasforma l'ampli, lo ripulisce e rende capace sta ragazza di puliti ancora più belli e godibili (e già prima non si vergognava), ti porta in territori quasi JTM, veramente spettacolare. Pompando il gain anche con lo structure inserito si arriva a saturazioni importanti, in modalità normale conoscete già la bestiola. Avevo fatto una demo da condividere coi soliti ignoti su uozzapp, tuttavia Lory mi ha autorizzato a diffonderla, par che esecuzione pessima a parte non suoni male (la testata)! Nel video spiego un po' che ho combinato, comunque sono con un greenback nella grossmann, microfonato con dinamico e nastro. Aggiungo da daw un po' di reverb e delay per ambiente, che mi piace sempre avere quando sbrodolo note a caso. Il video è lungo, però diviso a capitoli, quindi quando vi annoiate o volete provare a "sentire" determinate cose potete andare avanti... Sto amplino meriterebbe ben altre mani e altra ispirazione, ma io me lo godo e forse è la volta buona che mi decida a riprendere a studiare. Ultima nota di colore sul case... nel senso che o era avorio o era avorio... abbiamo avuto fortuna che lory avesse in casa questo prototipo di dimensioni insolite, altrimenti toccava industriarsi e farsene fare uno su misura perché sennò non mi entrava nello scaffale. Probabilmente sarei andato sui soliti elephant blue o scarlett red, ma alla fine me ne sono innamorato e secondo me la rende elegantissima... Bando alle ciance, se vu avete i coragg' (come dighen a prade guell ghe ci stann da diciottonoveanni), a voi l'ascolto!
  2. 15 points
    Scrivo due righe e qualche riflessione, un po’ per rendervi partecipi di ciò che sta accadendo nel mondo dell’elettronica in modo sempre più dilagante e un po’ perché voglio utilizzare il Forum come sfogo/terapia visto che tra un po’ mi sa che devo andare dall’analista 😂. Chi mi conosce un pelino più in profondità sa che sono un pignoletto rompicoglioni e che, per quanto riguarda il Suono, sono sempre molto esigente. Dal 1980 sono entrato nel mondo della musica cominciando a suonare la chitarra classica, poi la folk e dal 1985 l’elettrica con pedalini, amplificatori e multieffetti, quindi un pelino di esperienza sul suono penso di averla acquisita nel corso degli anni. Ora produco pedali, ampli e parallelamente faccio riparazioni su strumenti musicali vecchi e nuovi. Per quanto riguarda le priparazioni di strumenti di nuova generazione e parlo di ampli da chitarra, pedalini, multieffetti ma anche casse monitor, preamplificatori da studio e qualsiasi cosa che suoni, trovo sempre più elettroniche progettate al risparmio. Intendo assemblaggi in smd con componentistica spesso sottodimensionata, amplificatori in classe D, costruzioni che abbattono tutte le barriere e i concetti di musicalità sviluppati in anni e anni di progettazzione e anche tra i marchi più importanti si va verso questo limite. Oltre al fatto che le riparazioni di questo genere diventano sempre più difficili se non impossibili e spesso, invece del singolo componente guasto, si è costretti a buttare la scheda intera e la si sostituisce con quella nuova. Dal punto di vista sonoro si va sempre più in una direzione che proprio non mi piace, tagli di frequenze assurde, frequenze medie assenti, spettro sonoro senza le armoniche principali, dinamiche non rispettate, rumori digitali ad alta frequenza, rumori di clock ed altre amenità varie. Il prezzo di tutte le apparecchiature elettroniche è diventato molto più alla portata del cliente medio e tutti ne stiamo beneficiando è verissimo, non ci stiamo accorgendo però del continuo degrado sonoro che stiamo subendo e che va a discapito sempre più della MUSICA. Quando prendo in mano un’elettronica datata o una nuova ma progettata con criteri vintage, sento immediatamente la differenza…io tornerei indietro molto volentieri, questo è il mio pensiero.
  3. 14 points
    Il mercato delle valvole è praticamente bloccato e io cosa faccio? mi costruisco un super ampli a valvole...bravo pirla! Era da tempo che volevo cimentarmi in questo progetto visto che negli anni mi sono passati tra le mani diversi Fender Super Reverb ed ho sempre goduto come un riccio grazie al loro suono superbo. Il primo e glorioso Fender Super Reverb Blackface viene prodotto dal 1963 al 1967, è un combo 4x10" con valvola rettificatrice e due 6L6 finali che erogano una potenza di 40W circa. Dopo il 1967 il S.R. ha cambiato fisionomia fino ad arrivare alla versione Silverface da 70W, sempre 4x10" ma con rettificatrice a stato solido, con Master Volume pre phase inverter e anche la sonorità è cambiata non poco, niente da fare il modello a cui mi sono ispirato è decisamente il primo! Dall'originale ho deciso di togliere completamente il secondo canale compreso dei suoi effetti tremolo e riverbero (per altro bellissimi ma che si possono aggiungere in un secondo momento) replicando il solo primo canale perchè notoriamente più morbido e dinamico del secondo. Quindi ho lasciato i due ingressi con sensibilità diversa, lo switch Bright, ho aggiunto il controllo dei medi (che il primo canale non ha) ed ho inserito un Master Volume post phase inverter in modo che si possa "tirare" l'ampli alla Stevie Ray Vaughan, mantenendo il corretto percorso di gain tra le due valvole di preamplificazione senza però buttare giù i muri. Componentistica di assoluto valore per il progetto in questione: valvole Tung-Sol, Sovtek e TAD, condensatori Sozo Blue e Jupiter che sono il rifacimento con specifiche dell'epoca di quelli presenti in ampli anni '60, costano un rene ma la differenza con altre marche è notevole. Il tutto su uno chassis piccolo che si può infilare in una headshell (testata) oppure in un combo di piccole dimensione 1x12" tipo Princeton magari con un bel cono tipo WGS G12 C/S. Quindi una versione antica e moderna allo stesso tempo di un amplificatore storico in un formato light ma senza compromessi sonori. Dopo prove, componenti di marche diverse e un paio di piccole modifiche circuitali/tuning che sono doverose ho finalmente la versione definitiva. Ho deciso di ordinare una headshell e farlo in versione testata, mancano ancora le mascherine fronte e retro, ora lo vedete abbastanza nudo però non ho resistito e ve lo faccio vedere lo stesso. Inutile dire che suona in modo spaventoso sia facendolo crunchare che utilizzandolo pulito con i pedali, è morbido e cremoso ma sa essere incisivo quando si alza il bright senza mai essere fastidioso, per i sample ci vorrà ancora un pò... 20220307_113743 by Davide Borra, su Flickr 20220307_113925 by Davide Borra, su Flickr 20220307_194709 sfoca by Davide Borra, su Flickr 20220307_194722 by Davide Borra, su Flickr 20220307_194729 sfoca by Davide Borra, su Flickr
  4. 13 points
    Fender '57 Custom Deluxe con Jensen P12Q
  5. 12 points
    Una foto di qualche anno fa, ora sono aumentati
  6. 11 points
    Dopo la triste fine di Layne nel 2002 quasi tutti pensavano che gli AIC non sarebbero più esistiti…poi nel 2009, dopo che le voci si erano rincorse per mesi, i membri rimanenti più un nuovo (validissimo) cantante fanno uscire quello che secondo me è un vero e proprio capolavoro: “Black Gives Way To Blue”, primo album in studio della band dal lontano ‘95. Un album cupo, oscuro, evidentemente sofferto ma pieno di pezzi bellissimi; gli Alice sono loro, si sente…eppure lo stile si è evoluto, si è stratificato, è diventato più carico, più tenebroso, più denso. Il suono delle chitarre a mio modesto avviso è quanto di più bello Cantrell abbia mai prodotto: sinceramente se devo pensare al mio suono “high gain” ideale penso al suono di “Black Gives Way To Blue”. Ai tempi si narra che il buon Jerry usasse prevalentemente (e quasi sempre contemporaneamente) la sua vecchia Shiva moddata da Cameron e la Friedman Marsha, ampli che poi avrebbe portato allo sviluppo definitivo della celeberrima Brown Eye. Ora, si dà il caso che io abbia la fortuna e l’onore di possedere sia una Shiva, moddata dalle manine sante del buon [mention]guitarGlory [/mention] in modo molto molto simile a quella di Cantrell, sia una BE100 ptp prima versione, chiaramente similissima alla Marsha di cui sopra. Tutto questo preambolone per dire che mi sono divertito a registrare da zero le chitarre di uno dei miei pezzi preferiti del disco, “Lesson Learned”, cercando (invano, metto già le mani avanti) di eguagliare la magnificenza sonora dell’originale[emoji16].
  7. 11 points
  8. 11 points
    Ciao ragazzi, vi lascio un mio tentativo di "emulare" digitalmente il guitar tone più venerato di sempre. In questo caso ho usato due IR in parallelo e ho rifinito tutto in cuffia con il Sienna.
  9. 9 points
  10. 8 points
    20220330_154954 by Davide Borra, su Flickr 20220330_155023 by Davide Borra, su Flickr 20220330_155117 by Davide Borra, su Flickr 20220330_184819 by Davide Borra, su Flickr ...finito, a breve arriverà anche il video!
  11. 8 points
    Ma ci volete guardare dei porno dentro sti display ? Che ansia
  12. 8 points
    Oggi pomeriggio mi sono divertito a riprendere il mio ultimo acquisto usando la famosa tecnica del mid-side. Come è venuta?
  13. 8 points
  14. 7 points
    Delle corde vecchie
  15. 7 points
    Alla fine ho completato le mie pedaliere. Venduti diversi pedali ne ho comprato qualcuno che mi intrigava. Arrivati il G2 ed il CC1, il Neunaber Immerse e lo Shur discovery. Pedaliera grande con suoni vintage e moderni, pedaliera piccola (piu' leggera 😂) e piu' votata a suoni vecchio stile. Entrambe sprecate per me, sia chiaro, pero' divertenti 😊
  16. 7 points
    La strumentazione utilizzata dal sottoscritto nei sample è: - Stratocaster mjt - Amplificatore BurnFX Super-B - cassa 2x12 con coni Celestion (Vintage 30 + G12H-100) - t.c. electronic HOF (riverbero) - t.c. electronic Corona (chorus) - BurnFX LineDrive (overdrive) - BurnFX L.Dynamic Overdrive (overdrive) Strumentazione utilizzata da Antonello Balata: - Stratocaster Custom Shop - Amplificatore BurnFX Super-B - cassa 2x10 con coni Jensen C10-Q - Ibanez TS9 (Japan 1981) - Ibanes TS10 (Japan 1987) - Fuzz Face (anni '70) - t.c. electronic HOF (riverbero)
  17. 7 points
    La storiella del Custom Shop della Cort quando aveva sede a Daejeon, in Corea del Sud, mi pare di averla già raccontata più volte quindi evito e passo oltre: mi limito a dire che delle chitarre prodotte da QUEL Custom Shop fra i primi 2000 e il 2005/2006 sono fan sfegatato ormai da anni. Questa CJ, ultima arrivata in famiglia, la cercavo da un pezzo: trovarla non è stato facilissimo dato che al mondo ne esistono solo 100 esemplari, 50 in acero quilted (LE1) e 50 in acero fiammato (LE2). Si tratta di una jumbo in stile Guild F55: top in abete engelmann (AAA), fondo e fasce in acero fiammato massello, manico in 5 pezzi sempre in acero fiammato, ponte, tastiera e perni del ponte in ebano, meccaniche Grover dorate, capotasto e ponticello in osso. Sarebbe anche amplificata con elettronica Fishman ma la cosa al momento mi interessa poco o nulla. È la bimba qui sotto: Cosa penso di queste serie limitate prodotte da Cort nei primi 2000 l’ho già detto più volte ma forse non fa male ripeterlo: secondo me sono chitarre pazzesche che poco hanno da invidiare a strumenti anche significativamente più costosi. Questa CJ non delude le aspettative e suona come un maple jumbo di razza: cristallina, equilibrata e con le fondamentali ben in evidenza. Una chitarra che sembra fatta apposta per accompagnare: non è un caso se chitarre di questo tipo siano fra le preferite dai cantautori puri, quelli che amano esibirsi proprio chitarra-voce. Avendo anche un altro splendido esemplare proveniente dallo stesso Custom Shop, una Earth Limited Edition con top in abete sitka bearclaw e fondo e fasce in ebano macassar, non ho resistito alla tentazione di un confronto diretto. Entrambe le chitarre montano corde Pearse 0.13-0.56 e sono accordate un semitono sotto. Il mic che ho usato non rende giustizia ma al momento è l’unico che ho: uno Studio Projects B3.
  18. 7 points
    Si avverte quell'effetto di limiter sugli estremi di banda?
  19. 7 points
    Senza contare che tutte le volte che premi lo wah con i calzini c'è Prince che si ribalta nella tomba
  20. 7 points
    Come fai a fare un bel solo con una chitarra brutta come la merda a quel modo?
  21. 6 points
    Apprezzo comunque lo sforzo di stanare le retroguardie storiche ormai sepolte nella pace dei sensi forumeschi. Ma dopo le vette dei video hitl*riani e l'affaire Royal overdrive è giusto che ci si ritiri al picco più alto della grandezza invece che appassire lentamente sulla parabola discendente in finte comparsate che mai più eguaglieranno il genio, ma potranno solo sminuirlo.
  22. 6 points
    Caro amico Banana, ovviamente per votare le culandre bisogna fare varie categorie in base alla culandraggine sui generis, che-chè le culandre non son tutte uguali santodddio! Qualcheduna culattona mi risulta sbilanciata sulle chitarre e quindi mi pecca di superficialità sbigodinata sui pedali e vicersa, altre (di cui non faccio il nome immenso) mi cascano sulle batterie dei fuzz, mentre altre mi cascano proprio in terra inciampando sui troppi cavetti volanti non avendo la certificazione ISO-Giorgé-45001 e battendo la capoccia sul comodino true historic. Altre non riescono neanche a ricordare quante e quali strato hanno nella sacra ruota di pavone, ma che sempre sia lodata. Poi ci sarebbe tutto il reparto culandre profumiere che mi sanno financo suonare e questo personalmente mi risulta alquanto categoria a parte.
  23. 6 points
  24. 6 points
    Minchia Ghigo ne sa a pacchi, dalle valvole russe a Plini, sempre sul pezzo:
  25. 6 points
    voglio sperare che il nome Royal Mount sia un omaggio al Royal Supreme Overdrive...😁
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